SPORT SOCIETY – GLI EROI CHE HANNO SEGNATO UN’ERA

I nuovi eroi di oggi, senza andare a cercarli nella letteratura, nel cinema o nei fumetti, sono senza dubbio gli sportivi. Uomini e donne che, attraverso le loro imprese atletiche, uniscono un’intera nazione e mandano in estasi le folle.

Vere e proprie icone pop, gli eroi dello sport entrano nella vita quotidiana della gente, nutrono l’immaginario collettivo e vivono nel mito. Occorre però che ci sia un pubblico adorante e qualcuno che ne canti nel tempo le gesta. È quanto ci raccontano le mille imprese memorabili dello sport di oggi e di ieri. Storie di successi e di fallimenti, di grandi fatiche, di cadute, di riscatti, di primati e di passioni, in cui risuonano i nomi di Owens e Bikila, Coppi e Pantani, Senna e Nuvolari, Muhammad Ali, e di tanti altri ancora.

Questi sportivi, alla stregua dei circoli intellettuali, hanno cambiato il modo di pensare di un’intera società. Hanno creato nuove correnti di pensiero, hanno fatto si che gli uomini si spingessero oltre i propri limiti fisici ambendo alla perfezione morale e formale.

Ma quali sono i membri di questa Sport Society che nel corso del Novecento hanno cambiato i registri interpretativi della società?

Sicuramente, primo tra tutti è Muhammad Ali. Nato Cassius Clay, Ali è stato il più grande pugile della storia dello sport. Ma non fu solo questo. Negli anni è divenuto vero e proprio simbolo di riscatto ed è entrato nell’immaginario collettivo come icona pop, ispirazione di tanti film e anche di un fumetto (Superman Vs Muhammad Ali della DC Comics). Le sue danze sul ring le ricorderemo finché il mondo avrà memoria e la eco della sua forza di volontà ispirerà ancora molte generazioni future.

Bisogna, quindi, distinguere tra il campione e l’eroe. Entrambi si caratterizzano per l’assoluta eccellenza delle loro prestazioni che suscitano ammirazione, ma questo non basta per fare di un campione un eroe. Oltre alle numerose promesse mancate, anche grandi protagonisti dello sport – come Indurain nel ciclismo o Phelps nel nuoto – pur accumulando vittorie e medaglie si sono fermati prima della soglia che si apre sullo spazio dell’eroismo sportivo. A differenza dei campioni, gli eroi sportivi assumono una rilevanza che esula dall’originario ambito di appartenenza, entrano nella memoria collettiva, ispirano ideali, rispecchiano valori e attese, costituiscono riferimenti culturali.

Se pensiamo alla nostra Italia degli anni ’50, distrutta dalla guerra e dalla povertà, quali sono gli eroi sportivi che ci vengono in mente? Sono Gino Bartali e Fausto Coppi ad incarnare nuovamente lo sport della fatica come metafora della ricostruzione dopo le tragedie del conflitto mondiale. La rivalità che si instaura tra i due ne accresce la popolarità e definisce i meccanismi di identificazione degli italiani in personaggi dalle caratteristiche opposte, tanto tecnicamente e caratterialmente quanto, almeno nella rappresentazione popolare alimentata dai mezzi di comunicazione, ideologicamente (il “pio” Bartali e il laico e “razionalista” Coppi).

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Le olimpiadi, poi, sono il palcoscenico di imprese che danno vita a nuovi eroi. A Roma nel 1960 Livio Berruti è un ragazzo “normale” che nulla ha dell’eroe, ma si trova vincere in una contingenza particolare (l’Italia del miracolo economico) che consente la trasfigurazione mitica; Abebe Bikila, primo africano a vincere un oro olimpico, diventa simbolo del «riscatto da condizioni di povertà e di emarginazione» di un continente «più di ogni altro brutalmente saccheggiato» dal colonialismo. Nel 1968 a Città del Messico, in un contesto infiammato dai movimenti di contestazione, sul podio dei 200 metri Tommie Smith e John Carlos levano il braccio col pugno guantato del Black Power, un gesto che denuncia le intollerabili condizioni in cui vivono gli afroamericani.

Per ultima, ma non ultima, non rimane che citare la nostra italiana Bebe Vio, che dalle scorse paraolimpiadi è diventata il simbolo della forza di una generazione che vuole ricostruirsi. Bebe è una donna straordinaria, una sportiva che non conosce limiti, con un grande cuore pronto a fare di tutto per regalare pace e armonia. Lei è la nuova eroina italiana dello sport. Lei ha traslitterato il significato di campionessa entrando di diritto nelle stelle più luminose della società.

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