YOUTUBE E FACEBOOK: RIVOLUZIONE IN ARRIVO NEL MERCATO?

Internet è un mondo davvero strano. La rete infatti finisce per ospitare incredibili colossi in grado di monopolizzare determinati contenuti sul web. Eppure, gli imperi nascono e, soprattutto, crollano ogni giorno. Chi avrebbe mai pensato alla morte di MySpace? O all’abbandono di Windows Live Messenger, noto come MSN, nota chat di messaggistica in voga fino a neanche dieci anni fa?

Le rivoluzioni nel web non sono di certo all’ordine del giorno, ma la giusta formula è in grado di trasformare dei piccoli progetti in straordinari successi. Facebook, Whatsapp, Instagram, YouTube: veri e propri monopoli dei contenuti, spesso in lotta, ma anche in alleanza tra di loro. Basti pensare alle numerose acquisizioni degli ultimi anni, con spesso a capo la sopracitata Facebook, ma anche il gigante Google.

In un mondo così fluido, in costante movimento, l’abilità non è nel raggiungere la vetta, ma nella capacità, a tratti visionaria, di riuscire a mantenerla. Maggio, per molti, ha rappresentato un forte passo verso la fine di uno di questi colossi: Youtube. Cosa è successo esattamente?

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YouTube ha modificato in maniera decisamente drastica i requisiti per la monetizzazione dei video. Un cambiamento che ha gettato una forte ombra su molti canali decisamente seguiti, minando la possibilità da parte di diversi youtuber di guadagnare dalle proprie produzioni. Le nuove policy, infatti, prevedono la mancata remunerazione per i video che contengono un linguaggio volgare, contenuti violenti e tutta una serie di limitazioni che hanno ridotto di molto le varie argomentazioni affrontabili dai videomaker, oltre che la loro libertà di espressione.

Un problema che in realtà nasce da lontano, ossia dalle numerose aziende che sfruttano YouTube per pubblicizzarsi, pagando la società di Google, stanche di vedere i propri prodotti accostati a contenuti non adatti a tutto il pubblico. Un cane che si morde la coda dunque, poiché le nuove direttive hanno provocato non solo molte proteste da parte degli utenti e dei proprietari di canali, ma anche un vero e proprio allontanamento di massa, che vede questi ultimi alla ricerca di “nuovi lidi”.

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Una possibilità già paventata da diverso tempo: colpevole, questa volta, è Facebook che grazie ai propri algoritmi consente maggiore visibilità ai video direttamente caricati sulla propria piattaforma, dando minore visibilità ai video presenti su youtube e successivamente condivisi su Facebook. Nei fatti già diversi gruppi di videomaker hanno già preso questa decisione (ci vengono in mente gli Actual e Casa Surace), prediligendo il celebre social network. Di fronte ai cambiamenti nelle policy di YouTube altri hanno seguito l’esempio, con una migrazione che non potrà che aumentare nei prossimi mesi.

Dal canto suo, notiamo in Facebook un progressivo aumentare le potenzialità di tutto ciò che riguarda i video, donando sempre più funzionalità non solo ai videomaker, ma anche e soprattutto all’utenza, con una maggiore facilità di ricerca e molto, molto altro.

Che sia arrivato il declino per YouTube? O Google saprà portarlo di nuovo sulla cresta dell’onda? Non ci resta che osservare, ricordando che la rete non fa sconti a nessuno.

Copyright immagine di copertina: https://www.telemaco.it/blog/meglio-pubblicare-video-su-facebook-o-su-youtube

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