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CICAP E UFO IL CONNUBIO IMPERFETTO

Nel 1989 per volere di Piero Angela, nasce il CICAP: Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, e che è un’organizzazione di volontari, scientifica ed educativa, che promuove un’indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze, del paranormale, dei misteri e dell’insolito. 

Il CICAP, quindi, nasce come ente supervisore di tutta quella amalgama di notizie, dicerie e affermazioni riguardanti il mondo del paranormale. Dobbiamo però includere in questo mondo anche tutto ciò che negli anni si è costruito attorno agli alieni. Infatti, molto spesso, il CICAP si è occupato dei nostri cugini provenienti da galassie molto lontane. Lo spirito con cui il comitato si approccia alla materia ufologica è certamente pieno di scetticismo, ma lì dove è doveroso, riescono a riconoscere dubbi in merito ad alcuni casi di rilevanza nazionale e internazionale.

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Negli anni, tantissimi sono stati i documenti raccolti dall’ente sempre elaborati secondo il metodo scientifico. In che consiste una ricerca scientifica? Prima di tutto in una raccolta di fatti e osservazioni, poi nella scelta di quelli più sicuri e significativi, e in ultimo nel loro inquadramento in una ipotesi di lavoro precostituita, oppure deducibile dall’analisi dei fatti in questione. È basilare che i fatti siano accertabili e misurabili, altrimenti nessun risultato sarebbe possibile. Questo è il credo del CICAP e di ogni ente da ritenersi scientifico. Restando nell’ambito del metodo scientifico, ciò che intende il CICAP come il difetto capitale delle ricerche “ufologiche” ormai intraprese da decenni, non risiede tanto nelle ipotesi e nemmeno nei metodi di ricerca e analisi, ma nei fatti medesimi, i quali, nonostante l’imponente casistica, si riducono a ben poco. Ponete sotto giudizio, per esempio, che valore sia possibile attribuire a quella messe di testimonianze di cui riferì Joseph Allen Hynek al primo congresso internazionale degli ufologi, svoltosi nell’aprile 1977 ad Acapulco. L’analisi, eseguita con ordinatori, di oltre 50.000 testimonianze selezionate da un numero almeno 10 volte maggiore, avrebbe portato a concludere che “gli UFO atterrano sul nostro pianeta di preferenza la sera, nella maggior parte dei casi tra le ventidue e mezzanotte. Essi scelgono specialmente zone isolate e sono stati visti da un campionario perfettamente rappresentativo di popolazione, comprendente uomini e donne di ogni età, analfabeti e scienziati“.

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Lo scetticismo espresso dal CICAP, però, non è assoluto. Può darsi che gli UFO siano cose tangibili, e può darsi che siano di provenienza extraterrestre. Ma questo lo detta soltanto il desiderio inconscio di ognuno, la curiosità e magari le speranze. Non convincono nemmeno i tanti ragionamenti che si fanno sulle civiltà presenti nella nostra Galassia e il loro numero, che è l’argomento principale che spinge molti scienziati e astronomi a guardare con una certa benevolenza al problema degli UFO. Però ci sono anche astronomi famosi che qualche anno fa scrivevano ponderosi libri sulla Vita intelligente nell’Universo, come Josiph Shkloski, e oggi si ricredono completamente e considerano i “dischi volanti” una ipotesi senza alcun fondamento scientifico

Insomma, il CICAP cerca di far chiarezza o, quanto meno, porre le bari per una ricerca altamente scientifica nel campo delle pseudoscienze. Queste, ovviamente, includono anche l’ufologia. Ma, essere scettici non vuol dire non credere, o millantare superiorità e conoscenze pregresse. Lo scetticismo del CICAP è tutt’altro che questo. Si potrebbe riassumere in fede non cieca. Partendo dal presupposto dell’esistenza di un problema, esso va analizzato da tutti i punti di vista, scientifici e non, dal fenomeno di costume degli UFO, fino alla loro definizione più totalizzante.

 

Fonti

https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=277997

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