CULTURA

BECOMING AMISH: IL TEMPO SI È FERMATO

Presente in 22 Stati (principalmente in Ohio e in Pennsylvania) e in Canada (Ontario), la comunità religiosa degli Amish si diffonde a partire dal Cinquecento, grazie al rifiuto per la tecnologia e per le regole dettate da una società consumistica.

Di origine germanica, il gruppo religioso ed etnico degli Amish vive isolato dal mondo esterno, in una vita al riparo dalle vanità della modernità. Il tempo si ferma al XVIII secolo, quando automobili, televisori, telefoni, parrucchieri, gas e elettricità non erano un pericolo perché inesistenti; essi ritengono infatti che le nuove invenzioni siano un danno per l’integrità fisica e morale degli esseri viventi. C’è da dire tuttavia che non tutti sono cosi rigidi, ogni comunità risulta differente, è possibile che ciò che viene proibito in una, non lo sia in un’altra, perché tutto viene analizzato dai lider religiosi di ogni gruppo, sempre nel rispetto della dovuta interpretazione della Bibbia, e sulla base di una serie di norme interne alla loro religione (Ordnung).

Vestiti sempre con abiti di colore scuro, bretelle, cappelli, barba, gli uomini si impegnano soprattutto nel lavoro agricolo, mentre le donne che non possono mai utilizzare gioielli, che indossano vestiti sempre di colore scuro e che portano i capelli raccolti e coperti da una cuffia bianca o nera, a seconda che siano sposate o meno, si impegnano nelle faccende domestiche e nella cura della famiglia. Tutte le famiglie sono legate tra loro da un reciproco senso di solidarietà, lavorano nei campi dalla mattina alla sera, mentre la domenica è dedicata alla professione della loro fede religiosa. Un mondo bucolico senza intromissioni esterne, dove il telefono è solo un mezzo che deve rimanere fuori dalla casa, da utilizzare esclusivamente per le emergenze. Le case sono in legno, semplici e lineari, ma con una grande quantità di stanze perché i bambini sono sempre più numerosi.

Il fatto che la loro vita deva essere la più semplice possibile causa non poche problematiche. Il rifiuto per le regole di una società “barbara” e della politica gli porta a risolvere i conflitti internamente, anche se pare che nel 2012 un piccolo gruppo di amish in Ohio sia stato accusato, processato e condannato per aver orchestrato un attacco ( beard-cutting attack) ad alcuni membri della congregazione: volevano tagliargli la barba! Poi c’è da dire che essendo tutti discendenti dallo stesso ceppo, un gruppo di 200 persone, e volendo rimanere chiusi nel loro mondo fatto di restrizioni, hanno un altissimo tasso di problemi salutari probabilmente dovuti al continuo mix degli stessi geni. Problemi metabolici, nanismo, malattie imbarazzanti tuttavia vengono interpretate come esclusivo volere di Dio, per questo capita spesso che essi non si sottopongono a cure specifiche. Non hanno strutture mediche, spesso nemmeno l’assicurazione medica, e normalmente non vanno in ospedale, si curano da soli escludendo ovviamente situazioni più rare. Le donne quindi si forniscono di rimedi casalinghi e partoriscono in casa, dopotutto c’è la possibilità che essi vengano rifiutati dagli Ospedali perché, non facendo foto per una questione di umiltà, risultano sprovvisti di una qualsiasi forma di identificazione.

Ma come si diventa Amish? Nascere da uno di loro non basta, essere parte di questa comunità è una “scelta”, e questa avviene nella cosiddetta fase del “rumspringa”: a 16 anni i giovani hanno la possibilità di trascorrere del tempo fuori dalla loro casa, possono uscire con gli amici, indossare jeans, bere bevande alcoliche e scoprire il mondo che li circonda senza la stretta supervisione dei genitori, sempre però nel rispetto della loro fede religiosa.  L’intenzione sarebbe quella di rendere coscienti e presenti i ragazzi nella loro scelta successiva, ovvero quella di rimanere o meno nella comunità. Come avviene la scelta? Durante una cerimonia essi siedono davanti ai membri della comunità rispondendo ad alcune domande, le risposte devono segnalare la rinuncia al mondo esterno e al diavolo perché solo in questo modo hanno la possibilità di essere battezzati impegnandosi a rispettare gli insegnamenti di Cristo e della Chiesa. Il Vescovo poi prende l’acqua da un secchio, la lascia cadere sulla testa del battezzato e infine chiede una benedizione da parte dei membri di tutta la comunità con un “bacio santo”, dagli uomini se a ricevere il sacramento è un ragazzo, dalle donne se una ragazza. Se dopo questo rituale qualcuno vuole abbandonare il gruppo questo sarà esiliato, scomunicato (shunning). Se invece è il battesimo stesso ad essere rifiutato, i giovani saranno costretti ad andarsene dalla comunità, lasciando famiglia, amici, passato.

I dati ci mostrano che circa il 90% di essi alla fine decide incredibilmente di ricevere il sacramento, rinunciando a qualsiasi comodità conosciuta e a qualsiasi divertimento. Ma ciò che viene da chiedersi è: tutto questo avviene realmente per fede? O è solo la paura di perdere gli affetti di una vita ad indirizzare degli adolescenti nella loro maturità? Purtroppo è quasi impossibile avere una risposta a questa domanda, o almeno nessuno di loro forse ci darebbe, o perlomeno non potrebbe darci, una risposta sincera.

Milena D’Alessandro

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