Area 51: tra alieni e segreti militari

 

Con i suoi 26 chilometri d’estensione l’Area 51, la base militare statunitense costruita a ridosso di una zona del deserto del Nevada nota come Dreamland( Terra dei sogni ndr) è sicuramente uno dei luoghi più misteriosi ed enigmatici del pianeta.

Gli elevati livelli di segretezza e le frequenti smentite riguardo la sua esistenza, il tutto mixato con degli strani avvenimenti che si sarebbero verificati all’interno della base stessa, hanno reso l’Area 51 il luogo simbolo delle teorie del complotto, in particolare per quanto riguarda gli UFO.

Che si effettuino solo esperimenti su nuove e potenti armi nucleari o addirittura test su esseri provenienti da altri pianeti non è dato saperlo, ciò che è certo è che l’Area 51 è un luogo talmente segreto da non comparire, persino, in nessuna carta geografica.

Costruita nel 1954 ma implementata a partire dal 1984 quando l’USAF( United States Air Force ndr) sequestrò senza alcun motivo apparente 89.600 acri di suolo pubblico, la base militare conosciuta come Area 51 è composta da più installazioni all’interno delle quali vengono svolte diverse attività, tutte commissionate dal Dipartimento per la difesa degli Stati Uniti. 

Uno dei distretti più segreti della base militare è senza ombra di dubbio la zona S4 dove, a detta di molti, verrebbero studiati i dischi volanti definiti in modo più elegante: “prototipi aerei non convenzionali”.

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Ed effettivamente, nell’Area 51, a prescindere dai tanti misteri, sono state brevettate macchine e attrezzature tra le più innovative mai create dall’uomo, come il bombardiere Stealth, un tecnologico e potente aereo impercettibile ai radar o ad altri strumenti di localizzazione e che venne testato per la prima volta proprio in questo segretissimo angolo del deserto del Nevada.

Le teorie “complottistiche” e “aliene” riguardo l’Area 51 cominciarono a espandersi a macchia d’olio subito dopo l’incidente che si verificò a Roswell il 2 luglio del 1947 quando si verificò uno schianto nella zona di Chaves County, una località poco distante dalla cittadina ormai nota per gli strani avvenimenti e avvistamenti che con cadenza irregolare si verificano.

La mattina seguente l’allevatore William Ware Mac Brazel trovò nel suo campo lamine e rottami che secondo i periti, viste le particolari leghe, appartenevano ad un oggetto volante di provenienza ignota.

Pochi giorni dopo la RAAF( Roswell Army Air Field ndr) emanò un comunicato stampa pubblicato dal Roswell Daily Record attraverso il quale confermava il recupero di rottami provenienti da oggetti volanti non identificati.

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Ecco il testo pubblicato dal quotidiano cittadino:

« Le numerose voci riguardanti il disco volante sono diventate realtà ieri quando l’intelligence del 509º Bomb Group dell’Ottava Air Force, Roswell Army Air Field, ha avuto la fortuna di entrare in possesso di un disco volante con la collaborazione di uno degli allevatori locali e dello sceriffo di Chaves County. L’oggetto volante è atterrato in un ranch vicino a Roswell la scorsa settimana. Non avendo un telefono, l’allevatore ha tenuto il disco fino a quando non è stato in grado di contattare l’ufficio dello sceriffo, che a sua volta lo ha riferito al Maggiore Jesse A. Marcel del 509º Bomb Group Intelligence Office. Sono immediatamente scattate misure e il disco è stato subito prelevato a casa dell’allevatore. È stato perquisito dalla Roswell Army Air Field e successivamente trasportato dal maggiore Marcel al quartier generale più alto ». 

Subito dopo l’uscita del comunicato stampa destinato a fare il giro di tutte le prime pagine dei quotidiani nazionali e non, arrivarono le prime smentite da parte del Governo statunitense il quale si affrettò a dichiarare che l’oggetto volante “non identificato” altri non era che un pallone sonda modello Ray wind utilizzato per determinare direzione e velocità dei venti ad alta quota.

Nel corso degli anni furono tante le teorie, le “prove” e le confutazioni che vennero sciorinate, prima tra tutte quella del maggiore Jesse Marcel che intervistato dall’ufologo e fisico Stanton T. Friedman affermò, senza giri di parole che la smentita diffusa dall’aeronautica militare “era un falso intento ad insabbiare la verità e nascondere ciò che realmente precipitò nel Nuovo Messico nel luglio del ’47”.

Il 15 febbraio del 1994, poi, in risposta a un’inchiesta parlamentare sul caso Roswell, l’Aeronautica militare statunitense aprì un’indagine volta a chiarire, una volta per tutte, questo mistero che perdurava, ormai, da oltre 40 anni.

Fu allora che venne scoperto il progetto Mogul, operazione classificato come top secret perché dedita a monitorare segretamente l’attività nucleare dell’ex Unione Sovietica.

I Mogul erano file di palloni con annessi una coda di riflettori radar, per un totale di circa 100 metri di grandezza, e che conferiva a questo sofisticato marchingegni una forma a dir poco insolita.

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Nonostante gli ufologi e alcuni personaggi presenti a Roswell il giorno dello schianto abbiano continuato a sostenere che l’oggetto della discordia avesse una provenienza tutt’altro che umana, la versione ufficiale del governo fu quella che venne presa per buona anche se i sostenitori della tesi “sovrannaturale” non si estinsero mai.

A sostegno della teoria “ufficiale” bisogna dire che nell’Area 51 vennero brevettati veivoli come gli U-2 che vista l’altitudine alla quale potevano volare( 18 chilometri ndr) e il loro particolare modo di decollare( quasi in orizzontale ndr) avrebbero dato a chiunque non fosse del settore l’idea di trovarsi al cospetto di un oggetto volante “non identificato”.

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Inoltre è cosa risaputa che la tecnologia militare, in particolare se segreta, risulta essere molto più avanzata rispetto la civile quindi non sarebbe difficile ipotizzare che quelle che erano leghe metalliche sconosciute a dei “comuni” scienziati fossero, in realtà, già in uso dell’intelligence U.S.A.

Lo stesso ex presidente Barack Obama parlò pubblicamente, nel 2013, dell’Area 51 affermando che alla fine del suo mandato avrebbe rivelato dettagli sulla base militare segreta, ipotesi rafforzata anche dalla compagna di partito ed ex candidata alla presidenza  per il partito Democratico Hillary Clinton, rafforzando l’idea, quindi, che all’interno del misterioso poligono venissero sì svolti esperimenti militari segreti ma nulla che avesse a che vedere con oggetti e creature di provenienza aliena.

Nel 2014, invece, pochi giorni prima di morire, Boyd Bushman lo scienziato che lavorò per anni nell’Area 51 affermò in un video registrato e diffuso su internet la sua verità riguardo i segreti della base militare.

Gli alieni esistono e collaborano con gli esseri umani nell’Area 51” esordì l’uomo ormai appesantito dagli anni, in una video-intervista testamento che riassume oltre 40 anni di carriera al servizio del governo degli Stati Uniti.

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Nel corso dell’intervista Bushman ammette senza esitazioni che gli extraterrestri non solo esistono ma che addirittura hanno contribuito allo sviluppo della tecnologia aerea con il Dipartimento della difesa.

“Per quanto riguarda il velivolo alieno, abbiamo cittadini americani che stanno lavorando sugli UFO 24 ore al giorno. Stiamo cercando di imparare che cosa fare”  ha affermato lo scienziato il quale non ha mancato di descrivere l’aspetto fisico di due tipologie di alieni( “hanno lunghe dita delle mani e piedi palmati” ndr): i mandriani e i ladri di bestiame.

 

 

 

Copyright foto:

http://vidshaker.com/ufo-news-boyd-bushman-the-last-interview-on-aliens-with-fill-sized-pictures/

http://www.militariforum.it/forum/archive/index.php?t-6937.html

http://leganerd.com/2016/02/06/incidente-roswell-mito-realta/

http://leganerd.com/2016/02/06/incidente-roswell-mito-realta/

http://www.diregiovani.it/2016/01/27/15687-che-cose-area-51-misteri-alieni-ufo-verita.dg/

http://www.ndonio.it/Area%2051.htm

 

Valentina Nesi

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