STALKING: IL TERRORISMO TELEFONICO

‘’ Fare la posta’’ è l’espressione letterale della ormai nota parola inglese ‘’ stalking’’ che racchiude in sé quell’insieme di comportamenti reiterati di tipo persecutorio, perpetrati dallo stalker ( il persecutore) nei confronti della sua vittima.

E’ definita anche ‘’sindrome del molestatore assillante’’ , una sindrome che debilita la vittima del molestatore de quo.

Una delle leggi più significative  introdotta dal D.L. 23.2.2009, n. 11, sulle Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori, è l’art. 612 bis, che definisce il reato di stalking.

Sono considerati atti di stalking: telefonate, messaggi, insulti, minacce, attenzioni non richieste, inseguimenti, appostamenti, danneggiamenti intenzionali a oggetti, atti persecutori anche sul web, minacce a persone care alla vittima.

Si tratta di un vero e proprio terrorismo psicologico poiché la miriade di telefonate o messaggi provocano tensione e nervosismo. Le conseguenze psicologiche possono diventare gravi e portare all’invalidità sociale.

Questa sorta di terrorismo telefonico non è da sottovalutare poiché non si tratta di scherzi causati da un momento di euforia o di rabbia ma di telefonate che si ripetono ciclicamente a qualsiasi ora del giorno e della notte, anche per periodi lunghissimi.

E’ importante riconoscere tale problema: lo stalker non è solo lo spasimante di turno o l’ex sedotto e abbandonato; si può esser perseguitati anche da persone dello stesso sesso e da colleghi di lavoro. Il movente scatenate può esser di qualsiasi genere.  E’ possibile che tra le due persone coinvolte non ci sia mai stato nessun rapporto reale, neppure un contatto diretto.

Molto spesso lo stalker è una persona affetta da problemi di carattere psichico rendendolo, quindi, più pericoloso non potendosi escludere le aggressioni fisiche.

Il terrorismo telefonico rappresenta un vero attentato alla sfera privata della vittima che non riesce più a vivere in maniera sicura e spontanea.

 

Coloro che si riconoscono in tale descrizione, in quanto vittime di terrorismo telefonico o stalking nelle forme più gravi, non devono rimaner passivi ma, piuttosto, reagire affrontando il problema, parlandone con le persone vicine e rivolgersi alle autorità.

Attenzione, però, a non cercar di voler risolvere il problema in maniera diretta con lo ‘’stalker’’. Prenderne i contatti non produrrebbe nulla di positivo poiché questi  non si lascerebbe intimorire da nessun tipo di richiesta.

 

 

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