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INTERVISTA A VLADIMIR LUXURIA: ESSERE DONNA È UNA QUESTIONE DI COSCIENZA

A volte a comprendere le donne non riescono neanche le donne stesse, eppure Vladimir Luxuria nata con il nome di Vladimiro Guadagni, con gentilezza, coscienza e sensibilità ci racconta quello che per lei significa essere donna. Ci parla della lotta con se stessi e con gli altri, di tutte quelle difficoltà che il sesso, da molti definito debole,  è costretto ad affrontare e per farlo si allontana, per un attimo, dal mondo dei riflettori e dalla politica per rivelarci: «sono stata sempre Vladimir al di là delle paure e degli ostacoli da superare».  La vera forza, forse, si trova nella convinzione, nell’impegno e ci insegna come essere donna non sia sinonimo di “scontatezza”.

Ci può raccontare come sono state la sua infanzia e la sua adolescenza?

Momenti di grande gioia: il divertimento dei bambini, il gioco, la voglia di stupirsi davanti alle meraviglie del mondo, il desiderio d’imparare, ma anche le ombre, gli sfottò, l’emarginazione. Le persone con cui avevo dei contatti mi volevano bene e mi rispettavano però chi non mi conosceva e si soffermava solo sull’apparenza, sul mio modo di fare, mi scherniva e mi derideva, mi considerava quasi reietta.

Il rapporto con la sua famiglia è sempre stato sereno?

Non sempre. Sin da piccola ho iniziato a vestirmi da donna e ovviamente quando la mia famiglia si è resa conto di questo, o qualcuno lo ha loro riferito, sono sorte delle liti. Silenzi imbarazzanti, sguardi strani. Con i miei genitori ho recuperato dopo un po’ di tempo il rapporto che adesso, per fortuna, è sereno.

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C’è stato quindi un momento in cui ha dovuto lottare con se stessa? Ha mai cercato di camuffare il suo vero io?

Avevo capito, da quello che sentivo dire in giro, che non avrei avuto una vita facile, quindi ho cercato di mascherare il mio vero io prima a me stessa e poi agli altri.

Ho fatto finta di avere una fidanzatina, ho cercato di appassionarmi alle partite di pallone e di fare il ragazzaccio che faceva a botte con i suoi compagni nel cortile.

Poi, però, è stato come una maschera che è caduta ed ho capito che quello  era vero travestimento. Dopo aver preso atto di questo ho scelto di liberarmi e di tirare fuori la mia vera natura.

Com’è cambiato il suo rapporto con familiari e amici quando da Vladimiro Guadagni ha deciso di diventare Vladimir Luxuria? O pensa di essere sempre stata Vladimir?

Penso di essere sempre stata Vladimir e non c’è stato nessuno dei miei parenti che mi ha allontanata per questo, devo dire che sono stata molto fortunata. Tra i miei amici, invece, c’è stato qualcuno che si è distaccato, ma è stata una selezione giusta perchè, poi, chi non vuole esserti amico, quando tu fai un gesto così sincero come palesargli il tuo vero io e questo si allontana, allora vuol dire che non si tratta di un amico vero su cui puoi contare.

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Ad oggi la discriminazione continua ad esistere e non riguarda solo gli omosessuali o i transgender, ma anche le donne. Cosa ne pensa a riguardo?

Sono molto vicina a tutte quelle tematiche che riguardano la discriminazione femminile. Le donne, a differenza degli uomini, hanno sempre dovuto dimostrare di esser capaci di fare determinati lavori che erano vera e propria roccaforte maschile e  la loro lotta mi ricorda quella di molte trans per trovare un posto nel mondo del lavoro.

Il problema è che spesso gli uomini che sono aggressivi sono anche misogini e omofobi. Le nazioni che hanno leggi restrittive nei confronti delle donne sono spesso Paesi che trattano male anche noi. Penso che il vero nemico delle donne risieda in quella cultura un po’ maschilista e un po’ “macista”, secondo la quale chi è donna, chi somiglia ad una donna, o peggio ancora chi nasce uomo e vuole diventare donna sia da condannare, emarginare e da far sentire inferiore.

Mi dispiace anche quando trovo donne poco sensibili e che diventano nostre nemiche e non riescono a fare tesoro della loro empatia per cercare di comprendere gli altri

Cosa significa per lei essere donna?

Significa cercare di obbedire alla mia natura, di vedere il mondo con i miei occhi, di aver scelto di seguire l’anima e di adeguare il mio corpo a essa e non viceversa

Secondo lei donna si nasce o si diventa?

Io penso che la mia natura sia sempre stata femminile, penso di essere nata così, non ricordo un solo momento della mia vita in cui mi sono sentita altro.

Crede che la sua lotta sia stata facilitata anche dalla sua popolarità?

La popolarità è arrivata anche grazie alla mia lotta.

Infatti, venni invitata da Maurizio Costanzo a prendere parte al noto Costanzo Show proprio per questo motivo: sensibilizzare riguardo i diritti civili. Ovviamente è chiaro che la popolarità, una volta raggiunta, può facilitare il tutto anche se poi, il risvolto della medaglia è che quando qualcuno ti incontra pensa già di sapere cosa pensi e chi sei.

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Vuole dire qualcosa a chi ancora combatte per affermare la propria identità sessuale e di genere?

Questa gente dovrebbe imparare a guardarsi allo specchio e ad essere riconoscente, con se stessa, delle buone azioni che nella vita ha fatto e a non compiacersi per il solo fatto di essere eterosessuali. Non basta non essere omosessuale per sentirsi superiore ad un’altra persona, per pensare di essere giusti o corretti nella vita. Sono le azioni che ci determinano e che fanno la differenza. Se qualcuno agisce bene, tra gli altri, a nulla importa a che sesso appartenga.

Milena D’Alessandro

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