CULTURA

Vaticano e alieni: l’incontro taciuto tra Giovanni XXIII e un extraterrestre

Angelo Giuseppe Roncalli – ribattezzato “Papa Giovanni XXIII” il 28 ottobre del 1958 e acclamato dal mondo intero come “il Papa Buono” – rappresenta sicuramente una delle figure più amate e, al contempo, misteriose della storia cristiana. Alla sua persona si ricollegano vicende di miracoli ed eventi paranormali.

Nel primo caso si tratta di improvvise guarigioni di moribondi che furono attribuite al Santo Padre e che vennero poi prese in considerazione in vista della sua beatificazione, celebrata il 3 settembre del 2000 da Giovanni Paolo II. Nel secondo caso, invece, la Chiesa ha preferito mantenere il silenzio più fitto per oltre cinquant’anni e tutt’oggi sono molti gli interrogativi rimasti irrisolti.

Di sicuro lascia fortemente perplessi il racconto fatto dall’arcivescovo e segretario personale del pontefice, Loris Francesco Capovilla, circa un lontano pomeriggio del luglio 1961.

La vicenda, che venne trattata soltanto da una testata inglese, fu subito immersa nel buio della dimenticanza, salvo poi essere ripresa nel 1985 dal quotidiano statunitense Sun. La notizia, tuttavia, ha fatto davvero scalpore solo grazie a dei video usciti su youtube negli ultimi decenni.

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L’arcivescovo, ancora turbato dall’avvenimento a distanza di anni, ha descritto il soggetto proveniente dal cielo come un individuo dalle sembianze umane, fatta eccezione per le orecchie più grandi e una luce dorata che sembrava emanata dal suo stesso corpo. Ha affermato anche di essere rimasto fermo a guardare, mentre il pontefice si alzava e andava verso l’insolito ospite. I due rimasero l’uno di fronte all’altro per circa venti minuti, gesticolando come se stessero parlando sebbene le voci non fossero udibili. Momenti che a Capovilla sembrarono non finire mai e che si conclusero quando quello, che sembrava a tutti gli effetti essere un extraterrestre, voltò le spalle a Giovanni XXIII e, salito sulla navicella, sparì nell’azzurro del cielo dal quale era venuto.

Il Papa a quel punto, con gli occhi pieni di lacrime, avrebbe pronunciato – sempre secondo il racconto del suo fidato amico e collaboratore – le ormai famose parole: “I figli di Dio sono dappertutto. Anche se noi a volte abbiamo difficoltà a riconoscere i nostri stessi fratelli”.

I due religiosi ripresero subito a passeggiare, senza far cenno all’accaduto, con lo stesso spirito di reticenza sull’argomento che accompagnò il papa Buono per tutta la sua vita: non confidò, infatti, mai a nessuno cosa l’alieno gli avesse detto nell’incontro che, tuttavia, ebbe grande importanza nella sua esperienza di pontefice.

A parere degli uomini di chiesa in contatto con lui, infatti, Giovanni XXIII da quel pomeriggio ampliò ancora di più le sue già vaste vedute sulla vita e sul suo ruolo di Capo della Chiesa. Non bisogna dimenticare che è stato il pontefice più impegnato nella riforma ecclesiastica, colui che ha lottato per il Concilio Vaticano II – da lui definito “l’aggiornamento della chiesa” – a tal punto da preferire di non essere curato e condannarsi alla morte per cancro, pur di presenziare in quei giorni all’assemblea e assicurarsi che andasse tutto a buon termine.

All’incontro tra il Papa Buono e l’alieno si lega anche una vicenda precedente all’estate del 1961 e altrettanto misteriosa. Se n’è occupato Pier Carpi – scrittore e regista italiano accusato di appartenere alla Loggia P2 di Licio Gelli – nel suo libro “Profezie di Papa Giovanni” pubblicato nel 1976. Tali profezie sarebbero state pronunciate nel 1935 durante un rituale d’iniziazione in un tempio rosacrociano da uno dei presenti che iniziò a parlare con una voce che non era la sua. Il Gran Cancelliere dell’Ordine decise prontamente di trascrivere tutto ciò che il confratello diceva. Il confratello in questione era Angelo Roncalli e nessuno poteva sapere che da lì a 23 anni sarebbe stato eletto papa.

Le sue premonizioni riguardavano quella che al tempo non si poteva credere la sua stessa futura vita da pontefice. In esse, inoltre, si trova anche un chiaro riferimento a un incontro fuori dal comune con esseri provenienti dal cielo e intenzionati a creare un contato con le creature terrestri.

Misteri e silenzi fanno parte del mondo ecclesiastico dal giorno in cui San Pietro pose la prima “pietra” sull’attuale suolo Vaticano. Questa volta però la vicenda stuzzica anche gli scienziati abituati a studiare l’universo attraverso macchinari sempre più tecnologici ed esplorazioni interplanetarie sempre più a lunga distanza.

Nel 2008 il direttore dell’Osservatorio Vaticano, José Gabriel Funes, in un’intervista per il periodico L’Osservatore Romano ha dichiarato di essere concorde all’idea di possibili creature in altre parti del cosmo da “poter considerare fratelli”.

Antonella Fortunato

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