Il Boccon Di-Vino

BUCATINI ALL’AMATRICIANA VS RISO ALLA CANTONESE: CIBI E TRADIZIONI DELLA CUCINA D’OCCIDENTE E D’ORIENTE

“Maccarone, m’hai provocato e io te distruggo! Maccarone io me te magno!” recitava Alberto Sordi nel film “Un americano a Roma”; una battuta capace di fulminare anche Woody Allen!

Vi siete mai chiesti quali siano le origini della pasta? Ed è proprio vero che si tratta di un prodotto tutto italiano?

Probabilmente vi stupirebbe scoprire che la genesi della pasta, quella buonissima miscela di acqua e farina che ogni giorno, condita in tutte le salse, regna sovrana sulle nostre tavole, è ancora oggi piuttosto controversa.

Ci sono studiosi archeologi che riconducono le sue origini agli etruschi, per la presenza in alcune pitture murali etrusche di attrezzi verosimilmente utili a realizzare pasta fresca a forma di lasagna. Altri ancora addirittura ricondurrebbero l’origine e l’invenzione culinaria alla Cina e, secondo questi studiosi, Marco Polo avrebbe importato in Italia questo buonissimo alimento proprio al ritorno in patria nel 1295; questa tesi, però, non è molto accreditata perché, in realtà, risulta documentato che in quell’anno in Italia la tradizione della pasta, sebbene non così diffusa come oggi, era comunque già nota.

Ma l’ipotesi più acclamata e coerente con le tracce documentali di cui si ha conoscenza è quella per cui la pasta nascerebbe in Medio Oriente per essere da li’ esportata in Italia – in particolare in Sicilia e poi diffusa nel resto del nostro continente – in conseguenza dell’invasione araba; più specificamente la pasta secca sarebbe oggetto di richiamo in diversi testi musulmani del X secolo, mentre l’usanza di preparare pasta fresca sarebbe da ricondurre ai greci, che alla stessa davano il nome di laganon (di qui il piatto tradizionale dell’Italia meridionale chiamato “Lagn e cicr”)

lagane e ceci.jpg

Sta di fatto che, anche se le sue origini non sono proprio tutte italiane, l’Italia, sin da quando ha scoperto questo prezioso alimento, ne ha fatto un elemento di base della cucina tipica continentale, trovando così la pasta larghissima diffusione nel Bel Paese, che ne è diventato il maggiore produttore al mondo nel corso del tempo. 

Si pensi che Gragnano nel ‘500 era già considerata la patria della pasta di grano duro e vantava una produzione assolutamente degna di nota.

Ciò che si deve all’Italia è sicuramente l’introduzione, in epoca medievale, di un nuovo tipo di cottura della pasta, prima di allora non utilizzato altrove, ossia quello della bollitura, un sistema utilizzato anticamente solo per pappe e polente di cereali di vario tipo.

Nel corso dei secoli la pasta ha avuto una sempre maggiore diffusione nella nostra penisola, fino a diventare non solo l’alimento principale della nostra cucina e della tanto salutare dieta mediterranea, ma anche e soprattutto un elemento di aggregazione e convivialità, simbolo dello stare in buona compagnia, nonché parte integrante della vita e della cultura di ogni buon italiano.

Chi di noi non si è lanciato nell’eroica impresa di preparare uno spaghettino aglio, olio e peperoncino per sé e per la propria combriccola di amici dopo una serata di bagordi e festeggiamenti o al rientro da una notte in discoteca?!

aglio e olio

Ma perché la pasta è un alimento così diffuso ed apprezzato? Di certo ha dalla sua parte il fatto che si tratti di un alimento completo, che costituisce la base della piramide alimentare. 

Con il suo alto contenuto di carboidrati complessi, una buona dose di fibre e proteine, ma soprattutto pochi grassi, pochi zuccheri e zero colesterolo,  la pasta conferisce una buona dose di energia, tale da consentire al consumatore di affrontare bene e con grinta tutta la giornata.

E poi c’è da dire che si può condire e insaporire in mille modi, può fare da piatto unico se condita con i legumi ed in ogni caso riesce a soddisfare davvero ogni palato, rispettando il folclore e le tradizioni dei diversi luoghi in cui essa viene preparata.

Certo è che ogni Regione d’Italia ha il suo modo di preparare e condire la pasta e sbandiera la sua ricetta tipica regionale, ma è anche vero che vi sono alcuni piatti che, a prescindere dalla loro località di provenienza, sono simbolo in assoluto della buona tavola italiana.

Uno per tutti?! Bè, senza dubbio i Bucatini all’Amatriciana, piatto di punta della cucina laziale, simbolo della città di Amatrice dalla quale il piatto prende il nome, ma al contempo anche un grande classico della cucina italiana in generale.

Come ogni piatto regionale, anche i bucatini all’amatriciana non fanno eccezione nell’essere al centro di dispute e dibattiti tra cuochi e chef di ogni livello. 

La ricetta richiede i bucatini o gli spaghetti? E il condimento vuole pancetta o guanciale? Alla base del soffritto ci sta meglio l’aglio o la cipolla?

Sono molti gli interrogativi che ci si pone quando si deve cucinare un piatto così succulento, per poterlo preparare al meglio e per poter rimanere fedeli il più possibile alla originaria ricetta rietina, della quale si sa per certo che, almeno ai suoi primordi, era il piatto prediletto dei pastori della zona, che portavano nelle loro bisacce strutto, guanciale e pecorino per condire la pasta; l’amatriciana all’epoca prendeva il nome di gricia (o griscia) ed era una pietanza sostanziosa al punto giusto, tanto da permettere ai pastori di affrontare la faticosa giornata al pascolo.

Preparato inizialmente senza pomodoro, questo piatto divenne rosso quando nel ‘700 venne importata la salsa di pomodoro dall’America…e fu così che la gricia divenne amatriciana.

E’ evidente che una ricetta tanto antica abbia subito nel corso del tempo modifiche e trasformazioni, ma cercheremo di proporvi di seguito una versione quanto più possibile vicina al concetto originale e originario di bucatini all’amatriciana.

Siete pronti?!Avete sgomberatola mente  dai pensieri e indossato il vostro grembiule da cucina? Bene, procediamo!


Per una buona pasta all’amatriciana occorrono i seguenti ingredienti:

500 g di pelati

200 g di guanciale

360 g di bucatini

100 g di pecorino romano

sale e pepe q.b.

Fate rosolare il guanciale tagliato a striscioline nella padella senza condimenti. In un’altra pentola fate bollire l’acqua senza sale, tuffateci gli spaghetti e fate cuocere sino a metà del tempo stabilito sulla confezione. Nel frattempo frullate i pelati, aggiungeteli al guanciale dorato, salate e fate cuocere. Scolate gli spaghetti, uniteli al sugo e rimescolate. Continuate la cottura della pasta aggiungendo l’acqua bollente sino a che non sarà al dente. Fuori dal fuoco spolverate con abbondante pecorino, pepe e servite fumante.

Ebbene, scambiereste mai questo piatto così godereccio con una porzione di riso alla cantonese?

Quando pensiamo al riso non possiamo non pensare automaticamente anche all’Oriente e alla Cina, e viceversa. Il pensiero che ci porta ad immaginare o a considerare che il consumatore tipo di riso abbia gli occhi a mandorla non è affatto uno stereotipo, e quand’anche lo fosse, non si può dire che sia uno stereotipo errato!

Il legame tra il mondo orientale e la cultura asiatica e questo preziosissimo cereale dalle molteplici proprietà benefiche affonda le sue radici in un’epoca lontana ben diecimila anni fa, quando per la prima volta i popoli dell’Asia orientale tentarono di addomesticare il cereale appartenente alla famiglia delle graminacee.

Le proprietà del riso sono svariate, ha una altissima digeribilità, non contiene glutine, è ricco in potassio e povero in sodio sicchè è particolarmente indicato per le diete di coloro che soffrono di ipertensione, regola l’intestino, ripristina la flora intestinaele, è adatto ai celiaci ed è anche buono!

Certo, i fans della pasta probabilmente fanno fatica a pensare che questo cereale, comunque esso sia condito, possa essere sostitutivo delle penne al pomodoro, dei fusilli al pesto o delle farfalle al salmone, ma sta di fatto che anche il riso si presta alle più diverse combinazioni di sapori e gusti ed ai più particolari modi di essere condito, anche in considerazione della notevole varietà delle tipologie di riso esistenti.

In Oriente ed in Cina c’è una cultura del riso particolarmente diffusa e consolidata; si può dire che il riso stia alla Cina come la pasta sta all’Italia.

Vi proponiamo, quindi, una ricetta tipicamente cinese, un vero classico, che ha alla base questo gustosissimo cereale; vi sorprenderà sapere che il riso riesce a rimanere gustoso e di grande appetibilità anche se condito in maniera semplice.

Avete mai assaggiato il Riso alla Cantonese? Bene, se lo avete già assaggiato avete adesso lo spunto per prepararvelo in casa; e se non ne conoscete il sapore, MetisMagazine vi dà una buona scusa per provare!

riso-alla-cantonese.jpg

Qui di seguito gli ingredienti che vi occorrono per preparare il vostro Riso alla Cantonese:

300 gr di riso basmati

150 gr di prosciutto cotto a dadini

200 gr di piselli

2 uova

sale q.b.

olio di semi di sesamo q.b.

Sciacquate il riso sotto l’acqua corrente più volte fino a che l’acqua sarà trasparente. Mettete il riso in una casseruola con l’acqua che dovrà essere una volta e mezzo il peso del riso. Quando avrà raggiunto il bollore cuocete per circa 10 minuti. Scolate, e mettete il riso a raffreddare. Sbattete le uova in una terrina. Fate scaldare 2 cucchiai di olio di semi in una wok, aggiungete l’uovo e fatelo strapazzare in padella. Aggiungete quindi il prosciutto cotto tagliato a dadini ed i piselli già sbollentati e fateli rosolare per un paio di minuti, poi sollevate dalla wok e mettete da parte. Mettete ora 2 cucchiai di olio di sesamo nel wok e quando sarà caldo aggiungete il riso. Fate sfrigolare un minuto circa e salate.
Unite il condimento di piselli, uovo e prosciutto e saltate per circa 30 secondi. Ed ecco il vostro riso alla cantonese come al ristorante cinese!

Bene, adesso avete i vostri termini di paragone, la pasta da un lato, il riso dall’altro lato. 

Torno alla domanda che vi ho posto qualche riga più su…scambiereste mai un piatto di bucatini all’amatriciana con una porzione di riso alla cantonese?

Io personalmente proprio no!

 

Copyright foto: http://blog.pianetadonna.it/italianwords/maccarone-m-hai-provocato-un-americano-a-roma/

Copyright foto: http://www.reportageonline.it/lagane-e-ceco-ricetta-storia-e-leggenda-di-un-antichissimo-piatto-calabrese/

Copyright foto: http://mondodelpeperoncino.it/spaghetti-aglio-olio-e-peperoncino/

Copyright foto: http://ilovefoods.it/2016/05/romana-si-romana-no-la-vera-storia-dellamatriciana-della-carbonara/

Copyright foto: http://www.sapereesapori.com/recipe/riso-alla-cantonese-quello-del-ristorante-cinese/

 

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