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STORIA DI UNO SCUDETTO NEGATO

«Quindici giorni prima della sospensione del campionato, il Genoa lo avevamo battuto in casa nostra per il notevole risultato di 6-1. Avevamo scoperto varie debolezze del sistema difensivo genoano, e con un giuoco tutto d’attacco le avevamo sfruttate appieno. Se noi battevamo il Genoa anche nella partita di ritorno – ed eravamo ben decisi a farlo – il Torino passava in testa e il campionato era nostro. Questa la convinzione di tutti noi granata, quando, come su comando del fato, cessammo di giocare e partimmo soldati».


Con queste parole, lo storico dirigente torinista Vittorio Pozzo, si esprimeva su una vicenda che, per un intero secolo, ha fatto discutere storici e tifosi di mezza Italia.
Il motivo del contendere, diversamente dalle beghe calcistiche cui siamo solitamente abituati, è l’assegnazione di uno scudetto ormai un po’sbiadito e risalente nel tempo che però, per alcuni, ha assunto i contorni di una vera ingiustizia.
Era la stagione 1914-1915 ed il campionato italiano di calcio era qualcosa di ben lontano dal format a girone unico che ben conosciamo. Persino il nome, frutto del volere dell’allora Re d’Italia Vittorio Emanuele III di Savoia, era lontano da quello che conosciamo oggi: si chiamava Prima Categoria Nazionale e la stagione 1914-1915 era la diciottesima di un campionato che aveva visto gli albori poco prima dell’inizio del Novecento.


Il campionato di Prima Categoria, era a quel tempo diviso in due gironi (Settentrionale e Centro-meridionale) all’interno dei quali, si sviluppavano i vari gironi locali regionali. Le vincitrici dei gironi locali si qualificavano alle semifinali e finali locali ed infine, le vincitrici dei tornei settentrionale e meridionale, disputavano una finale nazionale valevole per lo scudetto.
Ma il 1915, non fu un anno come tutti gli altri: a fare da sfondo ad un ‘Italia che sempre più andava innamorandosi di prati, porte e palloni c’era la guerra, ormai da un anno realtà concreta in mezza Europa e che ben presto avrebbe coinvolto anche i giovani italiani, i quali, furono inviati al fronte. Tra questi, anche moltissimi giovani calciatori i quali, lasciando le proprie squadre a corto di uomini, ne decretarano automaticamente il fallimento sportivo, in molti casi agevolando il cammino verso lo scudetto di altre rivali.

In realtà però, a segnalarsi alle cronache sportive di oggi, non è tanto l’aspetto storico di quel campionato assai risalente quanto più un risultato sportivo che, sebbene a distanza di un secolo pieno, rischia di essere riscritto dando luogo ad una festa scudetto attesa per 100 lunghi anni e forse sanando una grossa ingiustizia.
A beneficiare del tardivo retrofront della storia potrebbe essere la Lazio la quale, da molti anni, va brandendo l’arma di uno scudetto ingiustamente e forse un po’ frettolosamente assegnato al Genoa. Infatti, sebbene il format dell’epoca prevedesse uno scontro tra la vincitrice del Sud e la vincitrice del Nord, quella finale tra il Genoa e la Lazio non si disputò mai.

La Federazione dell’epoca infatti, convinta che il conflitto sarebbe durato poco, decise di sospendere il campionato il quale rimase senza un vincitore fino al 1920 quando la Federazione, riunitasi per pianificare il campionato 1920-1921 dopo lo stop forzato di quattro anni a causa della guerra, decise l’assegnazione del titolo al Genoa che potè cosi festeggiare il suo settimo scudetto.
E la Lazio? Alla Lazio, la storia, non ha lasciato nemmeno il riconoscimento formale della partecipazione a quella finale, conquistata sul campo e mai giocata.
Ciò perlomeno fino a quando nel 2015, grazie alla tenacia di S.S. Lazio e del quotidiano “Nuovo Corriere Laziale”, non si sono riaccesi i riflettori su quella stagione così particolare, rendendo più che una fantasiosa ipotesi, l’assegnazione dello scudetto alla Lazio ex-aequo con il Genoa.

Così, dopo aver raccolto migliaia di firme tramite una petizione online, la S.S. Lazio ha presentato al consiglio direttivo della Federcalcio una formale richiesta di assegnazione del titolo corredata da un dossier con il quale ha pedissequamente ricostruito la storia di quello scudetto.
Difficile prevedere se il consiglio direttivo della Federcalcio assegnerà davvero quello scudetto alla Lazio ma nel frattempo, non si può sottacere un certo senso di giustizia in vista della possibile riparazione del torto subito ingiustamente dalla Lazio. Ed al contempo, non notare la perseveranza e la costanza anche nella ricostruzione storica dei fatti che ha impegnato tutti coloro non hanno mai smesso di credere alla possibile assegnazione di quello scudetto che, se agli occhi di molti può sembrare sbiadito, di poco valore e nemmeno in grado di garantire ingenti introiti economici e prestigiose qualificazioni, agli occhi di alcuni vale la passione e l’onore di una vita. Prima di tutto nel rispetto e nel ricordo di quei calciatori che, ceduti poi alla causa della Grande Guerra, ebbero a cullare per un intera stagione assieme ai propri tifosi, il sogno di uno scudetto.

Copyright Immagine di Copertina: http://www.laziostory.it/wp-content/uploads/2016/07/Scudetto-Lazio-1914-1915.jpg

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