ADDIO FRANCA SOZZANI, SIGNORA DI VOGUE ITALIA

La semplicità è più difficile da creare della stravaganza fine a se stessa”.

(F.Sozzani)

Se ne è andata in silenzio, con lo stile e la classe che da sempre l’hanno contraddistinta: Franca Sozzani, lo storico direttore di Vogue Italia, è morta a soli 66 anni, lasciando, nel mondo della moda, un vuoto incolmabile.

Nota per le sue posizioni sempre controcorrente  e per i servizi di rottura, come quando sul numero di luglio 2008 “utilizzò”  solo modelle nere per denunciare  il persistente razzismo presente sulle passerelle, la Sozzani lascia un’eredità artistica ampia e di spessore.

Legatissima al figlio Francesco Carrozzini, fotografo e regista, che la direttrice ha cresciuto da sola, la Wintour italiana ha spesso raccontato, che in principio, era destinata ad una vita tutt’altro che da donna in carriera.

Proveniente da una famiglia dell’alta borghesia mantovana, dopo la laurea in lettere all’Università Cattolica di Milano, la Sozzani si apprestava a vivere una classica esistenza borghese sino a quando, dopo aver divorziato a 22 anni, incinta e con soli 3 mesi di matrimonio alle spalle, rispose ad un annuncio di lavoro del gruppo editoriale Condé Nast.

Partì come segretaria ma, grazie al suo talento, ci volle poco affinché raggiungesse i vertici di Vogue.

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Dapprima divenne redattrice di Vogue Bambini( 1980), successivamente diresse Lei, magazine dedicato alle più giovani e 3 anni dopo le venne affidata, anche, la direzione della versione maschile del periodico: Lui, sino alla vera e propria “consacrazione” che avvenne nel 1988, quando assunse la direzione di Vogue Italia.

Di lei, il ritratto più bello, è senza dubbio quello tracciato dal figlio Francesco Carrozzini, il quale presentando questo settembre alla Mostra del cinema di Venezia il docu-film: Franca: Chaos and Creation, ha raccontato al mondo di come l’icona della moda italiana fosse anche una madre straordinaria.

Nonostante la malattia la stesse consumando pian piano la Sozzani era lì, sul tappeto rosso, a sostenere il lavoro del figlio Francesco, quel suo progetto così intimo e personale perché, in Franca: Chaos and Creation, sin dalle prime battute, si viene catapultati nella vita di Franca e non della direttrice.

Un vero e proprio testamento, attraverso il quale ripercorre gli eventi più salienti della sua vita personale e della sua carriera, primo tra tutti la scoperta, poco più che ventenne, dell’infedeltà del marito.

«Perché?» le chiederà il figlio, «Perché quando sei nato tuo padre aveva già un’altra famiglia», risponderà lei con naturalezza, lasciando trapelare, con il solo sguardo, la complessità di quel personale dramma intimo e che l’ha resa «una pantera che ha lottato per tutto».

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«Questa è una cosa che Franca mi ha insegnato sull’amicizia: a volte si ha veramente tanto da guadagnare», dirà della Sozzani Anna Wintour, la regina di Vogue America, nel commosso ricordo che la vera “Miranda Priestly” ha fatto dell’amica e collega sulle colonne di vogue.com.

«Franca ed io abbiamo iniziato la nostra carriera come editor circa nello stesso tempo, ma questo non ci ha ammesse automaticamente a qualche club esclusivo dove tutti i direttori di Vogue sono migliori amici; in realtà credo che per i primi anni ci siamo circumnavigate   l’un l’ altra, in silenzio. A poco a poco, però, di spettacolo in spettacolo e di stagione in stagione, abbiamo cominciato il nostro rapporto di amicizia che io sono così felice e onorata che sia durato per 30 anni», la Wintour ricorda in questo modo il momento, in cui, l’amicizia tra lei e Franca Sozzani ha preso forma, mostrando, per la prima volta ai lettori, un lato inedito di sé.

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La Wintour, poi, elogiando il lavoro di Francesco Carrozzini in Franca: Chaos and Creation ha ricordato: «(…) L’ ultima volta che ho visto Franca è stato un fine settimana di nebbia a Milano. Giaceva in un letto d’ ospedale, fragile come una piuma, ricordando la grande storia d’ amore dei suoi genitori. (…) Io indossavo un piccolo orologio che Franca mi aveva dato, e le ho promesso di regalarlo a sua nipote per celebrare la nostra amicizia il giorno che Francesco dovesse essere benedetto dall’arrivo di una figlia. Che fortuna avrà quella bambina di vedere l’ amorevole film di suo padre dedicato a una così notevole nonna».

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Valentina Nesi

 

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