ATTUALITÀ

I giovani pensano differente, pensano green

Tornare alla terra si può e si dovrebbe fare. Nell’epoca moderna, sempre più industrializzata, social e connessa con il mondo intero in tempo reale, c’è ancora una fetta di giovani che pensa in maniera diversa dal resto dei coetanei, pensa a grandi campi verdi, arati, che donano i loro frutti e permetto il realizzarsi di un’industria sostenibile. In un’ Europa che va troppo veloce, l’Italia non regge il ritmo, e questa è una consapevolezza assolutamente indispensabile. Consapevolezza che ci spinge a non dimenticare  come l’Italia sia cresciuta , cinquant’anni fa , sulla forza e il sacrifico di chi l’agricoltura e il lavoro nei campi lo viveva ogni giorno e lo considerava un bene, una filosofia di vita e un dono dell’umanità. Poi la parabola , l’ industralizzazione spinta, la new economy, le terre abbandonate all’incuria più diffusa, l’immagine dell’agricoltura appannata e sempre di più sinonimo di attività povera e con poche prospettive. La storia pero’ , con i suoi corsi e ricorsi, sembra cominciare a dare il giusto valore e merito ad un lavoro che ha ispirato artisti di ogni genere : pittori , fotografi , registi che ne hanno fissato, negli anni, gli aspetti più vari, belli ed anche difficili.

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Ma se vogliamo attenerci, oltre che alla bellezza e poeticità del ritorno all’agricoltura, ai numeri e ai fatti, possiamo vedere come l’aumento delle iscrizioni corrisponde, secondo Coldiretti, a un aumento degli impiegati nel settore agricolo, oltre che del numero delle stesse imprese agricole (una su tre è nata negli ultimi 10 anni). Una crescita supportata anche dall’aumento dei bandi europei per il sostegno delle imprese agricole, che negli ultimi hanno subito un’impennata sia nell’offerta che nella domanda. Nel 2015 sono aumentati del 35% rispetto all’anno precedente i giovani lavoratori agricoli indipendenti, con ben 70mila under 35. Il numero di giovani che torna alla terra è comunque subordinato rispetto a quello degli adulti, over 65, che sono il 50-55% del settore. Non solo giovani quindi, e nemmeno solo uomini: il ritorno alla terra e ai mestieri agricoli è infatti è un dato importante anche per le donne, aumentate del 76% le ragazze italiane under 35 diventate imprenditrici nel campo dell’agricoltura. Le novità che i giovani apportano al settore, nemmeno a dirlo, riguardano soprattutto l’online e la ricerca di fonti alternative di distribuzione, slegate dalle difficoltà, burocratiche e strategiche della grande distribuzione. Ecco allora che si sviluppano e-commerce, gruppi di acquisto solidare, mercati a filiera corta. Inoltre, sempre secondo la Coldiretti, l’Italia avrebbe il primato di giovani iscritti alle facoltà di agraria, scienze forestali e alimentari. Basti pensare che in Italia il 7,2% dei titolari d’aziende agricole ha meno di 35 anni, aziende che nel 75% dei casi opera in ambiti multifunzionali, come quello delle fattorie didattiche, della vendita diretta di prodotti tipici, della produzione del vino e dell’olio. Il ritorno all’agricoltura, quindi, si evince perfettamente dai dati raccolti sulle figure lavorative più richieste più richieste in italia (link in basso).

http://metismagazine.it/le-figure-lavorative-piu-richieste-italia/

È proprio lo slancio dinamico e volto al futuro dell’innovazione ehe caratterizza le aziende agricole guidate da giovani, ed è proprio in queste realtà che si realizza il più alto tasso di occupazione e redditività“, queste le parole del segretario dei giovani della Coldiretti, Carmelo Troccoli, pronunciate durante l’Assemblea generale dell’Organizzazione degli agricoltori, svoltasi a Buenos Aires pochi mesi fa. Parole che fanno ben sperare, soprattutto dove l’ignoranza dell’industrializzazione avanzata, per ben quattro generazioni ha rappresentato il lavoro in agricoltura come ambito di miseria, ignoranza e fatica. Ora invece, sono i laureati e gli imprenditori giovani, che vogliono fare del green e della terra il loro ambito d’azione. Quello dell’agricoltura moderna in Italia è un sistema fatto di laureati che hanno voglia di ritornare alla terra e mettere a frutto le competenze per sviluppare sistemi sostenibili e idee di business vincenti. “Bisogna puntare su modello-azienda che fornisce prodotti e servizi” si legge nel documento programmatico di Ecosystem Onlus  “Chi si avvicina all’agricoltura lo fa spaziando in settori nuovi: le nuove tecnologie e le energie rinnovabili hanno infatti ampliato notevolmente il campo delle specializzazioni. Insomma, ritorno alla terra sì, ma guardando al futuro“.

Crediti immagini: http://www.legambientelimena.it/?p=1394

 

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