Girl Power: le serie televisive al femminile consigliate da Metis Magazine

Da Scandal a Sex and City passando per Being Erica, Grey’s Anatomy e Orange is the new black, le serie televisive al femminile, che siano targate Fox, Netflix o HBO ruotano tutte attorno a protagoniste sexy e risolute le cui debolezze vengono celate dalla determinazione e dalla voglia di emergere in un mondo che pare essere quasi un campo di battaglia.

E così Meredith Gray lotterà per 12 stagioni prima di ottenere il tanto agognato ruolo di primario di chirurgia generale emancipandosi, definitivamente, da due figure a lei molto care ma ingombranti: il compianto marito nonché neurochirurgo di fama mondiale Derek Shepherd e l’ancora più nota madre, Ellis Grey il cui curriculum medico pare essere lungo e prestigioso più del Papiro di Ossirinco.

Olivia Pope, la più famosa “risolvi problemi” del piccolo schermo sarà sempre combattuta tra il suo amore per Fitz, nientemeno che il Presidente degli Stati Uniti d’America, e il suo non voler essere relegata al ruolo di mera first lady e Carrie Bradshaw, dopo 6 stagioni e 2 film è riuscita, finalmente, a sdoganare tutti quei tabù sulle donne e il sesso che da tempi atavici si facevano strada nella testa della gran parte degli spettatori di sesso maschile.

Metis Magazine ha selezionato per voi le 3 serie televisive al femminile, perfette, per una maratona pre-primaverile.

SCANDAL

Quando Olivia Pope entra in scena capiamo subito di trovarci al cospetto di uno dei personaggi femminili più forti e complessi del piccolo schermo.

Ex direttrice delle comunicazioni della Casa Bianca, la donna dopo essere stata tra le fautrici della vittoria alle elezioni presidenziali del candidato Fitzgerald Thomas Grant III, decide di abbandonare il mondo dorato dell’alta politica di Washington e di aprire un’agenzia di “risolvi problemi”.

Spesso, però, il suo lavoro la porterà a dover gestire situazioni ad alto rischio.

ABC's "Scandal" - Season Three

SEX AND CITY

“Se sei single il mondo è il tuo buffet personale” disse nel 1998 l’ancora poco conosciuta Samantha Jones, senza dubbio, il personaggio più azzeccato di Sex and the City.

Tra i più noti prodotti televisivi al mondo, con uno share da fare invidia e un cast ben scelto, questa serie targata HBO e ideata da Darren Star, è nota, oltre che per la sua ironia e il suo indubbio valore artistico, anche per aver sfatato alcuni luoghi comuni, portando il genere maschile a raggiungere una tragica consapevolezza: ebbene sì, anche le donne amano parlare di sesso.
Con sei anni e due film di avventure alle spalle, Carrie Bradshaw e le sue tre più fidate amiche: l’avvocato in carriera Miranda Hobbes, la romantica gallerista Charlotte York e la già citata Samantha Jones, rampante PR newyorkese, amante del sushi e della conquista, mostrano, per la prima volta al grande pubblico, uno spaccato dell’universo femminile poco conosciuto.
Con naturale spigliatezza le quattro trentenni parlano delle prestazioni sotto le lenzuola dei loro compagni, etichettandoli, anche, in particolari categorie, come nel caso dello “sciupa modelle”, ossia, il classico quarantenne in carriera che dedica le sue attenzioni solo a ragazze copertina da poter ostentare e di almeno vent’anni più giovani.
Parlare e straparlare di sesso davanti un’insalata mangiata in un ristorante alla moda di New York o in una delle tante serate mondane alle quali le quattro donne partecipano, la naturalezza con la quale vengono affrontati alcuni temi, ancora oggi tabù, come l’autoerotismo femminile, fanno parte dell’indubbio valore di questa serie che, per molti aspetti, risulta essere ancora attuale.
Il gentil sesso, così come raccontato in Sex and the City, incarna tutte quelle peculiarità che, un tempo, si pensavano fossero tipiche solo dell’universo maschile lasciando che Carrie & Co. mantengano, comunque intatta la loro naturale femminilità.
Bisogna ammettere, però, che il vedere per la prima volta la donna ostentare in modo fiero la propria indipendenza sentimentale, interessandosi alle relazioni con l’altro sesso non solo con lo scopo del matrimonio, ha consentito, per certi versi, di sdoganare l’universo femminile da quella visione “maschiocentrica” che voleva la donna sentimentalmente passiva e perennemente preda dell’uomo cacciatore.

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BEING ERICA

Tra le serie televisive, forse, meno conosciute ma anche tra le più originali e apprezzate, Being Erica è senza ombra di dubbio uno dei prodotti più degni di nota.

Creata da Jana Sinyor la serie canadese ci catapulta nella vita di Erica Strange, una trentaduenne che pur avendo ottimi titoli accademici alla mano stenta a trovare la sua strada.

In un momento di forte depressione dovuto al ricordo di scelte sbagliate e a rimpianti per episodi del passato, Erica finisce in ospedale a causa di uno shock anafilattico.

Si risveglia con al suo fianco il Dottor Tom il quale le proporrà d’intraprendere una particolare e misteriose psicoterapia in grado di mandarla indietro nel tempo e che l’aiuterà a mettere chiarezza nel suo passato e nel suo futuro. 

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Valentina Nesi

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