DARIO MALTESE, IL COMMISSARIO EPICO

Sulle note del compositore di colonne sonore cinematografiche Ralf Hildenbeutel, tra sonorità elettroniche e distorsioni che richiamano i Pink Floyd dei migliori anni, si muove sapientemente la regia di Gianluca Maria Tavarelli, portando in scena la miniserie tv che ha letteralmente stregato il pubblico del piccolo schermo; Maltese – Il romanzo del commissario.

La serie, definita da molti come un omaggio a “La Piovra”, è andata in onda su Rai Uno dal 8 al 16 maggio, in quattro puntate, ed ha registrato un boom di ascolti, con uno share del 30% e oltre già al primo episodio.

Un Kim Rossi Stuart smilzo, dal volto scavato, dal capello brizzolato e dall’aria un po’ inquieta, che sfata il mito del poliziotto belloccio e palestrato, ha saputo sfruttare al meglio fascino e potenzialità recitative per conferire al personaggio del Commissario lo spessore che meritava.

Nella Sicilia della fine degli anni ’70, Dario Maltese, commissario della narcotici di Roma, brillante e indisciplinato, torna nella sua città natale, dalla quale era andato via a gambe levate senza farvi più ritorno dal suicidio del padre poliziotto.

Torna a Trapani Dario Maltese per il matrimonio del collega e caro amico di infanzia Gianni Peralta, che ha deciso di sposare la bella Mariangela, dalla quale avrà presto un erede.

La coppia, però, non arriverà mai a pronunciare il fatidico “si” perché viene uccisa in un agguato, proprio sotto gli occhi di Dario Maltese.

Il commissario, anche su sollecitazione del padre di Gianni, decide di farsi trasferire presso la Questura di Trapani per poter indagare sul movente del terribile crimine e per scoprirne gli autori; tornato alla base prende proprio il posto dell’amico Peralta, scoprendo così che questi stava svolgendo un’indagine molto pericolosa ed aveva acquisito una serie di informazioni scottanti relative agli intricati legami tra la mafia, la politica e la finanza.

Sarà proprio Dario a proseguire quell’indagine, portando avanti il delicato ed importante compito che il caro amico aveva iniziato.

Il ritorno nella Sicilia in cui Maltese aveva lasciato il passato, ma anche il suo cuore da isolano e siciliano, è emotivamente destabilizzante; riaffiorano nella mente del commissario i sentimenti più disparati; il ritorno alle origini è un catapultarsi negli inferi della memoria; in questo “viaggio” dei sentimenti Dario Maltese incrocerà il destino della fotoreporter Letizia Battaglia, con la quale nascerà una grande e complicata storia d’amore; e il nostro commissario si relazionerà con la complessa figura del giornalista Mauro Licata, personaggio di grande spessore, che richiama e rende omaggio a quei giornalisti della Sicilia vera che, proprio in quegli anni, hanno avuto il coraggio di raccontare ciò che era sotto gli occhi di tutti, ma di cui si stentava a parlare; a quei giornalisti che, mentre la gente continuava a voler credere e pensare che la mafia fosse un concetto di invenzione letteraria, hanno messo a nudo dinamiche pericolose, che hanno lanciato la mafia sotto i riflettori della critica e sono morti per quello spirito di servizio che ne ha contraddistinto il modo di essere e di fare giornalismo.

Il riferimento va a Mauro De Mauro, giornalista di cronaca nera scomparso in circostanze misteriose, Salvo Licata, Ciccio La Licata, Mario Francese, Mauro Rostagno, Giuseppe Fava.

E’ in questo scenario che si muove Dario Maltese, una figura che – per definirla nel modo che sembra più corretto – è un commissario epico, un personaggio “sentimentale” e dotato di grande “pathos”, che racchiude in sé molti uomini della Sicilia di quegli anni, molti commissari che si sono battuti strenuamente, anche a costo della loro stessa vita, per sconfiggere il cancro della loro società, la mafia, quella mano nera che ha dato luogo ad un pericolosissimo e letale intreccio di relazioni criminose e clandestine che ha letteralmente messo in ginocchio la Sicilia di quell’epoca, innescando nella gente comune la convinzione che con la mafia si vive meglio, basta camminare a testa bassa, non chiedersi il perché di molte cose e far finta che tutto vada bene…anche quando così non è.

L’interpretazione di Kim Rossi Stuart e l’impronta conferita alla serie tv è stata magistrale, nelle espressioni, così come nella recitazione e nel linguaggio del corpo. Ed è stato proprio così che tutti quegli uomini di legge che hanno lottato per la vita e per la libertà e sono andati incontro alla morte in nome di quell’ampio senso di giustizia posto a baluardo delle proprie esistenze, hanno trovato in Dario Maltese il proprio riconoscimento ed hanno potuto rivivere ancora.

L’eroe contro il mostro, una lotta antica dal sapore contemporaneo, messa in scena cercando di rendere la storia di Dario Maltese popolare e al contempo reale, per permettere allo spettatore di ritrovarsi nel messaggio sotteso al racconto e di ritrovare nei personaggi della fiction, richiami, più o meno latenti, a tante personalità che hanno contribuito a fare la storia di questo nostro splendido, ma spesso deturpato e controverso, grande Paese!

 

 

 

Copyright foto: http://www.istantv.it/visto-in-tv/serietv/674-maltese-il-romanzo-del-commissario.html

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