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DONNE AL CINEMA – I FILM AL FEMMINILE CHE HANNO FATTO LA STORIA

La storia del cinema mondiale è costellata di film tutti al femminile. Ma, se parte della cultura mainstream ha fatto sì che la donna al cinema fosse relegata in ruoli standardizzati e pieni di cliché, il cinema con la C maiuscola ha regalato alle donne ruoli molto diversi dal ben pensare comune.

Troviamo donne innamorate e serial killer, madri di famiglia e transgender, in un corollario di ruoli diversi tra loro ma tutti con grande appeal sul pubblico. Noi di Metis Magazine abbiamo voluto ripercorrere la storia del cinema al femminile attraverso quei ruoli diversi, inconsueti, che hanno portato la donna ad essere fulcro della rivoluzione culturale e artistica dell’ultimo secolo.

Viale del tramonto (Sunset Boulevard) 1950

Vogliamo iniziare la nostra kermesse di cinema al femminile e di ruoli che hanno reso indimenticabili le donne sul grande schermo, con un film che parla proprio dello Star System hollywoodiano: Viale Del Tramonto. Diretto da Billy Wilder e interpretato da Gloria Swanson e William Holden, la pellicola racconta il tragico declino di una star del cinema muto, Norma Desmond, e della sua volontà di rivalsa sull’industria cinematografica che l’aveva inesorabilmente fagocitata nell’oblio della dimenticanza. Questo film noir del 1950 è il dramma umano della follia e della paura, tutta femminile, del passare del tempo e dell’approssimarsi della fine. Con lo sguardo tagliente del voyer, Billy Wilder ci regala un film inconsueto e a tinte fosche, dove la donna è padrona del proprio destino, con un senso di morte e immobilità che permea tutta la narrazione.

Mamma Roma, 1962

Probabilmente non servono presentazioni per questo film, Mamma Roma, capolavoro del cinema italiano diretto da Pier Paolo Pasolini. Una maestosa Anna Magnani interpreta il ruolo di una ragazza madre nella Roma dei primi anni ’60. Il film generò grande scandalo da parte del pubblico ma fu accolto dalla critica con grande entusiasmo. Presentato alla XXIII mostra d’arte cinematografica di Venezia, il film generò aspre polemiche forse perché il film riguardava tutto il popolo italico, tutte le donne e tutti i figli degli anni del boom economico. Mamma Roma è una figura di madre sconcertante nella sua crudezza e spontaneità, un film che non potrà lasciarvi indifferenti davanti alla vita reale di una donna che trova la sua forza nel voler dare al figlio un futuro migliore.

Il Colore Viola (The Color Purple), 1985

Un film in cui il coraggio femminile è il vero protagonista. Diretta da Steven Spielberg, con protagonista Whoopi Goldberg che interpreta Celie. La pellicola si focalizza su temi drammatici come abusi sessuali e razzismo, ma soprattutto sul coraggio che queste donne riescono a trovare, nonostante tutto. Il vero protagonista del film è il seme della saccenza maschile, come della spocchiosità della borghesia, che è nel Dna degli stessi uomini colorati. Le vessazioni, gli stupri subiti da Celie in età adolescenziale, portano la ragazza a pensare che quella sia l’unica alternativa di realtà realmente possibile, la rendono una schiava dell’universo maschile. Un film toccante e interpretato magistralmente, che vi mostrerà tutta la forza di ribellione di cui una donna è capace.

Thelma e Louise, 1991

Questo è il film al femminile “on the road” più famoso di sempre. Quello delle due amiche, Thelma e Louise, è un viaggio verso la libertà e l’affermazione della loro singolarità, pur essendo una coppia di amiche. Decideranno di darsi alla fuga per rigettare la realtà in cui sono ingabbiate, una realtà che non le identifica e che non le appartiene. Il film è stato diretto da un grandioso Ridley Scott, che è riuscito a conferire alla pellicola quel sapore scanzonato e profondissimo allo stesso tempo. Susan Sarandon e Geena Davis interpretano le due donne in maniera magistrale. Il film regalò un Oscar nel 1992 alla sceneggiatrice, Callie Khouri, che inizialmente avrebbe dovuto dirigere la pellicola al posto di Ridley Scott.

Tutto su mia madre (Todo Sobre mi Madre), 1999

Negli anni questa pellicola, firmata dal cineasta spagnolo Pedro Almodovar, è diventata un baluardo del cinema gay. Il film è un toccante ritratto di una madre e dalla rielaborazione del suo lutto dopo la perdita del figlio. Nel viaggio che la condurrà a trovare il suo ex compagno e padre di suo figlio, ella troverà il supporto di personaggi femminili inconsueti: Un transessuale, una suora laica incinta e sieropositiva, un’attrice teatrale lesbica. Questo è un film sul riscatto di qualunque categoria femminile presente nella società contemporanea. È anche un film in itinere, racconta l’evoluzione di una madre fino alla sua comprensione di cosa sia esattamente la femminilità e tutte le sue sfaccettature.

Donne Senza Uomini (Zanan-e bedun-e mardan), 2009

Donne Senza Uomini è un film spietato. Realizzato dall’artista e attivista iraniana Shirin Neshat ed è ambientato in a Theran nel 1953 durante il conflitto per emancipare la Persia dalle potenze europee e ottenere la nazionalizzazione della Anglo-Iranian Oil Company. Il film segue le vicende di quattro donne soffocate in una struttura chiusa, perfetta e senza vita,  dalla crudeltà dello sguardo maschile, le donne senza uomini di Shirin Neshat sono private di ogni ogni libertà e non hanno diritto alla felicità. È un intenso sguardo su un mondo cristallizzato dove l’uomo occupa fisicamente e politicamente ogni spazio e dove le donne hanno solo la possibilità di narrare le loro (non) vite.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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