ATTUALITÀ

L’ALCOLISMO GIOVANILE: UN TREND IN CRESCITA?

Nonostante la somministrazione di alcolici ai minori sia vietata per legge, il dilagante fenomeno dell’abuso di alcol in età giovanile è in crescita; la questione rappresenta un problema sia di ordine pubblico che individuale.

Difatti il consumo di sostanze alcoliche in individui di età inferiore ai 15 anni, è nocivo prima di tutto da un punto di vista medico, tanto che l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità- raccomanda la totale astensione da alcol fino a quella fascia di età, poiché maggiore è l’effetto tossico che l’assunzione di alcol ha sul fisico e sullo sviluppo cognitivo di un minore, rispetto agli effetti indubbiamente dannosi che ha su un individuo adulto.

Oltre la sfera prettamente sanitaria, ci sono ripercussioni negative anche nella sfera individuale e sociale, che possono sfociare con l’assunzione di comportamenti a rischio come: l’assenteismo scolastico, l’incremento di atteggiamenti aggressivi, una maggiore difficoltà di concentrazione in situazioni quotidiane e/o di stress.

L’ISTAT ci segnala, nella sua ultima indagine al riguardo “L’uso e l’abuso di alcol in Italia”, facente parte dell’indagine “Aspetti della vita quotidiana”- Anni 2005/2015- pubblicata nell’aprile 2016 sul sito www.istat.it , che nel 2015 (anno di riferimento della rilevazione) il 64,5% della popolazione di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’arco dell’anno; approfondendo il dato gli individui che fanno un maggior uso di alcol, appartengono alle fasce d’età comprese tra 18-24 e 25-44, rispettivamente il 68,5% e il 72,4%, di cui il 46,7% appartenenti alla prima fascia d’età, consuma alcol lontano dai pasti.

Negli ultimi anni il fenomeno che impazza tra i più giovani, ma non solo tra i giovanissimi, è quello del binge drinking, in cosa consiste? Nell’assunzione di unità alcoliche, generalmente 5 o 6, in un’unica occasione.

Non è detto che questi siano soggetti a rischio o che alla base si sottenda una dipendenza da alcol, si può ricorrere all’abbuffata alcolica per aumentare le proprie capacità relazionali o per sentirsi più sicuri, e solitamente questi sono episodi sporadici, legati a particolari eventi o festeggiamenti.

Nonostante questa non sia una pratica giornaliera per la maggior parte degli individui, non è il caso di prendere il fenomeno sotto gamba, infatti resta un’abitudine molto diffusa a livello europeo, dopo la quale si sono verificati, in alcuni casi, episodi di coma etilico o si è messa a repentaglio la propria e/o altrui incolumità, come la piaga degli incidenti stradali causati dall’elevato tasso alcolico presente nell’organismo del conducente.

La prevenzione e il dialogo sono, ad oggi, probabilmente gli strumenti più consoni per frenare la dilagante diffusione del fenomeno; quando questi strumenti sono insufficienti e si identifica un consolidato problema di abuso di alcol, è preferibile rivolgersi ad una figura competente ed avviare un percorso psicoterapeutico.

 

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