INTERVISTA AI CREATORI DI SPAGO, UN PROGETTO CHE UNISCE TALENTI IN GIRO PER IL MONDO

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Alessandro e Roberta

Avete mai sognato di fare un biglietto di sola andata per una destinazione lontana, zaino in spalla e di partire facendovi guidare dal caso?

È ciò che hanno fatto Roberta Paolucci e Alessandro Sartori, due ragazzi che hanno pensato bene di unire la loro creatività alla voglia di viaggiare, dando vita ad un progetto di connessione casuale di talenti, in giro per il mondo.

Questo è Spago, un passaparola di persone straordinarie e storie, che Roberta  e Alessandro racconteranno a modo loro, tramite uno spago invisibile che ci porterà ad esplorare luoghi e talenti in maniera del tutto originale.

Avete avviato un progetto che vi vede insieme e che è il frutto della vostra collaborazione, ma chi sono Roberta e Alessandro, presi individualmente?

Roberta: ci siamo conosciuti all’ISIA di Urbino, un’Università di comunicazione visiva ed è stato amore a prima vista. Da allora condividiamo quasi tutto: un tetto, due cani e il nostro lavoro. 

Io nasco come fotografa, amo le persone e raccontare le loro storie. Sono logorroica e curiosa, cerco di conoscere i lati meno esplorati del mondo e dell’umano.

Vengo da un piccolo paese dell’ Umbria, sono molto orgogliosa delle mie radici. Sono diventata ciò che sono grazie a Massa Martana, che mi ha spinto a cercare esperienze differenti. 

Spesso ho troppe idee in testa e il mio flusso di pensieri è difficile da controllare! 

Riassumendo sono il caos della coppia: io sono Secessione Viennese, lui Bauhaus.

Alessandro: io sono un nerd. Fin da piccolo mi sono appassionato al mondo dei computer e credo di aver studiato molte più ore nel mio tempo libero che sui banchi di scuola.

Negli anni ho unito questa passione al mondo dell’arte e della creatività, merito anche dei miei genitori, e oggi mi occupo di grafica e motion graphic.

Vengo da Ancona e il senso di libertà che mi ha suggerito sempre l’orizzonte del mare, lo cerco viaggiando zaino in spalla con Roberta. Non so se si è già capito ma sono la parte razionale della coppia.  

E nell’unione delle vostre individualità,  chi o cosa diventate?

Insieme siamo il giusto equilibrio. Il pensiero di condividere tutto all’inizio faceva paura ma le nostre diversità sono diventate la nostra forza, nella coppia come nel lavoro. 

Dopo un’esperienza all’estero e sei anni di lavoro da dipendenti, abbiamo deciso di iniziare una nostra avventura con DesignAR (www.designar.it), uno studio di comunicazione che ci permette di lavorare anche per grandi realtà vivendo circondati dalla natura. Abbiamo deciso di fare un percorso di decrescita che ci ha portato da vivere a Shanghai a un piccolo paese dell’Umbria, permettendoci di sviluppare sia progetti su commissione cha personali.

Abbiamo caratteristiche differenti che ci completano. Per esempio in Spago io (Roberta) mi occupo delle public relations, di parlare con la gente e di metterla a proprio agio e Ale è l’esperto del montaggio. Insieme facciamo le riprese e la costruzione dei racconti ed è molto interessante vedere i diversi punti di vista.

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Nicaragua

Il progetto che avete creato si chiama Spago. In cosa consiste?

Spago è una serie di interviste in pillole che parla di viaggio, creatività e apertura mentale. Le realizziamo viaggiando zaino in spalla raccontando le storie delle persone e dei luoghi in cui vivono. 

Siamo alla continua ricerca del talento inteso come capacità di fare, di vivere, di essere felici. 

Una caratteristica di Spago è di non programmare nulla ma lasciarci guidare dal caso e dagli incontri.

Vogliamo trovare storie che possano stimolare, incuriosire, spingere a perseguire i propri sogni, perché l’attitudine mentale del pensare positivo è contagiosa ed è così che nascono le cose migliori e inaspettate.

È un passaparola, un filo che lega persone lontane tra loro e proprio per questo in ogni puntata chiediamo agli intervistati di suggerirci altri talenti da conoscere.

Le prime tre puntate di Spago raccontano di una tipografia dalla svolta ecosostenibile, di un pittore tatuatore e di un illustratore graphic designer. Tutte persone di talento a livello sia professionale che umano.

Spago è un progetto che è appena cominciato, è autofinanziato. Nei prossimi mesi ci porterà in Messico, Perù e Bolivia. 

Per la prima volta in vita nostra abbiamo fatto un biglietto di sola andata perché sarà il Caso a guidarci.

Com’è nata l’idea di questo progetto? C’è un momento particolare, un episodio o un’ atmosfera che vi rimanda alla sua nascita?

Siamo dei viaggiatori seriali. Ogni anno partiamo per circa un mese, alla ricerca di avventura e di stimoli creativi. 

Ci siamo accorti che i nostri racconti di viaggio sono sempre legati alle persone che incontriamo e con cui instauriamo un legame: il ragazzo curdo fuggito dalla guerra che ha cercato fortuna in Messico e che dopo una cena nel suo ristorante ci ha aperto le porte di casa sua, l’agronomo colombiano innamorato dell’Italia e la sua/nostra nuova famiglia a Cali, l’infermiere acrobata di Sonora, il fotografo nicaraguense di Leon con la sua modestissima casa e la sua immensa generosità…

Lo scorso Ottobre uno di questi incontri ci ha portato a guidare la nostra vecchia macchina per 3.600 km, dall’Umbria fino al nord della Bretagna per riabbracciare una coppia di persone straordinarie, conosciute in Colombia. In questo viaggio on the road è nato Spago. 

Abbiamo deciso di raccontare questi incontri come sappiamo fare meglio, con il nostro lavoro, portando con noi chiunque abbia voglia di seguirci.

Siamo convinti che tenere la mente e il cuore aperti possano portare a vivere esperienze inaspettate che fanno crescere e che questo modo di interagire con il mondo vada applicato anche alla vita di tutti i giorni.

I progetti artistici e creativi sono spesso il frutto di ore, mesi, anni di studio, di tanto impegno e di abnegazione. Per riuscire in ambito creativo, secondo voi, contano di più il sogno e il cuore o la razionalità e lo studio?

Per prima cosa crediamo che la creatività sia un processo molto personale e che, comunque, possa esprimersi sempre solo attraverso l’unione di emozione e ragione.

Nei primi anni di Università, professori come Massimo Dolcini e Roberto Pieracini ci hanno insegnato a seguire di pari passo istinto e logica, perché una non può prescindere dall’altra. 

Per esempio, Spago è nato nel nostro cuore dal desiderio di seguire i nostri sogni ma sta crescendo grazie allo studio, alla ricerca, alle riflessioni che abbiamo fatto, rivedendo le prime tre puntate pilota. 

In sintesi il processo creativo si nutre di follia, sogni, impegno e razionalità.  

Tra globe-trotter, storyteller e talent scout, qual’è il ruolo che sentite più vostro?

Ci sentiamo assolutamente più storyteller. In ogni progetto, dai videoclip musicali, ai progetti fotografici, alla grafica, il raccontare storie è una caratteristica che ci contraddistingue ed è una cosa che amiamo molto fare. 

Un po’ ci sentiamo anche dei globetrotter, perché siamo dei viaggiatori. Meno ci piacerebbe essere dei talent scout, perchè non vogliamo rendere famose le persone ma raccontare nuovi punti di vista, modi di vivere alternativi e creare una rete virtuosa di talenti.

Speriamo che le nostre storie possano incuriosire e stimolare anche una ricerca internet differente.

Se doveste consigliare ai lettori di Metis magazine un posto che, secondo voi, vale davvero la pena visitare, quale sarebbe? E perché?

Siamo completamente innamorati dell’America Latina per tanti motivi, per la gente, la cultura, la storia e la natura.

Il primo posto che ci è venuto in mente e che vorremmo che tutti potessero vedere, sono i Cenotes nel Messico caraibico. 

Queste pozze di acqua dolce, sacra per i Maya, sono uno dei posti più incantevoli e onirici mai visti in giro per il mondo.

Poi ci sono altri luoghi che portiamo nel cuore e che non possiamo non suggerirvi.

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Leon, Nicaragua

Roberta: 

Leon in Nicaragua, la sua cattedrale dal tetto bianco candido che puoi visitare solo scalzo e pieno di cupole che sembrano colline innevate sotto un sole cocente

Un altro posto assolutamente da vedere è un piccolo villaggio dipescatori che si trova vicino a Leon: Las Penitas, caratterizzato da spiagge infinite e dal ritmo della vita che scorre lentamente seguendo il ritmo delle maree.

Alessandro:

Il villaggio di Salento in Colombia nella Valle del Cocora, con i suoi 2.500 metri di altezza, le sue strade acciottolate piene di “cowboys” e mucche, le case dai mille colori, la piccola piazza con gli anziani che ballano la Domenica pomeriggio e le palme da cera alte 60 metri immerse in un verde brillante.

Copyright foto:

www.instagram.com/spagotv

www.designar.it/spago

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