CULTURA

NEVE DI MAXENCE FERMINE

“Ci sono due specie di persone.
Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono.
E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita.
Ci sono gli attori.
E ci sono i funamboli”

Neve, e si amarono l’un l’altro sospesi su un filo di neve. Questo è il titolo di un sorprendente libro del 1999 dell’autore francese Maxence Fermine. Primo capitolo della trilogia dei colori, che comprende Il Violino Nero e L’Apicoltore, Neve è stato uno dei fenomeni letterari dello scorso decennio. Il romanzo è nato dalla sensibilità artistica dello scrittore Maxence Fermine, personalità particolare, studente di lettere per un anno in gioventù, si ritira dagli studi per intraprendere un viaggio in Africa. Dopo il successo di Neve (pubblicato in Italia da Bompiani), Fermine si è dedicato completamente alla scrittura, pubblicando dopo la “trilogia dei colori”, altri libri di successo come Opium e Il Labirinto del Tempo. 

1246455241100919770a

“Il difficile per il poeta, è rimanere costantemente su quel filo che è la scrittura, vivere ogni ora della vita all’altezza del proprio sogno, non scendere mai, neppure per un istante, dalla corda dell’immaginazione. In verità, il difficile è diventare funambolo della parola.”.

 Ambientato nel lontano Giappone di fine Ottocento, Neve racconta di come un semplice ragazzo di buona famiglia abbia fatto della neve il suo percorso formativo. Il nome del protagonista del libro è Yuko e nella vita scrive haiku (un componimento poetico tradizionale giapponese fatto di tre versi di diciassette sillabe totali). La protagonista indiscussa dei suoi haiku è sempre la neve. Nonostante la disapprovazione del padre monaco, Yuko, scenderà a compromessi con la sua arte e con suo padre, deciderà di scrivere gli haiku solo durante l’inverno, mentre per il resto dell’anno non vergherà, per nessuna ragione, la pergamena con la sua penna. Presto si spargerà la voce in tutto il giappone che in una remota regione esiste un giovane che scrive meravigliose poesie, degne di essere presentate all’imperatore. Analizzate dal poeta di corte, gli haiku di Yuko riceveranno una gravissima critica: tra tanta bellezza, i versi da lui scritti non hanno colore, parlano di un biancore incompleto che non è sufficiente a trasformarlo in un artista degno dell’Imperatore. Per Yuko la poesia è vitale e decide d’intraprendere un viaggio per completare la propria arte. Con lo zaino in spalla, il giovane poeta attraversa le Alpi giapponesi per arrivare al cospetto del vecchio maestro Saseki, un uomo dalla grande conoscenza che gli insegnerà cosa significa l’arte sotto ogni forma di sfumatura. Saseki è un uomo privato della vista per il troppo amore, un amore strappatogli dalle braccia per una passione troppo forte da poter essere cancellata. Il suo nome era Neve, una funambola dell’Europa che ha imparato a camminare in bilico sul mondo e sul suo cuore. Nonostante la cecità, Saseki sarà in grado d’insegnare al giovane poeta che tra le sfumature di colore più importanti al mondo per un artista ce n’è soltanto una in grado di riempire tutti i versi: l’amore.

“Le poesie sono acqua che scorre, come questo fiume. È esattamente questo che voglio fare. Imparare a guardare il tempo che scorre”

Neve è un libro sorprendente anche per la sua struttura. Spezzata, incalzante e poeticamente essenziale, proprio come un haiku. I capitoli di cui è composto il libro sono molto brevi, eccezion fatta per il capitolo dedicato alla storia del maestro Saseki, che per sua natura meritava una trattazione più approfondita. 47_kameyamaQuesta particolare storia d’amore che vede protagonista Saseki e la sua amata funambola viene, inoltre, raccontata a Yuko da un assistente del maestro delle arti, quindi è evidente la rottura. La voce fuoricampo che ci ha accompagnato per tutto il romanzo, la voce essenziale che più che per avvenimenti, ci descrive i fatti tramite colori ed emozioni, cambia, e passa il testimone ad un altro personaggio. Ed è per questo che la struttura della storia cambia, e anche lo stile muta, aggiungendo, inoltre, uno spinoff alla trama. Slancio narrativo, questo, essenziale sia per donare dinamismo alla storia sia per descrivere un passaggio importante nella vita di Yuko.

Nel libro, la poesia si mescola con l’amore e la passione, e divengono quasi la stessa cosa, un’entità sovrannaturale che accompagna il poeta su una strada dal cammino impervio. È questo un romanzo di formazione, che dall’antica tradizione del genere prende il meglio e lo rende fruibile ad un vasto pubblico, che può andare dai più giovani, fino ai veri e propri amanti della letteratura. Neve è un libro senza età, senza confini e per sua natura universale. Un’opera d’arte contemporanea che vi trascinerà in un mondo talmente bianco da accecarvi per poi permettervi di vedere la realtà con uno sguardo totalmente nuovo.

 

 

Annunci

Rispondi