ATTUALITÀ

LE DROGHE DELLO STUPRO E LA VIOLENZA CARNALE SU VITTIME INERMI

Vengono chiamate “droghe dello stupro” ma, a differenza di altre sostanze stupefacenti, sono reperibili come comuni psicofarmaci usati per curare gli attacchi di panico, gli stati d’ansia e l’insonnia in base alle loro proprietà sedative. Sono sempre di più, pertanto, i casi di violenza sessuale nei quali la vittima viene inconsapevolmente drogata e resa incapace di reagire, prima di essere abusata. Ci si ritrova così nel giro di pochi istanti ad essere prigionieri del proprio corpo mentre questo, a sua volta, è costretto ad un atto sessuale indesiderato.

Tali sostanze, infatti, sono spesso inodore e insapore e ciò le rende facilmente somministrabili nel cibo o nelle bevande. La correzione di queste ultime con gli stupefacenti, conosciuta come “drink spiking”, è considerata un reato – anche se ad essa non dovesse seguire nessun altro tipo di violenza – in quanto vanno ad alterare ed inibire la capacità decisionale della persona che le assume inconsapevolmente.

Le più comuni droghe da stupro sono: la Gamma-idrossibutirrato (GHB) che è un acido organico, ovvero una sostanza prodotta dal corpo umano e rintracciabile nel sistema nervoso centrale, nei reni, nel cuore, nel fegato e nelle ossa. Tra i suoi effetti, nel caso in cui venga somministrato in dosi massicce, c’è la capacità di creare totale amnesia dal momento stesso dell’assunzione; il Rohypnol, psicofarmaco appartenente alla classe delle benzodiazepine; lo Zolpidem – conosciuto in Italia come Stilnox – un sedativo che la “Drug Enforcement Agency” degli USA ha definito “la principale droga da stupro”; la Ketamina, un anestetico che a basso dosaggio non anestetizza ma crea effetti di forte dissociazione nella psiche e dà una visione alterata della realtà.

Anche l’alcol è considerato una “droga da stupro” in quanto è la sostanza più utilizzata per manipolare le capacità mentali delle vittime che, in questo caso, vengono invitate a farne un uso spropositato in modo più o meno consapevole, finché perdono totalmente la capacità di reagire. Essendo legale è facile da reperire. Apparentemente l’invito a bere può sembrare innocuo e restano insospettabili le reali intenzioni del potenziale stupratore.

STUPRO 2

Innumerevoli i fatti di cronaca che hanno visto e vedono quotidianamente vittime di ogni età – ma soprattutto giovani donne – protagoniste di violenze in cui l’aggressore prima di infierire fisicamente le rende inermi. Innocenti serate con gli amici in discoteca che possono trasformarsi in ricordi sbiaditi e dolorosi che riaffiorano alla mente in modo confuso e sconvolgente, portando con sé un indelebile trauma psicologico. Le testate giornalistiche e i tg, tuttavia, si adoperano spesso nell’annegare il degrado sociale dietro titoli che condannano gli aggrediti e non gli aggressori. Non è forse più facile parlare di “abuso d’alcol” da parte degli adolescenti piuttosto che di come questi ragazzi siano indotti a perdere coscienza?

L’americano Joseph Saladino, il cui nickname su YouTube è Joey Salads, ha fatto un esperimento sociale per mostrare quanto sia facile mettere una pastiglia nel bicchiere di una ragazza, persino in pieno giorno, senza che lei se ne accorga. Il video ha shockato il web. La provocazione del newyorchese si fa portatrice di un messaggio forte, invitando a restare sempre vigili sulla propria incolumità, e reso tale anche dallo sbalordimento delle ignare donne nel momento in cui, ovviamente prima che bevessero il loro drink, l’uomo rivelava di aver appena messo della droga nel bicchiere.

Antonella Fortunato

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foto 1°:

https://saintmartinpost.com/2014/11/21/pillole-di-sicurezza-1-0-ghb-la-droga-dello-stupro/

foto 2°:

https://lamedicinainunoscatto.it/2014/11/etanolo-alcolismo-medicina-quando-piacere-bere-diventa-dipendenza/

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