CULTURA

A CHRISTMAS CAROL: VIAGGIO ATTRAVERSO ALCUNE CANZONI DI NATALE NEL MONDO

Ogni Natale sono tre le certezze “sotto l’albero”:

Qualcuno, che evidentemente ti odia, ti regalerà un paio di calzini antiscivolo,

Mamma ho perso l’aereo tornerà in tv,

e poi la migliore:

Mentre tu universitario disperato stai tentando di preparare diritto privato con la lasagna della nonna ancora sullo stomaco, dal balcone un coro di voci bianche tenta (inutilmente) di intonare Astro del ciel.

E poi si chiedono perché il Grinch si sveglia dal letargo proprio in questo periodo.

Ma visto che il signor Bauli ogni anno ci ricorda che a Natale siamo tutti più buoni, e visto che, in fin dei conti, ciò che non uccide fortifica, non possiamo che rincarare la dose: vi proponiamo di salire sulla slitta e fare il giro del mondo attraverso le frequenze dell’autoradio di Babbo Natale.

Partiamo, ovviamente, dalla penisola scandinava.

Europa:

Norvegia:

Musevisa (Canzone del topolino) racconta la storia di una famiglia di topini che festeggiano le vacanze natalizie. Una bella canzoncina, se non fosse che le povere creature debbono tentare di sopravvivere tra trappole per topi. E fa così:

Svezia:

Räven raskar över isen è la più nota canzone natalizia della tradizione svedese. Generalmente viene cantata a mo’ di filastrocca e come gioco dai bambini, che danzano attorno all’albero di Natale. Difatti i versi iniziali sono “flickornas visa” (la canzone delle ragazze, se le partecipanti al gioco sono bambine) o “pojkarnas visa” (la canzone dei ragazzi, se i partecipanti al gioco sono bambini).

Francia:

Petit Papa Noël (Piccolo Babbo Natale)  è una delle canzoni natalizie più celebri in Francia e, come accade per molte altre canzoni di Natale, il brano è diventato poi quasi un “classico” ed è stato tradotto in varie lingue, anche in italiano ad opera del cantante e attore Tino Rossi.

Il testo originale venne scritto da  Raymond Vinci in collaborazione con Henri Martinet, autore della melodia. La storia di questa canzone natalizia è particolare, poiché inizialmente essa era la preghiera di un figlio che chiedeva a Babbo Natale di far tornare suo padre, prigioniero di guerra in Germania. Ma, dietro richiesta dello stesso MartinetRaymond Vinci decise di riscrivere il testo, cancellando ogni riferimento alla guerra. Perciò, ora la canzone è semplicemente la preghierina che i bambini rivolgono a Babbo Natale prima di addormentarsi: non dimenticarsi di distribuire i regali.

Eccola qui:

Germania:

Stille Nacht. Ebbene sì! Una delle canzoni natalizie più note al mondo è di origine tedesca. L’italiana “Astro del ciel”, o l’inglese “Silent Night” è in realtà Stille Nacht.

Le parole vennero scritte nel 1816 da Joseph Mohr e la musica venne composta da Franz Xaver Gruber poco tempo dopo. La prima esecuzione pubblica avvenne il 24 dicembre del 1818, nella chiesa di San Nicola di Oberndorf, durante la Messa di Natale.

La versione italiana, che risale al 1937, non è esattamente una traduzione letterale del testo tedesco, ma piuttosto un brano originale musicato sullo stesso motivetto, invenzione del prete bergamasco Angelo Meli.

America:

Probabilmente l’America è la patria delle canzoni natalizie, lo Stato che si sbizzarrisce di più durante questo periodo dell’anno. Dalle melodie tradizionali, come Let It Snow, Jingle Bells e Silent Night a quelle più recenti, ormai famose in tutto il mondo e riproposte in tutte le salse dove gli Wham, Michael Bublè e Mariah Carey la fanno da padrone. Che dire? Non possiamo che darvi la gioia di un lipsync:


Asia

Filippine:

Maligayang Pasko at Masaganang Bagong Taon (Buon Natale e Felice Anno nuovo) è una popolare canzone della tradizione filippina, meglio conosciuta con il titolo di  Ang Pasko ay Sumapit (Natale è arrivato). E pensare che inizialmente Vicente D. Rubi e Mariano Vestil, che nel 1933 ne composero musica e testo furono, la intitolarono Kasadya ning Táknaa (How Blissful is this Season). Sembra ci sia un po’ di indecisione sul titolo…

Africa

Nigeria:

Betelehmu (Betlemme) è una canzone natalizia scritta dal batterista nigeriano Babatunde Olatunji. Oggi, durante la stagione natalizia, viene cantata da cori in tutto il mondo, spesso accompagnata da danze coreografiche e, ovviamente, da un sottofondo di batteria.

Sud America

Porto Rico:

I portoricani hanno una ricca tradizione di canti natalizi, detti “parrandas”. Tra questi, non può mancare La fiesta del Pilito (La festa del Pilito), dai toni scritta dal gruppo portoricano El Gran Combo De Puerto Rico. Racconta l’elemento più importante della stagione natalizia. L’amore? No. Il cibo!

Venezuela: 

El Burrito Sabanero (Il piccolo asino dalla Savannah) è una notissima canzone natalizia latino-americana. Scritta da Hugo Blanco nel 1972, fu per la prima volta registrata tre anni dopo dal cantante venezuelano Simon Diaz, che venne accompagnato dal coro di voci bianche “La Rondallita”. Oltre al cantante folk, molti altri artisti famosi hanno reinterpretato questa canzone, che è diventata orami una canzone tradizionale in Venezuela.

Ma sì, forse ora riesco a sentirla un po’ di atmosfera natalizia.

Ho detto “forse”.

Sara Di Leo

Copyright:

http://www.telegraph.co.uk/

Annunci

Categorie:CULTURA

Rispondi