ATTUALITÀ

TRA DISCIPLINA E INTEGRAZIONE, UNO SGUARDO SULLE COMUNITÀ DI RECUPERO PER TOSSICODIPENDENTI

La tossicodipendenza è considerata una malattia grave perché, tra l’altro, tende alla cronicità, in molti casi produce situazioni di invalidità e può portare a morte in giovane età, per effetto diretto di una serie di patologie correlate che non è sempre facile prevenire o curare. Ogni Azienda Sanitaria è dotata di un Servizio Tossicodipendenze (Ser.T.) ed esistono anche molte Comunità Terapeutiche che possono accogliere i tossicodipendenti in cura, a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Quindi, apparentemente, per chi è tossicodipendente viene fornito tutto quanto è necessario per la cura ed anche per il completo recupero e l’inserimento nella società. Ed è proprio qui che entrano in scena le Comunità di Recupero per i tossicodipendenti.

Sicuramente strutturate secondo metodi ben precisi e ponderati, le comunità di recupero in Italia sono moltissime e molto diverse tra loro, per approccio alla cura e per modalità di inserimento nella società. Le persone che si rivolgono a queste Comunità di Recupero sono molto diverse tra loro, poiché diversa è la loro ragione sociale, la loro età, la loro appartenenza e il loro percorso. Vite differenti con un unico comune denominatore, quello di aver bruciato parte della propria esistenza a causa di un male oscuro, la dipendenza.

 

Purtroppo, l’incidenza della tossicodipendenza tra i giovanissimi è un dato che fa allarmare sempre di più. Questo non solo in relazione alla percentuale crescente di giovani entrati nel tunnel della droga, ma anche per il semplice fatto che si tratti di giovanissimi. Questi ragazzi, isolati e lasciati a loro stessi per volontà propria e della società, riescono a trovare nelle comunità di recupero un ambiente fertile per ricominciare ad avere fiducia nel prossimo.

Infatti, il gruppo nella terapia comunitaria è fondamentale. In un ambiente contenitivo, in cui il ragazzo non deve gestire lo sforzo continuo di non usare sostanze, può impiegare tutte le proprie energie in attività costruttive per il proprio futuro (studio, lavoro…), nel cambiamento della propria personalità e nel costruire relazioni diverse. Data l’enorme importanza del gruppo dei pari a questa età, l’ambiente comunitario offre un luogo dove poter assumere ruoli diversi rispetto all’ambiente di provenienza e sperimentare un modo più funzionale e “sano” di vivere le relazioni, in cui si trovano immersi per 24 ore al giorno. La comunità indirizza i propri interventi quotidiani sul sostegno alla motivazione di questi ragazzi, sul fornire loro modi concreti di gestione del proprio tempo e sull’incrementare il proprio senso di autostima e autoefficacia, parallelamente agli interventi strutturati di terapia psicologica individuale e di gruppo.

 

Come possiamo leggere nella descrizione del metodo collettivo della Comunità di San Patrignano: “Quando un ragazzo entra in comunità, viene inserito in uno dei settori di formazione in cui San Patrignano è suddivisa. Qui è affidato a un ragazzo che diventa suo tutor e che nel primo anno di comunità (tempo variabile da ragazzo a ragazzo) lo segue costantemente nel suo percorso. Il ragazzo vive in stanza assieme al tutor e ad altri ragazzi. Ogni stanza ha un suo responsabile, così come ogni settore ha uno o più educatori di riferimento. Sono principalmente questi i gruppi con cui il ragazzo vive la quotidianità in comunità”. Possiamo quindi evincere quanto sia importante il lavoro di gruppo e la connessione tra persone diverse. Anche l’azione di tuto raggio spinge il “novizio” a un sano e continuo confronto con chi “ha già passato quello che stai passando tu”. Prendere piano piano consapevolezza del proprio sé può portare queste persone a un pieno recupero e all’acquisizione di nuovi skills per poter poi integrarsi nel modo al di là della realtà comunitaria.

In estrema sintesi non è sufficiente tenere lontana la persona dalla sostanza per scoraggiarne l’uso. È necessario un ampio e reale lavoro volto a favorire l’azione sociale attraverso il quale le persone, le organizzazioni e le comunità acquisiscono competenza sulle proprie vite, al fine di cambiare il proprio ambiente sociale e politico per migliorare l’equità e la qualità di vita. Di chiunque.

Se volete conoscere la lista completa delle Comunità di Recupero presenti sul suolo italiano, vi invitiamo a collegarvi al link del Dipartimento per le Politiche Antidroga che trovate qui.

Fonti:

 

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