ATTUALITÀ

COME SMETTERE DI FUMARE: STORIA SEMISERIA DI UNA EX-TABAGISTA

La nicotina è una delle sostanze legali, e facilmente accessibile a chiunque, più dannose e disponibili al mondo.  È risaputo che provochi danni a lungo termine sia per i fumatori, che per gli individui esposti al fumo passivo.

Secondo i dati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo il tabacco è responsabile di un numero di vittime talmente elevato, da superare quelle provocate da alcol, AIDS, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. Si calcola che ogni anno in tutto il mondo si potrebbero evitare circa 6 milioni di morti, solo abolendo l’uso del tabacco.

Invece secondo i dati illustrati dall’ISS (Istituto Superiore della Sanità – ndr), in occasione del Convegno “Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale” dell’anno 2016, i fumatori in Italia sono 11,5 milioni, il 22% della popolazione, il trend risulta essere stabile se comparato al dato dell’anno precedente, ossia 10,9 milioni (il 20,8%) del 2015. I non fumatori sono invece 33,8 milioni (il 64,4% della popolazione), mentre gli ex fumatori rappresentano il 13,5% della popolazione.

Con molta probabilità almeno la metà di quel 22% della popolazione, vorrebbe far parte della categoria dei “coraggiosi e impavidi” ex fumatori, coloro che hanno sfidato se stessi e il vizio, trasformandolo in virtù.

Ma come fare? Su tutto il territorio italiano sono distribuiti quasi 400 Centri antifumo che aiutano a smettere di fumare con vari strumenti: dalla terapia di gruppo e/o individuale, alla prescrizione di prodotti sostitutivi della nicotina o di farmaci per la disassuefazione, come cerotti o gomme alla nicotina, o alla sempre più diffusa sigaretta elettronica. La terapia a base di nicotina agisce sostituendo gli effetti prodotti dalla nicotina del tabacco nel corpo, l’effetto principale è il sollievo dei sintomi di astinenza dal fumo.

Affidandosi, invece, a metodi “casalinghi”, c’è chi ricorre ad un diario da scrivere giornalmente per appuntare progressi ed obiettivi raggiunti, chi alle fidate radici di liquirizia che aiutano perlopiù ad assecondare la dipendenza connessa alla gestualità a cui ogni fumatore è legato, ancora c’è chi stila una lista di pro e contro o motivazioni per cui è meglio abbandonare il vizio del fumo, e siamo onesti la colonna dei pro sarà sempre più lunga rispetto a quella dei contro.

Facciamo degli esempi di alcune delle voci che sicuramente rientrano nella colonna dei pro:

  • risparmio economico;
  • miglioramento delle condizioni respiratorie e bronchiali come tosse cronica;
  • eliminazione dei cattivi odori dai vestiti e dai locali;
  • denti bianchi, alito fresco e una minore incidenza della carie;
  • pelle profumata, maggiormente idratata e lucente;
  • maggiore resistenza fisica durante le pratiche sportive.

Arrivati a questo punto, quindi alla totale consapevolezza che smettere di fumare non può che portare dei benefici a se stessi e a chi ci circonda, perché non provare a mettersi in gioco?

Il percorso non è semplice e il rischio di cadere in tentazione è costante, l’unica cosa che vi permetterà di non cedere alla voglia di fumare è la forza di volontà, a volte vacilla è vero, ma provate a stare lontani per i primi periodi da caffè e birretta a fine giornata, la strada sarà più semplice da percorrere.

Adesso armati di pazienza, radici di liquirizia (da usare con moderazione), qualche tisana rilassante e scarpe da ginnastica, ebbene sì iniziare a praticare sport, o intensificare la propria attività sportiva, può aiutare a smaltire lo stress e gli stati d’ansia fisiologici in chi smette di fumare.

A differenza del “Fight Club”, la prima regola è parlarne, tutto il resto sarà come il Fight Club; parlane con persone vicine, conoscenti o estranei, soprattutto per giustificare l’irritabilità  e gli sbalzi d’umore che si presenteranno dal momento in cui realizzerai di aver spento l’ultima sigaretta, fino a data da destinarsi.

I primi giorni saranno caratterizzati da nervosismo, mal di testa, difficoltà a concentrasi, perdita del sonno e iperattività; insomma una vera tragedia. Ma non disperare, di certo non sarà possibile trovare una soluzione a tutto, ma un modo per superare questi momenti di disagio esiste: per l’insonnia una tisana rilassante potrebbe aiutare a conciliare il sonno, per la difficoltà a concentrarsi una passeggiata all’aria aperta sicuramente distoglierà il pensiero da quel chiodo fisso “ho voglia di una sigaretta”, apri quel libro che vuoi leggere da tempo o fai quella cosa che rimandi da mesi, potrebbe essere un modo per impiegare le energie in eccesso.

Dedicarsi ad attività manuali e/o ad attività sportive che richiedono uno sforzo fisico impegnativo, può aiutare sia ad incanalare il surplus di energia che a gestire lo stress quotidiano, oltre ovviamente a smaltire le calorie in eccesso assunte durante la giornata (non è solo una leggenda metropolitana, si tende a mangiare di più, soprattutto nel primissimo periodo!); scandire la propria giornata con diverse attività aiuta a non pensare alle sigarette, ma soprattutto aiuta a non annoiarsi.

Reinventati, trova nuovi hobby, impara a conoscerti in assenza di quelle che sono state compagne di vita o amiche fidate anche solo per brevi periodi, perché con la sigaretta riempi i momenti morti di una serata, scandisci le ore o i momenti salienti di una giornata, determini l’inizio o la fine di una specifica attività; come dici, fumare ti aiuta a superare i momenti di stess? Molto strano se consideri che la nicotina aumenta la pressione sanguigna e il battito cardiaco. Non rimandare ancora questa scelta, non cercare banali scusanti per rinviare quel momento, datti una scadenza e rispettala, sarà il primo vero passo verso il cambiamento e verso te stesso.

Gran parte dei benefici sono quasi immediati, perlomeno evidenti nel giro di poche settimane, come scoprire che è possibile salire più di due rampe di scale respirando e non ansimando, abbandonare il pallore di Heidi a Francoforte a favore di un bel colorito roseo, il netto miglioramento di gusto e olfatto; mentre prima che i principali indicatori di rischio rientrino nella normalità, bisognerà aspettare 15 anni.

Il percorso è tutto in salita, probabilmente la sensazione di non aver mai raggiunto l’obiettivo sarà perenne e forse è un bene, perché finché la guardia è alta lo sarà anche l’attenzione, e come dice il mio maestro di boxe «Non abbassare mai la guardia, neanche nella vita!».

 

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http://www.gioia.it/benessere/salute/news/g781/giornata-mondiale-senza-tabacco-come-smettere-di-fumare/

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