L’EDITORIALE: HUMAN (R)EVOLUTION

Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione di vita, con le sue diverse forze, originariamente impresse dal Creatore in poche forme, o in una forma sola; e nel fatto che, mentre il nostro pianeta ha continuato a ruotare secondo l’immutabile legge della gravità, da un così semplice inizio innumerevoli forme, bellissime e meravigliose, si sono evolute e continuano a evolversi.

(Charles Darwin)

Non si può iniziare a parlare di evoluzione senza citare Darwin, colui che formulò  la teoria dell’evoluzione delle specie animali e vegetali per selezione naturale agente sulla variabilità dei caratteri ereditari che pubblicò  nel libro L’origine delle specie (1859), il suo lavoro più noto.

Con la teoria evoluzionistica Darwin dimostrò che l’evoluzione è l’elemento comune, il filo conduttore della diversità della vita. Secondo una visione evolutiva della biologia, i membri dello stesso gruppo si assomigliano perché si sono evoluti da un antenato comune. Secondo questo modello le specie sono originate in un processo di “discendenza con variazione”. Fatto ancora più importante, nel suo trattato sull’origine delle specie, Darwin propose la selezione naturale come meccanismo principale con cui la variazione porta alla speciazione e dunque all’evoluzione di nuove specie.

Tutti gli esseri viventi sulla Terra condividono un antenato comune.

Ma il termine evoluzione ha un significato molto ampio; stando ad  indicare una trasformazione graduale, non c’è elemento su questo pianeta che non ne sia soggetto. Si parla di evoluzione delle società, evoluzione del linguaggio umano nel tempo, e via dicendo. Ebbene, non ci resta che soffermarci su un dettaglio.

Siamo davvero sicuri che questo lento processo di trasformazione porti sempre ad un miglioramento?

Con l’evoluzione industriale e globale si passa alla società di massa globale pluri-etnica, pluri-culturale, aperta alle grandi evoluzioni dell’universo politico economico che si sviluppa intorno ad essa. Però tutto nella storia e nella società si trasforma assecondando le trasformazioni del sistema industriale che sono sempre più repentine e violente. Queste “rivoluzioni” fanno si che non esista più una società di massa.

Una ‘’ R-Evolution’’ ha reso la società di massa caratterizzata da paura, angoscia, instabilità e timore. Di pari passo al cambiamento repentino della società di massa nasce un sentimento inverso che tende a rendere la società più diffidente e più intimorita, di conseguenza si comincia a dubitare la globalità del mondo.

Nasce una nuova società, che la si potrebbe chiamare società individualistica poiché gli individui hanno riguardo solo per i propri interessi e non di tutti, interessi particolari a scapito degli interessi generali.

Con questo XVII numero Metis Magazine compie un anno e la scelta della tematica dell’evoluzione non è stata casuale. Come sempre abbiamo affrontato l’argomento nella maniera più ampia e variegata possibile.

Abbiamo intervistato per voi il biologo molecolare Pietro Buffa, vincitore di un importantissimo premio per la ricerca, il premio Marie Curie, e autore de ‘‘I Geni manipolati di Adamo” riguardante un’ipotesi di intervento genetico ”esterno” al nostro pianeta sul genoma umano.

Abbiamo parlato dell’evoluzioni tecnologiche che ci hanno donato Google, Facebook  o, ancor prima le e-mail, rivoluzionando la comunicazione dagli scambi epistolari all’era digitale.

Abbiamo mostrato attraverso la confutazione di cinque obiezioni come i creazionisti muovano agli evoluzionisti delle accuse errate; Vi abbiamo raccontato dell’evoluzione della lingua italiana dal fiorentino trecentesco all’inglese del terzo millennio e tantissime tematiche evolutive che fanno di noi una società digitale: dal vinile ai file audio, dal cinema muto al 4D.

Sempre ”sul pezzo” abbiamo, inoltre, affrontato tematiche, oggi, estremamente attuali come l’emergenza migranti, le verità che si celano dietro e sull’evoluzione dei primi 100 giorni di Donald Trump.

Il tutto come sempre è stato arricchito dalle nostre numerose recensioni cinematografiche che ci hanno permesso di dedicare un’apposita e nuova sezione tra le nostre categorie: Metis Cinema.

E le rubriche?

Oltre quelle che conoscete già, ne stanno per arrivare delle altre. Abbiamo il piacere di annunciarvi con questo numero, la nostra rubrica enogastronomica, ” Il Boccon Di-Vino” in collaborazione con Cibus Alius.

Non vi resta che mettervi comodi e leggere tutti i nostri nuovi contenuti.

 

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