CULTURA

EXTRATERRESTRI AL CINEMA – UN LEGAME SECOLARE

Il rapporto tra gli extraterrestri e il cinema è una storia d’amore indissolubile. Già dalle sue origini, il cinema ha subito la fascinazione dello spazio e dell’ignoto, dell’esplorazione e di conseguenza dei viaggi interplanetari. Infatti, era il 1902 quando George Méliès realizzava quello che è stato il primo film di fantascienza della storia del cinema, “Viaggio Nella Luna”. La pellicola, liberamente ispirata a “Dalla Terra alla Luna” di Jules Verne e “I primi uomini sulla Luna” di H. G. Wells, vede come protagonisti alcuni membri di un’equipe di scienziati a bordo di una navicella spaziale in orbita per la luna, che riescono a sfuggire dalle grinfie di alcuni extraterrestri molto particolari. Contrariamente a quelli che oggi siamo abituati a vedere sul grande schermo, gli alieni di Méliès appartenevano ad una strana razza di creature sotterranee, inquietanti e sicuramente poco amichevoli. Grazie a George Méliès, il cinema primordiale di quegli anni diventa illusione, fastasmagoria, accoglie in sé il curioso e l’insolito, facendo diventare il viaggio immaginario uno dei baluardi del cinema fino ai giorni nostri.

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Gli alieni di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo

Da questo primo esperimento di cinema fantascientifico, dovremo aspettare molti anni affinché il genere si stabilizzi e divenga una vera e propria colonna portante dell’industria hollywoodiana e non. Dalla fine degli anni ’70 dello scorso secolo sono state realizzate molte delle pietre miliari del genere fantascientifico. Come non ricordare “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo” del 1977 diretto da Steven Spielberg. Probabilmente questo film è una delle migliori pellicole mai realizzate, entrata di diritto nella storia del cinema non solo fantascientifico. Spielberg riesce a creare un’atmosfera sognante e meravigliosa unita ad una verità di fondo. Infatti, il titolo è derivato dal libro “The UFO Experience” (1972) di Allen Hynek, ufologo e professore di astronomia che ha fornito una approfondita consulenza durante le riprese del film e ha ispirato anche uno dei personaggi principali, Claude Lacombe, interpretato da un insolito Françoise Truffaut. Contrariamente ad altri film realizzati in quegli anni, uno su tutti Alien di Ridley Scott, quello di Spielberg è un inno alla pace e alla purezza. Gli alieni nel film sono visti come portatori di “luce”, una luce che simboleggia la conoscenza ed equivale ad un annuncio, ad una promessa di pace che solo gli spiriti innocenti possono intendere e che vanifica gli sforzi repressivi di un potere ottuso e diffidente.

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Xenomorfo del film Alien

Abbiamo fatto un accenno ad Alien, la saga horror che ha contribuito a rendere Ridley Scott il maestro del cinema fantascientifico degli ultimi trent’anni. Contrariamente a “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”, la saga di “Alien” ci mostra l’alieno super cattivo. Gli Xenomorfi, questo il nome degli esseri alieni nel film, sono «Un perfetto organismo, la loro perfezione strutturale è pari solo alla sua ostilità… dei superstiti, non offuscati da coscienza, rimorsi, o illusioni di moralità ». Con queste parole vengono definiti da Ash, l’androide protagonista del primo film di Alien. Stando a questa battuta si capisce bene come al centro della storia non ci sia più la speranza che Spielberg vedeva nella diversità ma, al contrario, tutto ruota attorno alla morte e allo spirito di sopraffazione di una razza su un’altra.

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Jodie Foster in Contact

Proseguendo nella nostra riflessione, parlando di cinema e alieni, dovremmo, quindi, fare una distinzione. Potremmo dividere i film di fantascienza in due grandi filoni, quelli dove gli extraterrestri sono, diciamo, cattivi, e quelli dove gli umani sono a conoscenza della loro esistenza e cercano di stabilire un contatto e che addirittura conoscono la loro lingua.

Questa distinzione è significativa proprio perché nella prima tipologia di film, gli uomini cercano di stabilire un contatto con gli alieni e il loro linguaggio è spesso incomprensibile e difficile da capire, e spesso porta alla distruzione e alla guerra. Nella seconda tipologia di film di solito gli umani riescono a parlare e a comprendere la lingua aliena. Nel film “Contact” del 1997, la protagonista, la scienziata Ellie (Jodie Foster), riesce a decriptare dei messaggi alieni provenienti dallo spazio. Successivamente scoprirà che i messaggi ricevuti non sono nient’altro che un “aiuto” alieno per la costruzioni di navicelle per viaggi interstellari, un vero e proprio testamento ingegneristico lasciato dagli extraterrestri per condurre gli umani ad un contatto pacifico.

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Chewbacca, Luke Skywalker, Obi-Wan Kenobi e Han Solo in Star Wars Episodio IV

Possiamo quindi concludere che alla base dei contatti tra alieni e umani c’è prima di tutto il linguaggio, come in ogni rapporto interpersonale. Basti pensare a come, in “Star Wars” Anakin Skywalker, Obi-Wan Kenobi, Luke Skywalker e Han Solo riescano a risolvere gran parte dei loro guai parlando fluentemente Huttese, la lingua nativa degli Hutt, una popolazione aliena dedita solitamente alla criminalità. Ma questa è un’altra storia, avvenuta in una galassia lontana lontana.

Copyright Immagini

http://ufonews24.blogspot.it/2014/11/incontri-ravvicinati-del-terzo-tipo.html

Ridley Scott to Reveal Who Created the ‘Alien’ Xenomorphs?!

 

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