L’ITALIA VERSO IL SISTEMA ELETTORALE TEDESCO. COSA CAMBIERÀ DAVVERO?

Da alcuni giorni a questa parte i cittadini italiani hanno un nuovo argomento da studiare, cioè il sistema elettorale tedesco. I quattro principali partiti nel Parlamento italiano, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Lega Nord, si sono espressi favorevoli ad un cambio di rotta verso una legge elettorale che potrebbe garantire maggiore stabilità al nostro futuro governo. O almeno, questi partiti, sembrano essere d’accordo in maniera virtuale, poiché non vi è ancora un disegno di legge volto alla completa attuazione di una eventuale proposta.

Virtuale sembra anche la conoscenza che gli italiani hanno dell’attuale sistema elettorale e di quello che, probabilmente, sarà il nuovo metodo in base al quale verranno eletti i partiti e i candidati al governo. Se la guerra è tra sistema proporzionale e sistema maggioritario, il modello tedesco sembra poter far felici tutti, creando un equilibrato connubio tra le due componenti.

Come si vota in Germania?

Il sistema tedesco non ha nulla di complicato, almeno a grandi linee. Si tratta di un sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 5%, ciò significa che se un partito non prende almeno il 5% dei voti non può ambire alla rappresentanza in parlamento. Inoltre, la distribuzione dei voti rispecchia le scelte degli elettori, quindi, la stessa percentuale di voti ottenuti dagli avente diritto al voto sarà rispecchiata in parlamento. Dalla proporzionalità si passa al sistema maggioritario, come? semplice, i candidati si affrontato in maniera diretta nei collegi e vince chi prende anche solo un voto in più rispetto all’avversario politico.

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In Germania, inoltre, ogni cittadino dispone di due voti. Con il primo (erststimme) sceglie un singolo candidato all’interno del proprio collegio, in un sistema maggioritario: chi prende un voto in più degli altri viene eletto. Con il secondo voto (zweitstimme) l’elettore sceglie una lista o un partito. Questo ultimo voto stabilisce la percentuale dei seggi che ogni singola rappresentanza di partito avrà diritto in parlamento.

Purtroppo, il secondo punto, a meno di cambiare la costituzione italiana, questo metodo è inapplicabile poiché presupporrebbe un numero variante dei membri in parlamento. La Germania ha adottato il federalismo e non un bicameralismo perfetto come abbiamo in Italia.

Come si voterà in Italia?

Ovviamente, se si scegliesse di adottare una legge elettorale “alla tedesca”, non potrà essere applicata in maniera originale in tutte le sue forme. Dovrà, pertanto, essere adattata alla nostra particolare situazione e alle esigenze della classe politica attuale. Infatti molte sono le richieste e le opzioni che tutti i maggiori partiti cercano di apportare e far promulgare.

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Il Movimento 5 Stelle, direttamente per voce del suo rappresentante Beppe Grillo fa sapere su internet: “Per avere un sistema pienamente tedesco, occorre assegnare a ogni partito sopra lo sbarramento il numero di seggi esattamente corrispondenti alla percentuale di voti ricevuti. Ciò significa che laddove dovesse capitare che il numero di seggi vinti da un partito nei collegi uninominali eccedesse il numero dei seggi ottenuti nel riparto proporzionale, quest’ultimo deve prevalere, al fine di garantire la piena proporzionalità del sistema come accade in Germania”.

Possibilità e rischi

Molti in questi giorni si stanno esprimendo in merito a questa possibile nuova legge elettorale. Su tutti Roberto D’Alimonte, politologo italiano esperto di sistemi elettorali, dalle colonne dell’ Huffington Post ci rende partecipe della sua visione d’insieme: “il tedesco non è la panacea dei nostri problemi di governabilità post-referendum costituzionale a condizione che resti un tedesco vero e non un tedesco in salsa italiana” ad esempio con l’escamotage delle vittorie nei collegi. Questo perché “senza la soglia al 5% il tedesco in salsa italiana sarebbe il trionfo della rappresentatività e il funerale della governabilità”. 

Copyright foto di copertina:  Sven Hoppe/picture-alliance/dpa/AP Images

 

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