MY NAME IS BOND, JAMES BOND: CURIOSITÀ SULLA SPIA INGLESE DAI 6 VOLTI

“Un martini Dry” disse. “Uno. Ma in una coppa profonda, da champagne.” “Oui, Monsieur.” “Un momento. Tre parti di Gordon’s, una di vodka e mezza di Kina Lillet. Agiti bene il tutto nello shaker, finché non è ben ghiacciato, poi aggiunga una fetta grossa ma sottile di scorza di limone. Mi sono spiegato?”

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Il suo nome è Bond, James Bond. Gli piacciono i vodka martini ‘’agitati e non mescolati’’, adora le auto sportive, mantenendo sempre una certa predilezione per le Aston Martin, ed è estremamente raffinato. Un vero gentleman inglese con al polso un Rolex con licenza di uccidere. Cosa stiamo dimenticando? Ah si, un certo debole per quel genere di donne note, oggi, all’immaginario comune come bondgirl.

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Erano gli inizi degli anni ’50 quando il giornalista e scrittore inglese, Ian Flaming, diede vita al celebre personaggio dell’agente segreto, iniziando così con i suoi romanzi una nuova corrente della letteratura gialla inglese.

Divenuto particolarmente famoso grazie a una serie di film realizzati a partire dagli anni ‘60 dalla EON Productions Ltd., sono davvero poche le informazioni biografiche su 007.

Nel romanzo Si vive solo due volte del 1964 scopriamo che Bond è nato nel 1924 e a soli 11 anni rimane orfano perdendo i genitori in un incidente alpinistico. Sotto la tutela di una zia, inizia gli studi presso un prestigiosissimo collegio a Eton, ma per aver dato scandalo con una cameriera a 14 anni viene espulso. A 17 anni riesce ad entrare nei servizi speciali del Ministero della Difesa e dopo un periodo che lo vede in prima linea con il grado di Comandante durante la Seconda Guerra Mondiale, grazie al suo valore entra al servizio di sua Maestà la regina d’ Inghilterra. Un’altra cosa che sappiamo molto bene è che lo scapolo più ambito del Regno Unito, o, perché no, di tutto il globo. Capace di far capitolare anche le più temibili delle sue rivali, ciò che lo rende così irresistibile probabilmente è uno sguardo deciso, una postura elegante, una sicurezza fuori dal comune che l’accompagna anche quando è in pericolo di vita e un’ironia sottile e pungente.

« Se c’era una cosa che davvero toccava l’animo di James Bond era essere sorpassato con velocità da una bella ragazza… »

(Da Al servizio segreto di sua maestà di Ian Fleming)

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Sinonimo di seduttore impagabile, anche lui nella sua lunga carriera ha incontrato donne che gli hanno cambiato per sempre la vita. La prima è Vesper Lynd, la seconda la contessa Teresa Di Vicenzo.

Un fatto davvero curioso è che Fleming morì proprio nell’anno di pubblicazione di Si vive solo due volte, dopo aver inserito nel romanzo un necrologio sull’agente segreto.

Il 14 aprile 2013 in un’intervista Kate Grimmond, la nipote di Ian Fleming, ha dichiarato che inizialmente la spia britannica avrebbe dovuto chiamarsi “James Secretan” (Fonte: Sunday Times); il nome James Bond era quello di un ornitologo, scelto da Fleming in quanto appassionato di ornitologia.

Non sarà un caso allora che in una scena di La morte può attendere (2002), ultimo film interpretato da Pierce Brosnan, la spia inglese finge su una spiaggia cubana di essere un ornitologo.

Dagli esordi del 1962 con il film Licenza di uccidere ( titolo originale Dr.No) sono seguiti altri 23 film di genere azione e spionaggio

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Numerosi sono stati i suoi interpreti da Sean Connery, la cui interpretazione è stata riconosciuta dal pubblico quasi all’unanimità come la migliore, a Daniel Craig, Bond ancora oggi in carica.

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Schermata 2017-05-30 alle 11.54.25Fu Roger Moore a prestare più di tutti il volto a James Bond.

Interpretò 7 film da Vivi e lascia morire (1973) che riscosse un successo strepitoso sia di critica sia di incassi, a Bersaglio Mobile (1985).

L’attore britannico appena scomparso (il 23 maggio 2017)  a causa di un cancro, non era il più adatto al ruolo della spia inglese. A causa di forti vertigini, all’ipocondria e alla fobia per le armi da fuoco causatagli da una brutta esperienza durante l’adolescenza quando suo fratello per errore gli sparò ad una gamba, faceva volentieri ricorso ad un’agile controfigura. Nonostante non avesse proprio nulla in comune con il nostro Bond, la sua interpretazione ne La spia che mi amava (1977) riuscì a stregare i fan.

Chi sia stato il migliore, comunque, resta un’opinione alquanto soggettiva.

Recentemente Daniel Craig ha dichiarato che il prossimo 007 potrebbe essere la sua ultima interpretazione. Chi sarà il prossimo?

E’ bene  ricordare che i requisiti richiesti sono pochi e semplice:

bisogna esser necessariamente inglesi, rigorosamente affascinanti ed esser dotati di un’ironia da Oscar.

L’MI6 accetta nuove proposte.

Voi il vodka martini lo preferite agitato?

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