CULTURA

PATTI SMITH: POETESSA E ICONA ROCK

Patti Smith ha sovvertito le regole del bel canto e dei vocalizzi armoniosi, ha fatto da apripista a nuove e ruvide interpretazioni canore: acuti dirompenti e ululati selvaggi; ha gettato le basi per il movimento new wave, fino a diventare l’icona femminile del  rock e la ricercatezza dei suoi testi le ha fatto guadagnare l’appellativo di sacerdotessa “maudit” del rock.

Come ogni poeta maledetto che  si rispetti, la sua vita è travagliata, molto spesso in salita e segnata da episodi che hanno determinato parte delle sue scelte artistiche, come le due grandi perdite che segnarono profondamente la Smith: il marito Fred “Sonic” Smith e l’amico fraterno, il fotografo Robert Mapplethorpe.

Originaria di Chicago, nata da una famiglia umile, fu subito indirizzata dal padre sul mercato del lavoro: durante l’estate della sua adolescenza lavorava in una fabbrica in cui ispezionava manubri per tricicli; un lavoro alienante e sottopagato, la sua valvola di sfogo era l’arte, scriveva poesie e si emozionava ascoltando Maria Callas, la sua fantasia era un rifugio rassicurante. È nel lato B del suo primo singolo, uscito nel 1974, che racconta l’esperienza in fabbrica con il brano “Piss Factory”  e del suo sogno newyorkese.

New York, che nei primi anni, l’ha vista destreggiarsi tra i lavori più disparati: commessa in libreria, critica musicale e drammaturga; l’ha vista dormire in giacigli di fortuna, ed infine esibirsi negli ambienti underground in cui spopolava componendo musiche per le proprie recitazioni libere.

È proprio in questi ambienti che la giovanissima Patti Smith si formerà e crescerà come artista, costruendosi quella corazza che non la abbandonerà neanche nei momenti più bui; riguardo la sua crescita artistica, una figura senza dubbio influente fu il fotografo e amico Robert Mapplethorpe, autore della copertina del prorompente album d’esordio “Horses”,  prodotto da John Cale.

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Patti Smith nell’immagine di copertina del suo album d’esordio “Horses”

Le immagini che la ritraggono in camicia bianca, pantaloni neri e bretelle, sono quelle che segneranno per sempre l’inizio della new wave, e l’intero album introdurrà un nuovo linguaggio musicale del rock, quasi colloquiale, in cui il testo dei brani assume importanza perché pregno di significato.

Le contaminazioni letterarie che influenzano il suo percorso artistico vanno da Burroughs a Rimbaud, ed è proprio al poeta francese che dedica il secondo album “Radio Ethiopia”; l’album risulta essere la sintesi perfetta tra i ritmi rock e l’intensità delle parole.

Il terzo successo di fila per la Smith è rappresentato da “Easter”, l’album che contiene l’intramontabile singolo “Because The Night” ,  scritto a quattro mani con Bruce Springsteen. Era il 1978, grazie ai successi discografici e al suo carisma, il pubblico osanna la cantautrice a rockstar. L’anno successivo il quarto album, il quarto successo, un altro colpo messo a segno.

La sua carriera prosegue con alti e bassi, nuove sperimentazioni musicali e tanti riconoscimenti artistici, come rientrare nella classifica dei 100 migliori artisti della rivista Rolling Stone (il periodico statunitense di musica, politica e cultura, fondato nel 1967 a San Francisco – ndr), o la laurea ad honorem in Lettere Classiche e Moderne che le verrà conferita il prossimo 3 maggio dall’Ateneo di Parma.

Oggi ha 70 anni, compiuti lo scorso 30 dicembre, festeggiati insieme alla sua band e ai suoi due figli, suonando e interpretando Horses nella sua città natale, e un tour alle porte che prevede ben 7 tappe in Italia.

Gli occhi di chi ne ha viste tante, la voce di chi non si è mai arresa e i capelli sempre spettinati; il suo stile ha determinato un nuovo inizio nella storia del rock, ruvide interpretazioni, forti messaggi e poesie mascherate da canzoni: uno stile intramontabile, inimitabile e sempre attuale.

 

Copyright foto:

http://mouchegallery.com/product/lynn-goldsmith-patti-smith-nyc-1977/

https://www.amazon.it/Horses-Patti-Smith/dp/B000002VQQ

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