SMART DRUG: GLI STUPEFACENTI PER IL POTENZIAMENTO COGNITIVO

Quando si parla di doping ci viene subito in mente la classica immagine dell’atleta di successo e sottopressione che, al culmine della sua carriera, pur di soddisfare le aspettative di allenatore, tifosi o squadra decide di assumere sostanze proibite( quasi sempre anabolizzanti ndr) per aumentare vertiginosamente le proprie prestazioni sportive.

Una pratica di questo tipo, vero e proprio emblema dello sport che per adeguarsi a determinati standard, si snatura e perde valore, è molto frequente al giorno d’oggi, tanto che, non di rado, l’outing di un “atleta dopato” focalizza l’attenzione dei media.

Oltre a steroidi e anabolizzanti, però, con il passare degli anni la pratica del doping è diventata sempre più complessa e variegata e non si limita solo allo sport, tanto che è sempre più facile sentir parlare di potenziamento cognitivo.

Questo, chiamato anche doping cerebrale, consiste nell’aumento delle prestazioni mentali grazie all’assunzione di farmaci destinati ad altro(ad esempio alla cura dell’Alzheimer ndr) o mediante elettrostimolazione del cervello.

Lo scopo è quello di migliorare la propria memoria e resistenza allo stress in periodi particolari della propria vita: un esame da sostenere, un importante progetto da consegnare, ecc.

Il neuroenhacment, quindi, attraverso l’ausilio di smart drug favorisce la concentrazione in modo talmente esponenziale da rendere il soggetto che le assume totalmente immune alla stanchezza.

Il modafinil, farmaco contro la narcolessia, è uno degli stimolatori di potenziamento cognitivo più utilizzati, ma anche le terapie per Alzheimer, Parkinson e per i disturbi dell’attenzione sono molto gettonate( tutti farmaci appartenenti alla classe dei nootropi, ossia stimolatori di memoria).

Ed effettivamente, nonostante in molti siano scettici, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista ‘European Neuropsychopharmacology’ questi medicinali aumentano realmente le potenzialità cognitive di chi le assume, portando nel breve termine a grandi “benefici”, ma anche a consistenti danni.

Insonnia, mal di testa, nausea e tanti altri sono gli effetti riscontrati da quanti hanno fatto uso di smart drug nel corso della loro vita.

Queste, poi, essendo reperibili con molta facilità online e a prezzi ridotti, sono di facile consumo, soprattutto, per i più giovani che tendono ad assumerne quantità smodate.

I potenziatori cerebrali, infatti, sono utilizzati, in particolare, da studenti universitari, soprattutto statunitensi e britannici, che li utilizzano in modalità “off label”.

Un fenomeno, questo, che oltre a destare grande preoccupazione accende i riflettori su un dilemma che assume i contorni, più che della medicina dell’etica: quanto l’utilizzo di rimedi artificiali per motivi indipendenti dalla salute sta snaturando l’essere umano?

 

Valentina Nesi

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