BRACCIO DI FERRO E GLI SPINACI: LA VIRGOLA MANCATA CHE CREÒ IL MITO

Quale sarebbe stata la sorte di Braccio di Ferro se non avesse potuto contare sui suoi spinaci miracolosi per poter gonfiare e mettere in mostra i bicipiti e poter, così, salvare da ogni pericolo la sua adorata Olivia?!

Non credo che lo avremmo amato così tanto, né che avremmo seguito le sue avventure con l’interesse che le generazioni degli anni ’70 e ’80 hanno riservato loro; perché, è vero, per i ragazzi di oggi Braccio di Ferro è poco più di uno sconosciuto, ma sin dal suo debutto nel 1929 e fino a venticinque anni fa il buffo marinaio è stato un vero e proprio mito, l’eroe capace di stendere tutti a suon di cazzotti e pugni micidiali mangiando all’occorrenza una rinvigorente lattina di spinaci.

Il fumetto creato da E. C. Segar e tanto amato da quei nostalgici lettori che ancora ne conservano le stampe perché vogliono tornare a sentirsi bambini  anche solo per qualche istante sussultando per le avventure di Popeye, ha il merito di aver insegnato a tutti loro a mangiare tanti spinaci perché ritenuti particolarmente ricchi di ferro.

All’origine del falso mito degli spinaci come verdura dal contenuto smisurato di ferro, vi fu proprio una virgola dimenticata. La leggenda nacque nel 1890, quando un gruppo di nutrizionisti americani, nel trascrivere il contenuto di ferro presente in diversi tipi di verdura, dimenticò di mettere la virgola nella trascrizione numerica riferita agli spinaci, così attribuendo loro, per un mero e banale errore, un contenuto di ferro ben dieci volte superiore a quello reale.

La svista fu scoperta dopo diverse decine di anni, quando Braccio di Ferro e i suoi spinaci avevano già fatto il giro del mondo ed avevano conquistato il cuore della gente.

Durante il periodo della grande crisi economica del 1929, detta anche grande depressione, i cartoni animati di Braccio di Ferro ebbero il merito di far salire il consumo di spinaci in America di ben oltre il 30%, tanto da far diventare questo tipo di verdura uno degli alimenti più popolari in assoluto e più amati dai bambini, quasi al pari del gelato.

La prima apparizione di questo bislacco personaggio con la pipa in bocca avvenne nella striscia Thimble Theatre (letteralmente “teatro in miniatura”), della quale erano protagonisti Olivia, suo fratello Casto Oil e il suo fidanzato di allora Harold Hamgravy; il successo e la simpatia riscossi dallo strambo marinaio indussero sin da subito il pubblico ad invocare a gran voce per il mitico Braccio di Ferro un ruolo da eroe protagonista; burbero di carattere, ma dal cuore d’oro, per il pubblico di Popeye scoccò un vero e proprio colpo di fulmine!

Non tutti sanno, però, che Braccio di Ferro non è stato sempre il divoratore di spinaci che conosciamo.

Il personaggio ispirato al pugile Frank “Rocky” Fiegel, concittadino di Segar e noto attaccabrighe, traeva originariamente la propria forza e i suoi poteri speciali strofinando la testa di una gallina magica di nome Berenice, la stessa gallina portafortuna che Castor Oil, fratello di Olivia e protagonista nei primi episodi del Thimble Theatre, aveva portato con sé su un’isola sulla quale si ergeva un casinò che egli intendeva sbancare; per recarsi sull’isola Castor Oil aveva arruolato proprio il marinaio guercio dalla fisicità tanto esile, ma dagli gli avambracci sporporzionati e tatuati, di nome Popeye (che si traduce con “occhio sporgente”) al quale – durante il loro primo incontro – Castor Oil avrebbe chiesto “Hei tu! Sei un marinaio?” ricevendo di rimando la risposta destinata a diventare famosa, “Che ti credi che ero un cowboy?” (successivamente sostituita dalla frase “Io sono quel che sono!”)

A pensarci bene, non ci si spiega proprio come abbia potuto Braccio di Ferro riscuotere tanto successo, considerato che non può dirsi proprio che avesse le carte in regola per suscitare tanto clamore e diventare un eroe dei fumetti; non è bello, non ha fascino, è rozzo e ignorante, guercio ed anche completamente sdentato; ma in compenso è anche profondamente onesto e generoso ed il pubblico ne riconobbe subito le attitudini di uomo buono, deputato a diventare in breve tempo il personaggio di punta del “teatro in miniatura” e, a detta di qualche critico, il primo esempio di “supereroe”.

E allora, se anche voi ricordate con simpatia e con un pizzico di nostalgia questa icona dei fumetti, il forte e rude marinaio dal cuore tenero che finisce puntualmente per dirimere i suoi contrasti con il nemico di turno (quasi sempre il forzuto Bruto) con una sonora scazzottata e con l’aiuto, in calcio d’angolo, della sua scatola di spinaci, potete celebrarne le gesta e ricordarne le avventure con un gustoso piatto a base di foglie verdi.

La nostra rubrica del gusto vi vuole proporre, per l’occasione, una succulenta ricetta con cui potrete deliziare i vostri amici a cena rinvangando i tempi passati e ricordando le avventure di Popeye davanti ad un bel piatto di “gnocchetti di braccio di ferro”… preparatene in abbondanza perché sono davvero gustosissimi; fatene una scorpacciata perché saranno capaci di rinvigorire corpo e mente; e mi raccomando, cercate di non prendere a cazzotti nessuno dei commensali per aggiudicarvi l’ultimo boccone!

GLI GNOCCHETTI DI BRACCIO DI FERRO

350 grammi ricotta di capra

500 grammi spinaci

100 grammi parmigiano

60 grammi burro

3 uova

1 rametto salvia

q.b. Farina

q.b. Pepe

q.b. Sale

q.b. Noce moscata

PREPARAZIONE

Lavare e cuocere gli spinaci in acqua bollente e leggermente salata per 5 minuti; scolare, strizzare bene e tritare finemente.

Farli asciugare per qualche minuto a fuoco bassissimo in un tegame antiaderente senza condimento e trasferirli in una ciotola mescolandoli con la ricotta di capra, le uova, la farina (4-5 cucchiai) e 70 g di parmigiano grattugiato.

Insaporire con un po’ di sale, pepe e noce moscata, poi conservare il composto in frigo per circa un’ora. Trascorso il tempo indicato, mettere il composto in una tasca da pasticciere con una bocchetta abbastanza larga e far cadere l’impasto direttamente dalla saccapoche nell’acqua calda e salata tagliandolo con il coltello o con le forbici ogni 2 cm.

Lasciar cuocere gli gnocchi e scolarli con una schiumarola non appena vengono a galla.

Condire con burro salvia e il rimanente parmigiano e impiattare.

 

Copyright foto: https://www.tekweek.it/estrarre-energia-dagli-spinaci-braccio-di-ferro-aveva-ragione/

 

 

 

 

 

 

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