Magazine

RITA LEVI-MONTALCINI:”NELLA VITA BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI RIBELLARSI”.

Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza”.

Quando Rita Levi Montalcini decise, nel 1930, che la sua strada sarebbe stata quella della medicina, incontrò subito l’opposizione paterna.

La giovane, infatti, pur provenendo da una famiglia dell’alta borghesia torinese era stata abituata ad una concezione della donna molto jamesiana, fatta di matrimonio, doveri domestici e dedizione ad arti più squisitamente femminili come musica e pittura.

Era poco più che ventenne, quando, tragicamente colpita dalla morte di quella governante che per lei era quasi una seconda madre, Rita Levi Montalcini mise per la prima volta piede nel laboratorio d’istologia del professor Giuseppe Levi, noto alle cronache non solo per le sue ricerche in ambito medico ma anche per essere il padre di Natalia Ginzburg, conseguendo 6 anni dopo la laurea con lode in Medicina e chirurgia presso l’Università degli studi di Torino.

giovane-montalcini-e1475244311582

Stava per terminare la specializzazione in neurologia e psichiatria quando le leggi razziali, in vigore in Italia dal 1938, travolsero la placida esistenza della famiglia Levi-Montalcini che, essendo d’origine ebrea-sefardita fu costretta a fuggire dall’Italia.

La giovane Rita emigrerà prima in Belgio dove presso l’Istituto neurologico di Bruxelles continuera gli studi avviati già nel Bel Paese sul differenziamento del sistema nervoso, poi nel 1940 rientrerà per un breve periodo in Italia, allestendo nella propria camera da letto un vero e proprio laboratorio, e infine, dopo essere stata “arruolata” nel 1944 come medico delle forze alleate, accettò l’invito dallo scienziato Viktor Hamburger a St. Louis, città nella quale le affidarono la cattedra di Neurobiologia.

Sarà tra il 1950 e il 1951 che Rita Levi Montalcini farà una scoperta che le varrà, nel 1986, il premio Nobel per la medicina: il NGF( Fattore di crescita nervoso ndr).

Gli Stati Uniti, Paese nel quale pensava di dover restare solo per pochi mesi, diverrà per lei una vera e propria seconda patria.

E sarà, proprio negli States, che la Montalcini darà vita ad alcune di quelle ricerche che saranno poi destinate a fare storia.

rita-levi-montalcini

Dedita non solo alla scienza ma anche al volontariato, la Levi-Montalcini ha vissuto una vita fuori dal comune. Ha festeggiato i suoi 103( il suo ultimo compleanno ndr) con discrezione, nella stessa maniera con la quale ha sempre condotto la sua vita, limitandosi a brindare, nel salotto della sua abitazione romana, con alcuni dei suoi più stretti collaboratori, lo strabiliante traguardo raggiunto.

Nessuna festa in grande stile, eppure, questa donna dal temperamento risoluto ha avuto il vanto di aver portato sulle sue spalle il peso di oltre un secolo di storia vissuta intensamente tra scienza e impegno sociale.

Elogio dell’imperfezione edito Garzanti nel 1999 è un sunto di quella che è stata la vita di una delle scienziate italiane più note e stimate al mondo.  

In 209 pagine, Rita  Levi Montalcini è riuscita a catapultarci in quella che era la realtà italiana a ridosso tra  i due conflitti mondiali e a raccontarci speranze e ambizioni di una ragazza, che seppur nata da una famiglia dell’alta borghesia torinese, ha dovuto faticare per potersi guadagnare un ruolo di prestigio nella società.

La campagna contro le mine antiuomo e la fondazione di Green Cross International sono solo alcune delle battaglie nelle quali il premio Nobel ha messo tutta se stessa, impegnandosi, senza sosta, nel sensibilizzare la politica ad occuparsi per prima cosa degli esseri umani.

Ma, non solo aneddoti e notizie di carattere scientifico ci vengono fornite dalla Montalcini in questo magistrale autobiografia.

03La scienziata italiana definendosi imperfetta, conduce un’ironica autoanalisi, volta a dare un senso a tutte quelle contraddizioni insite in sé.

Il rapporto con la gemella Paola, nota pittrice, viene affrontato nelle sue molteplici sfaccettature, senza alcun tipo di censura, ma anzi cercando soprattutto di metterne in risalto il lato umano di una relazione tra sorelle.

2139999_small

La banalità della perfezione la porta ad elogiare ciò che non lo è proprio perché solo dalla mancanza di prevedibilità si ha la possibilità di sperimentare e creare.

La non attitudine al matrimonio viene raccontata dal punto di vista della donna più che da quello dalla scienziata la quale asserisce che, nonostante un fidanzamento durato alcuni anni, capì subito che il matrimonio non era la sua strada.

Si pone dilemmi socratici  per quanto riguarda la fede:

“Per la religione invece mi ero trovata in imbarazzo la prima volta che mi era stata rivolta la domanda, perché sull’argomento avevo idee vaghe. Ero ebrea, israelita o che diavolo altro? “.

In queste parole, sintesi di un aggrovigliata matassa di pensieri riassunti con scaltra maestria, la Montalcini ci porta a comprendere, con un pizzico di ironia, che per lei la questione religiosa è sempre stata totalmente marginale e che quindi ha preferito focalizzare la sua attenzione su altro, a partire dal ruolo dei giovani all’interno società, tematiche che le è sempre stata a cuore( è stata senatrice a vita dalla XIV alla XVI legislatura ndr).

Complicata e misteriosa, proprio come il cervello, l’organo da lei tanto amato e studiato, la Levi-Montalcini, non ha mai smesso di interrogarsi sul perché delle cose sino al 30 dicembre 2012, giorno della sua morte.   

Cercando di formare con impegno e dedizione quella generazione di scienziate e scienziati che si sono prefissi il grande compito di seguire le sue orme, la donna ha sempre guardato al futuro, con ottimismo e determinazione, sino al suo ultimo giorno di vita.

5

E, a tutti i profeti che da molto tempo prima della sua dipartita la davano ormai per spacciata Rita Levi Montalcini disse: “Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente”.

Copyright foto:

EmiCenter

ScuolaIaD

sauvage27

 

Valentina Nesi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...