ECONOMIA

IL MARKETING DELL’ODIO

Ad oggi il social media marketing è per molti l’accesso più facile e veloce  al successo.

Grazie ai vari social, infatti, la visibilità del proprio brand o della propria immagine può crescere in maniera esponenziale e a stretto giro, ma questo molto spesso riserva anche brutte sorprese, in quanto alla crescita dei “followers” corrisponde anche una crescita dei cosiddetti “haters”.

Chi sono questi “odiatori del web”?

La definizione che troviamo su Wikipedia è:

“Il termine dispregiativo hater si riferisce a una persona che esprime odio nei confronti di un determinato soggetto in spazi di discussione pubblica, in particolare in quelli presenti nel World Wide Web, come i forum e siti come Facebook, YouTube…” e oggi il marketing convenzionale deve vedersela con loro.

Coloro che hanno come missione l’odio in rete, fanno di tutto per favorirla ai danni di qualche brand o impresa commerciale e spesso lo fanno utilizzando linguaggi coloriti e accendendo polemiche ( i cosiddetti flame n.d.r.) per il semplice gusto di odiare, senza mezzi termini o condizioni.

Questo mette in forte difficoltà coloro che si occupano di comunicazione digitale e spesso è difficile capire come rispondere agli haters, perché non si sa mai fino in fondo, se da parte del pubblico è più forte l’affetto e la fidelizzazione al brand o la vicinanza nei confronti di chi sta criticando che, però, è nella stessa posizione di tutti gli altri.

È importante, a questo punto, non rispondere in maniera avventata e non cancellare i commenti, a meno che non infrangano chiare norme di netiquette (regole di comportamento in internet n.d.r.).

Allora cosa fare? Con cordialità e apertura, bisogna far parlare gli haters, chiedendo loro di portare esempi pratici a conferma delle loro opinioni, soprattutto quando i post creati risultano ambigui o poco informativi e puntano tutto sull’emotività. Cercare il dialogo e chiedere informazioni dettagliate sulle accuse mosse, potrà mostrare l’eventuale scarsa competenza dell’hater e vi darà la possibilità di controbattere in maniera puntuale ed efficace alle obiezioni e di ammettere gli errori, qualora fosse necessario.

Inoltre, non tutti i mali vengono per nuocere e avere dei nemici, non solo è indice del fatto che il brand in questione ha sicuramente preso una sua collocazione e raggiunto una sua identità, ma è anche un modo per portare attenzione e conversazione attorno ad esso.

 

 

Copyright foto:

http://johnpavlovitz.com/2013/10/24/in-appreciation-of-the-haters/

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