I BORGIA: STORIE E LEGGENDE SULLA FAMIGLIA DI DIO DEL RINASCIMENTO ITALIANO

Per molto tempo i Borgia sono stati il bersaglio privilegiato delle accuse più infamanti scagliate da poeti e romanzieri. Sulla famiglia di Dio del 1500 pesano cinque secoli di calunnie oltraggiose: Rodrigo Borgia, l’uomo che siede sul soglio di Pietro ama una donna, Vannozza Cattanei, una locandiera di Roma. Un caso unico reso tale dalla durata di questa relazione. Mai un principe della Chiesa si era reso ‘’costante’’ nell’amare una donna. Una peculiarità che lo contraddistingue dai suoi predecessori. La durata di questa relazione finirà per l’assumere le stesse caratteristiche di un matrimonio morganatico che genererà quattro figli: Cesare, Giovanni, Lucrezia e Goffredo.

Un amore sacro che durerà fino all’arrivo di Giulia Farnese detta ‘’La Bella’’.

In realtà, le tragedie e i trionfi di questa discussa famiglia non si potrebbero comprendere senza conoscere l’epoca torbida e feconda in cui vissero.

Verso la fine del Quattrocento Roma inizia a mutare. Quella che era ancora il centro del mondo o sarebbe meglio dire, l’ombelico e il crogiolo dell’universo, aveva iniziato a rinnegare l’austerità medioevale. Si ha una vera e propria evoluzione della morale. La religione è sempre meno vissuta nell’intimo dei fedeli: è rispettata nelle osservanze morali ma sempre meno nei precetti.

‘’ Al sommo degli onori sta invece il culto dell’individuo:si deve vivere con passione, superando se stessi nel dispendio delle proprie energie e nel perseguimento del potere, magari accettando di arrivare alla crudeltà.’’

Geneviève Chastenet , ‘’Lucrezia Borgia. La perfida innocente’’

I Borgia non sono altro che lo specchio di un’epoca: potere e delitti, intrighi e lussuria.

Nella storia del Rinascimento italiano risalta la figura femminile di Lucrezia Borgia. Molto amata da artisti e poeti, non solo per la sua bellezza ma soprattutto per il suo spirito impetuoso, è stata anche oggetto di accuse infamanti da parte della storiografia che l’ha descritta come un’avvelenatrice, libertina e incestuosa.

 ‘’ Libertina per fantasia, empia per temperamento, ambiziosa per calcolo, Lucrezia bramava piaceri, adulazioni, onori, gemme, oro, stoffe fruscianti e palazzi sontuosi. Spagnola sotto i capelli biondi, cortigiana sotto la sua aria candida, aveva il viso di una madonna di Raffaello e il cuore di una Messalina. ‘’

( Alexandre Dumas padre )

E poi ancora:

“Gennaro, questa donna, a cui parlavi d’amore, è avvelenatrice e adultera, incestuosa in tutti i sensi: lo è stata con i suoi due fratelli, che si sono uccisi tra loro per amore suo… con suo padre che è il papa, lo sarebbe stata persino coi suoi figli se ne avesse avuti, ma il cielo li rifiuta ai mostri (…). Vuole saperne il nome, Gennaro? È Lucrezia Borgia!”

( Victor Hugo )

Basta il prestigio del suo nome a suscitare un magico incanto.  Non esiste un’accusa che non sia stata mossa nei confronti della bionda figlia di papa Alessandro VI.

La bella Lucrezia poteva gloriarsi di molteplici doti, persino politiche e diplomatiche. Fu un’abile amministratrice tanto che suo marito Alfonso d’Este le affidò numerose volte la conduzione del Ducato. Riunì alla sua corte una cerchia di intellettuali  tra cui Ludovico Ariosto, Gian Giorgio Trissino, Ercole Strozzi e Pietro Bembo. Proprio quest’ultimo riuscì ad instaurare con la donna un rapporto che andava al di là del mecenatismo, seppur rimanendo una liaison platonica. A questa relazione è legata una delle tantissime leggende su Lucrezia Borgia: tra gli scritti personali di Bembo venne ritrovata una ciocca di capelli biondi. Ancora oggi questo prezioso ritrovamento è conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano, all’interno di una teca.  George Byron, scrittore inglese, in visita a Milano nel 1816, restò molto colpito dal carteggio tra i due pervenuto e definì quella ciocca di capelli ‘’ più simile all’oro che ad altro’’. Secondo la leggenda la notte dei morti, la figlia di papa Alessandro VI faccia ritorno dall’aldilà per prendersi cura della sua fulgida chioma.

Ma alla figura di Lucrezia è legata una leggenda più nota che la vedrebbe un’esperta avvelenatrice. Il veleno che secondo molti venne utilizzato da tutta la sua famiglia per eliminare gli avversari politici era la cantarella, una variante dell’arsenico simile allo zucchero.

Ancora una volta Victor Hugo, nei suoi scritti,  fa di Lucrezia una precisa e pungente descrizione:

 “Un veleno terribile – dice Lucrezia – un veleno la cui sola idea fa impallidire ogni italiano che sa la storia degli ultimi venti anni. Nessuno al mondo conosce un antidoto a questa composizione terribile, nessuno ad eccezione del papa, del Signor Valentino e di me”.

Anche in questo caso, molto è probabilmente frutto della leggenda: molti tossicologi sono infatti convinti che questo micidiale veleno in realtà non sia mai esistito.  Una figura contraddittoria, quindi, quella di Lucrezia, così come il tempo in cui visse, quel Rinascimento caratterizzato da una cultura raffinata e preziosa ma nello stesso tempo da tanta violenza e intrighi. E la sua leggenda è consegnata alla storia.

lucrecia-borgia
Lucrezia Borgia

Un’altra figura tanto discussa, probabilmente quanto quella di Lucrezia fu quella del fratello Cesare Borgia, detto ‘il Valentino’’. Fu il condottiero per eccellenza rinascimentale. A lui il grande Niccolò Macchiavelli si ispirò per tracciare un’accurata descrizione de ‘’Il Principe’’.

Per Machiavelli Cesare Borgia rappresenta l’ideale del principe fondamentalmente perché racchiude in sé  i concetti di virtù e fortuna, basilari per il successo di un principe.  Un buon principe deve essere aiutato dalla fortuna per arrivare al potere (ad esempio l’ereditarietà e un tipo di fortuna) e deve essere virtuoso nel mantenere il principato. Tutta la sua attività deve essere volta al mantenimento del principato, adottando anche atteggiamenti che si discostano dalla giusta morale/etica e divincolandosi totalmente dai doveri religiosi. Il principe, quindi, può comportarsi anche con aggressività e crudeltà se questo è l’unico modo di mantenere lo stato. Cesare Borgia è il miglior attuatore di questa idea.

Aut Caesar, aut nihil!

cesareborgia
Cesare Borgia

Studiando e analizzando la famiglia Borgia potrebbe cadere all’occhio una certa somiglianza con la storia di una moderna famiglia italiana, frutto dell’immaginazione dello scrittore e sceneggiatore statunitense Mario Puzo.Lo scrittore, il cui successo è strettamente legato al romanzo ‘’ Il padrino’’ dal quale è stato tratto il film premio oscar omonimo, non a caso è anche padre di un altro romanzo bestseller il cui tema è proprio quello della famiglia di Dio del Rinascimento: I Borgia.

Dal titolo ‘’ La famiglia’’ Puzo ci racconta i Borgia e il Rinascimento attraverso un affresco indimenticabile della dinastia che per l’autore de Il Padrino rappresenta “l’emblema della famiglia criminale”.

puzo

@copyright foto:

http://scrapsfromtheloft.com/2016/07/29/borgia-montanelli/

https://www.google.it/search?q=Ritratto+di+Vannozza+Cattanei+nel+refettorio+di+San+Cosimato,+Roma&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwiL55qXi6bRAhVMNFAKHQlEAkIQ_AUICCgB&biw=1304&bih=707

http://dinastias.forogratis.es/las-princesas-mas-bellas-de-la-historia-t1689-48.html

http://www.qplibrerie.it/prodotto/la-famiglia-di-mario-puzo/

http://www.storiain.net/storia/cesare-borgia-il-principe-che-fu-promesso/

https://it.wikipedia.org/wiki/Giulia_Farnese

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...