ATTUALITÀ

LA CONTRACCEZIONE E LA CHIESA: L’ETERNO DISSIDIO

Un tema antico, ma sempre attualissimo, riguarda il legame tra la religione e il sesso e nello specifico del rapporto tra la religione e l’uso dei contraccettivi.

Quando si parla di contraccezione, si intendono i vari strumenti e mezzi che l’intelligenza umana ha ideato per impedire che l’atto sessuale sfoci nel concepimento.

Uno dei contraccettivi più usati è la pillola, inventata nel 1950 da Pincus, insieme al preservativo.

Il tentativo di controllare le nascite è sempre stato molto diffuso, in alcuni documenti risalenti al 1850 a.C., ad esempio, vengono descritti delle specie di diaframmi fatti di gomma arabica, la quale ha proprietà spermicide, o ancora si parla di applicazioni vaginali fatte con una miscela di miele e carbonato di sodio.

Un altro metodo contraccettivo molto usato nell’antichità, era il prolungare l’allattamento col fine di bloccare il flusso mestruale e ridurre così al minimo e in maniera naturale, le possibilità di essere fecondate.

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San Clemente

Si narra che, il primo a vietare in maniera esplicita la contraccezione nel mondo cristiano, fu Clemente da Alessandria nel 191 d.C., il quale scrisse che:  considerato l’ordine dato da Dio agli uomini di moltiplicarsi, il seme non dev’essere eiaculato per niente, né deve venire danneggiato o sprecato”.

Gli studiosi pensano che, l’avversione di San Clemente nei confronti di qualsiasi tipo di contraccezione, derivasse dalla corrente filosofica dello stoicismo, alla quale si rifece anche Sant’Agostino nel V secolo, il quale aggiunse che il sesso era un peccato anche per le coppie sposate ma sterili, in quanto incapaci di generare dei figli.

Durante il Medioevo, le carestie, le epidemie e l’alto tasso di mortalità infantile, spingevano la gente a fare più figli per ripopolare i villaggi e quindi, il problema del controllo delle nascite era meno sentito e la discussione sulla contraccezione venne abbandonata per un po’.

Alcuni studiosi, però, affermano che la Chiesa abbia continuato a condannare qualsiasi tipo di contraccezione anche in quel periodo e che le famose “streghe” praticassero, tra le altre cose, aborti e fornissero unguenti a scopo contraccettivo.

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Papa Paolo VI

Ad oggi le cose non sono molto cambiate e la Chiesa cattolica continua a sostenere che la contraccezione è peccato, concetto espresso chiaramente e solennemente da Papa Paolo VI nell’enciclica Humanae Vitae  promulgata nel 1968, nella quale afferma che: «è assolutamente da escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite (…) ogni azione che – o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali – si proponga come scopo o come mezzo di rendere impossibile la procreazione».

Il motivo per il quale la Chiesa difende così strenuamente la sua avversione alla contraccezione va cercato nell’aspetto unitivo e procreativo dell’atto coniugale, che non possono mai essere lecitamente separati, in quanto è stato Dio stesso a volerli inscindibili, per far sì che l’amore tra l’uomo e la donna sia aperto alla vita. 

La Chiesa, però, propone un’alternativa all’uso della contraccezione, che è quella del ricorso ai periodi infecondi i quali, non impedendo lo svolgimento dei processi naturali, non alterano la fisiologia femminile.

Questa alternativa è tollerata, però, solo se vi si ricorre per gravi motivi che spingono a rimandare una gravidanza.

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http://www.cosmopolitan.it/

https://it.wikipedia.org/wiki/Clemente_Alessandrino

http://www.papaboys.org/

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