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TROLL AL CALIFFATO: COMBATTEREMO L’ISIS CON UNA RISATA

Quando si pensa ad un arabo lo si immagina con il volto coperto, che imbraccia un kalashnikov e con alle spalle una bandiera nera. Decisamente un tipo poco amichevole. Eppure anche gli arabi ridono.

Nella terra di massacri, esplosioni e decapitazioni gli arabi hanno sfoderato una nuova arma: l’umorismo.

Già da tempo impazzano sulla Rete brani musicali, video clip e memes creati da giovani e coraggiosi artisti mediorientali che attraverso l’ironia e la satira intendono combattere, almeno in parte, la dittatura del terrore portata avanti dai connazionali più estremisti, esorcizzando le paure del loro popolo.

Una sorta di contro-campagna ai messaggi dei gruppi jihadisti che si è diffusa sui social network, attraverso i quali sgorgano le immagini irriverenti e impavide che sbeffeggiano il califfato e i militanti dell’ISIS ritraendoli confusi su come usare le armi e indecisi su chi debba farsi saltare in aria per primo.

Ormai le parodie non si contano. Sulla copertina di “Jihadi Vogue” (rivista fittizia), per il mese di luglio 2014 i testimonial erano tre jihadisti, tra cui Abu Waheeb, attorno ai quali campeggiavano scritte come “dress for success: consigli fashion per il califfato” o “le otto ragioni per cui i baffi sono out” o ancora “perché il color khaki è tornato di moda”.

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Non solo memes, ma anche fake accounts. Sorgono ovunque falsi profili di jihadisti che, spacciandosi per sostenitori dell’ISIS, hanno l’obiettivo di mettere in ridicolo la dittatura dello Stato Islamico, ottenendo spesso il risultato di attrarre ignari adepti convinti della veridicità dei profili, come è successo per i seguaci del fake account di al-Baghdadi.

Sono in molti a pensare che l’ironia sia la strada migliore per combattere il terrorismo. Non è un caso che questa contro-campagna araba abbia trovato subito numerosi sostenitori: il collettivo 4chan con photoshop trasforma i volti scuri e barbuti dei militanti in innocue paperelle da bagno; il Giappone tramuta i terribili esecutori in adorabili fanciulle che affettano della frutta; e l’Italia ha la sua controparte nella pagina satirica IsisMinaccia, attraverso la quale vengono pubblicati memes che rovesciano gli atroci ricatti dello Stato Islamico, in buffe intimidazioni.

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Combattere l’ISIS con una risata, per quanto banale possa sembrare, è un’iniziativa lodevole soprattutto quando viene dall’interno: gli arabi deridono la parte più estrema dei loro connazionali. Una decisione dovuta sicuramente a una volontà di riscatto nei confronti di chi “fa di tutta l’erba un fascio”. Tuttavia, probabilmente il motivo più forte, che sta dietro alla satira, risiede nella necessità di trovare un mezzo per continuare a lottare ogni giorno per qualcosa di buono, nonostante tutto intorno ci sia il rumore delle bombe.

Sara Di Leo

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