CULTURA

L’INVENZIONE È DONNA

Di donne che hanno fatto la storia se ne parla sempre più spesso e moltissimi sono i personaggi, tutti al femminile, che con il loro contributo ne hanno cambiato il corso.

Da Marie Curie, vincitrice nel 1911 del premio Nobel per la fisica, a Giovanna D’Arco che, a soli 13 anni guidò l’esercito francese alla vittoria, passando per Margaret Thatcher, la Lady di Ferro, una delle donne più importanti e influenti che abbiano mai calcato la scena politica, tanti sono i nomi di donne presenti nei libri di storia e ormai conosciuti dai più.

Ad essere meno conosciute, invece, sono le inventrici e cioè tutte quelle donne che si nascondono dietro alle invenzioni di moltissimi degli oggetti di uso comune, che ognuno di noi usa quotidianamente. 

Andiamo a scoprirne alcune.

cochrane-460x320Josephine Cochrane e la lavastoviglie:

A Josephine Cochrane devono dire grazie, molte generazioni di donne. Non era un’inventrice ma semplicemente una donna che amava le serate mondane e i cocktail e che, nonostante avesse la servitù, cercò e trovò un metodo per far svolgere nel minor tempo possibile il lavoro al suo personale, rompendo il minor numero di stoviglie. Inventò, così, la lavastoviglie.

Alva Fischer e la lavatrice:lavarice

Da un’idea rudimentale, di “macchina per lavare” elaborata da Jacob Christian Schäffern nel 1767, Alva Fischer costruì, nel 1906, il primo prototipo di lavatrice elettrica. Il suo progetto, però, prevedeva che il motore fosse posizionato molto vicino al cestello e questo accresceva il rischio di cortocircuiti e scosse elettriche. Bisognerà aspettare gli anni trenta affinché venga pensato l’isolamento del motore.

ada_lovelacecolor1Augusta Ada King e il computer:

Nell’ottocento, un matematico e filosofo inglese, Charles Babbage, mise a punto il prototipo del computer, ma affinché funzionasse fu fondamentale la figura di Augusta Ada King, contessa di Lovelance e figlia di Byron. Fu lei, infatti, nel 1871 ad inventare il linguaggio col quale impostare le funzioni della macchina e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, che aveva finanziato il tutto, chiamò il linguaggio di programmazione “Ada”, proprio in onore della contessa.

Mary Anderson e il tergicristallo:mary-anderson-300x169

Mary Anderson era una donna che, per motivi di lavoro, era costretta a girare in taxi molto spesso e questo le era costato vari incidenti a causa della scarsa visibilità e pagamenti di cifre esorbitanti, a causa dei tragitti interrotti continuamente dal tassista, costretto a fermarsi spesso per spalare il parabrezza della macchina. Allora pensò bene di realizzare un braccio meccanico rimovibile e utilizzabile all’occorrenza. Pare che inizialmente venne derisa dall’Ufficio Brevetti, per questa invenzione, ma nel giro di dieci anni, tutti i taxi di New York erano provvisti di tergicristalli.

monopolio-elizabeth-propietario-brothers-rt_nacima20131118_0127_3Elizabeth Magie e il Monopoli:

Uno dei più famosi giochi di società di sempre è stato inventato da una donna, Elizabeth Magie, nel 1904. Inizialmente lo chiamò “The Landlord’s Game” ed era un tentativo di condannare le ingiustizie del capitalismo in maniera ironica. Charles Darrow, trenta anni più tardi, le rubò l’idea e la  vendette alla Parker Brothers che però, scoperto l’imbroglio, risarcì Elizabeth con 500 dollari.

Nancy Johnson e i gelati:1427366758337-jpg-le_invenzioni_delle_donne_che_hanno_cambiato_il_mondo

Una casalinga di Philadelphia, nel 1846, pensò di costruire una macchina a manovella per fare il gelato. Questa donna era Nancy Johnson, la quale utilizzò due mini-pagaie per rimescolare l’impasto cremoso, dimezzando così la fatica e rendendo la crema più morbida attraverso un procedimento che impediva la formazione di cristalli di ghiaccio e permetteva di incorporare l’aria in maniera corretta.

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