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Turchia: Arrestati esponenti del partito filo-curdo HDP

Cosa rimane della democrazia turca all’alba di questo 4 Novembre 2016? Probabilmente ben poco, a causa degli arresti, avvenuti la scorsa notte di alcuni esponenti del partito filo-curdo HDP. I deputati sono stati arrestati a Diyarbakir, Ankara e Istanbul, insieme ad altri 13 parlamentari. I parlamentari curdi sono 59 e l’HDP rappresenta il terzo partito del Paese dopo l’AKP al governo e il partito repubblicano CHP, anch’esso all’opposizione come l’HDP.

Gli arresti sono scattati dopo che un’autobomba è esplosa a Diyarbakir, nel distretto di Baglar, facendo 8 vittime, tra cui 2 poliziotti, 5 civili e un sospetto attentatore. «Alcune persone, tra cui poliziotti e civili, sono martiri» ha affermato il ministro della Giustizia di Ankara, Bekir Bozdag. In Turchia ieri era saltata la connessione Internet ed era impossibile accedere ai social network. Ad accorgersi per primi di questa restrizione attuata sulla rete internet da parte delle autorità è stato il gruppo di monitoraggio Turkey Blocks. Facebook, Twitter e Youtube risultano inaccessibili dall’1.20 ora locale e , inoltre, restrizioni sono state imposte anche ai servizi di messaggistica di WhatsApp e Instagram, per la prima volta a livello nazionale negli ultimi anni.

La situazione, nel corso della giornata, si è ulteriormente inasprita tra Turchia ed Europa in seguito alle dichiarazioni di Erdogan secondo cui la Germania «sarà ricordata nella storia per l’ospitalità offerta al terrorismo», e di appoggiare il movimento capeggiato dal predicatore Fethullah Gulen, presunto mandante del mancato colpo di stato militare del 15 luglio 2016. Il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha in seguito dichiarato «È nostro desiderio continuare a mantenere con la Turchia rapporti stretti e costruttivi, ma questo non deve condurci a tenere la bocca chiusa quando sono minacciate le libertà di stampa, di espressione e di opinione», ha concluso, alludendo al sempre più implacabile giro di vite nei confronti degli oppositori, giornalisti in primo luogo.

 

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