LAVORARE CON LA MORTE: REMBRANDT E LO STUDIO DELL’ANATOMIA

Ralph Waldo Emerson, un filosofo, scrittore e saggista  ottocentesco, considerato, oggi, la figura centrale nella cultura americana, una volta si espresse sul concetto di anatomia e sul corpo umano dicendo:

« Il corpo umano è il magazzino delle invenzioni, l’ufficio brevetti, dove ci sono i modelli da cui è preso ogni suggerimento. Tutti gli attrezzi e i motori sulla terra sono soltanto estensioni delle membra e dei sensi dell’uomo. »

Oggi, analizzare tramite dissezione il corpo umano è una pratica scientifica comune ma, non molti secoli fa, veniva considerata sconvenevole dalla chiesa cattolica poiché veniva vista come la profanazione di quel tempio sacro ( il nostro corpo) donatoci direttamente da Dio. Tale pratica, però, ha suscitato fin da subito un notevole fascino in medici e scienziati ed è stata oggetto di opere che hanno ispirato quadri come, ad esempio, ‘’ Lezioni di anatomia’’ del dottor Tump  realizzato da Rembrandt nel 1632.

L’artista viene generalmente considerato uno dei più grandi pittori della storia dell’arte europea e il più importante di quella olandese. Il suo periodo di attività coincide con quello che gli storici definiscono l’età dell’oro olandese.

Osservate il quadro:

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Ebbene, cari osservatori, eccomi al centro della scena impegnato a svolgere niente meno che il mio lavoro.

Chi sono io?

Il mio nome è Nicolaes Tulp e sono professore della cattedra di anatomia della Gilda dei Medici di Amsterdam, la stessa che commissionò al nostro artista il dipinto in questione.

Sono stato ritratto con la mano destra mentre eseguo il taglio e con la sinistra  nel momento in cui espongo agli astanti il funzionamento dei tendini del braccio sinistro: da una parte afferro la carne con delle grosse pinze, dall’altra  mimo il movimento delle dita reso possibile dai tendini stessi.

Dipingendomi con questa precisa gestualità, Rembrandt ha voluto creare una similitudine tra il medico e il pittore poiché il gesto di un medico è molto simile a quello di un pittore quando tiene il pennello tra le dita; vuole sottolineare le similitudini tecniche ed impegnative tra medicina e pittura, e vuol, quindi, essere un contemporaneo elogio per entrambe.

Il corpo del defunto era di Adrian Adrianeszoon detto “Het Kindt”, famigerato criminale impiccato ad Amsterdam nel gennaio del 1632.  All’epoca era impossibile conservare i corpi dei cadaveri in celle frigorifere, poiché, ahimè, ancora non esistevano. Lo studio anatomico era possibile solo nei mesi più freddi dell’anno. Ecco perché ‘’l’autopsia’’ in questione, avvenne subito dopo l’impiccagione.

Il quadro è un dipinto a olio su tela, firmato e datato “REMBRANDT. F:1632”.

Oggi l’opera è conservata al Mauritshuis dell’Aia, un museo che si trova in Korte Vijverberg, nei Paesi Bassi.

Curiosità:

  • Nel romanzo ‘’ La caduta’’ di Albert Camus,  il protagonista Jean-Baptiste Clamence nel descrivere gli abitanti di Amsterdam secondo l’opinione comune, riferendosi al quadro:

« Lei è come tutti, scambia questa brava gente per una tribù di sindaci e di mercanti che contano scudi e probabilità di vita eterna, e il cui solo lirismo consisterebbe nel prendere lezioni di anatomia con dei larghi cappelli in testa. »

  • Nel romanzo di Bernard MacLaverty “La scuola di Anatomia”, (pag. 305) una riproduzione del quadro è appesa alla parete del laboratorio di anatomia presso l’Università di Belfast :

“La mano sinistra del medico stava graziosamente sospesa a mezz’aria sopra il braccio sinistro del cadavere appena sezionato, quasi il dottor Tulp avesse completato il cablaggio di una presa complicatissima”.

  • l’immagine di questo quadro  è stata utilizzata per realizzare il logo dell’E.C.M. : Educazione Continua in Medicina, programma di aggiornamento professionale e scientifico del Ministero della Salute.

Copyright immagine:

http://www.askthedoc.it/arte-e-medicina/

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