ATTUALITÀ

LE APP CONTRO IL TERRORISMO

142636103-ae966877-775f-4420-9308-add1ba5156abIn varie parti del mondo si stanno sviluppano app antiterrorismo che permettono di segnalare in maniera anonima situazioni pericolose. Il governatore Andrew Como, governatore dello Stato di New York, apre la sua campagna contro il terrorismo con “Vedi qualcosa, manda qualcosa” (See Something, Send Something), motto che poi diventerà il nome dell’app, commissionata alla società  My Mobile Witness. Questa applicazione per smartphone permetterebbe di inviare, in maniera sicura, segnalazioni su situazioni potenzialmente pericolose. Foto e testi vengono trasferiti ad un centro di controllo dello stato di New York per essere controllate, in modo da tutelare la cittadinanza.

Tre giovani ingegneri in Tunisia, ancor prima, ideano Edder3, un’app nata come forma di reazione dopo che la nazione era stata sconvolta da tre attentati in soli tre mesi. Si denunciano in tempo reale situazioni, fatti, oggetti che destano un qualsiasi sospetto. Questa risulterebbe ancora in fase di approvazione pur essendo nata nel 2015. Anche in Francia poi abbiamo Allerta Attentati (SAIP, nata in occasione dell’Euro 2016, un’altra applicazione simile alle precedenti con l’aggiunta di istruzioni e comportamenti d’adottare in caso di pericolo. Ovviamente anche in questo caso si garantisce la privacy degli utenti ma essa rimane attiva solamente durante l’evento calcistico.saip-per-android-1

Dopo l’app per organizzarsi una dieta, quella per fare sport o per giocare a burraco, insomma, chi per moda, chi per giustizia, si impegna attivamente nella lotta contro il terrorismo. Si possono inviare foto, messaggi, si apre una sorta di catena web, un instagram del terrorismo. Ora rimane da pensare: quanto questo può essere considerato utile? Non potrebbe produrre solo panico generale?

Certamente informazioni sull’utente rimangono anonime, immagini e notizie si sviluppano in maniera attiva e veloce, e almeno in apparenza le persone sembrano unite da un obbiettivo comune, forse idealizzato. Cosa succederebbe però nel caso in cui la finalità dell’invenzione non venisse presa seriamente? Potrebbe innescarsi la produzione di immagini fasulle, notizie deviate, oppure la mente potrebbe cercare il pericolo dove in realtà non c’è, distogliendo in questo modo l’attenzione da casi realmente più gravi. Ovviamente parliamo solo di supposizioni e speriamo che il tutto rimanga fedele al progetto di partenza. Non ci rimane che affidarci al buon senso e alla speranza che non sia solo una moda a guidarci ma il reale bisogno di giustizia.

Milena D’Alessandro

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