ECONOMIA

QUANDO IL POTERE SI FA DONNA -COSA È LA WOMEN CORPORATE DIRECTORS?

Che le donne abbiano da sempre il potere di “far girare l’economia” è risaputo, ma che queste abbiamo anche il potere di crearla forse è un aspetto ancora oggi taciuto. Le donne al potere di grandi compagnie e aziende di rilevanza internazionale sono relativamente poche, se pensiamo al numero di uomini che domina il settore dell’economia reale e della finanza.

Le cose però sono destinate a cambiare, grazie, soprattutto alla mission di un’organizzazione, tutta al femminile, che sta tirando le fila della new economy. Stiamo parlando della Women Corporate Directors, meglio conosciuta con il suo acronimo WCD. Questa corporazione internazionale si fa portavoce di idee innovative e all’avanguardia, sostenendo che le aziende con personale proveniente da tutto il mondo e con un maggior numero di donne potranno, di gran lunga, superare tutti i competitors sul mercato, donando agli azionisti nuovi valori sociali.

 

Nello specifico, la Women Corporate Directors è un network internazionale che mette in contatto le donne che siedono nei consigli d’amministrazione di società e multinazionali per condividere le migliori pratiche di governance, e favorire, attraverso studi e analisi, l’accesso delle donne ai vertici aziendali. La presidente della WCD è Susan Schiffer Stauberg, ma non mancano le esponenti italiane,  come la Presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro ed Elsa Fornero.

Susan Schiffer Stauberg e Nancy Calderon, hanno dato vita a un progetto davvero ambizioso, inserito nei programmi del WCD, dal nome Women on Board (Donne nel Consiglio d’Amministrazione). Questo progetto è volto alle donne di tutto il mondo e vuole preparare le future dirigenti a prendere parte al consiglio d’amministrazione aziendale e portare in esso un valore aggiunto. Per essere attive nei vertici aziendali, oggi, le donne devono acquisire nuove competenze, una grande esperienza e soprattutto devono ricercare la propria attitudine ad essere un leader.

Le autrici del progetto Women on Board hanno voluto esportare la loro vision aziendale là dove la condizione della donna è ancora difficile. Stiamo parlando di paesi come lo Zimbawe, dove la donna non può ancora partecipare alla vita politica e religiosa del paese. Qui si sono avuti, però, i risultati migliori, in quanto sono state attivate politiche volte a un bilanciamento della rappresentanza femminile nelle aziende sia pubbliche sia private. Negli ultimi anni si è, infatti, assistito all’incremento del 10% della presenza femminile in posti aziendali di rilievo.

 

Tante però sono le sfide che WDC ha accolto, e altrettante le conquiste fatte. Basti pensare che In Giappone il primo ministro Shinzo Abe ha assunto Kathy Matsui (membro del WDC) per adottare una strategia d’inserimento femminile nella vita politica del paese. Ad oggi i membri del WDC in giappone sono più di cento e la nuova sfida è quella di inserire il maggior numero possibile di donne nel direttivo delle Olimpiadi di Tokyo del 2020.

Anche in Italia il lavoro del WDC non è di poco conto. Sappiamo bene che nei governi europei ci sono le cosiddette quote rosa, che sono il miglior strumento per incrementare la presenza femminile in politica. Nel nostro paese il WDC è riuscito a far passare un decreto legge che prevedesse la presenza femminile di almeno un terzo rispetto al numero complessivo di impiegati aziendali.

In India si è reso possibile il raddoppio del numero di presenze femminili in aziende private, e questo solo negli ultimi sei anni. La maggior parte delle aziende con presenza femminile rilevante sono situate a Nuova Delhi e Mumbai e anche il governo del paese si sta muovendo verso l’apertura totale alle donne. Il WDC è riuscito a far si che il governo indiano approvasse la legge secondo la quale per ogni azienda ci fosse almeno una donna ai vertici del consiglio d’amministrazione.

 

Altro fiore all’occhiello del WDC è il Kenya. Il programma per l’inserimento delle donne ai vertici dell’amministrazione è partito solo nel 2015 e già sono stati ottenuti ottimi risultati. Si è partiti “dal basso” instituendo Business School che preparassero le donne alla carriera nella pubblica e privata amministrazione.

Il lavoro svolto in questi anni dal Women Corporate Directors è sicuramente degno di nota ed è grazie a questi progetti che le donne possono aspirare a cambiare il mondo. La presenza femminile in azienda è ancora sottovalutata, ma lavorando insieme si potranno ottenere risultati sempre migliori con la speranza che il futuro delle nuove generazioni sia più “rosa” che mai.

Fonti: http://www.womencorporatedirectors.com ; http://www.prnewswire.com/news-releases/250-of-the-worlds-most-powerful-women-corporate-directors-meet-at-wcd-global-institute-203452081.html

 

 

 

 

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