VERTICE DI TALLINN – L’EUROPA È DAVVERO UNITA?

“Nella gioia e nel dolore, finché morte non vi separi”. Così recita la formula cristiana che unisce due persone in matrimonio, e così dovrebbe recitare la formula che unisce un gruppo di nazioni per formare un’unione, quella europea in questo caso.

Fondata su principi di mutua alleanza, l’Unione Europea dovrebbe essere una delle comunità politiche e geografiche più all’avanguardia. Ma è davvero così? In questi giorni sta avendo luogo un vertice molto importante, quello di Tallinn, che vede impegnate le nazioni europee sulla questione migranti, che tanto attanaglia soprattutto l’Italia.

Tante sono state le conquiste ma altrettante le porte chiuse in faccia al governo italiano. All’ Italia sono state riconosciute, dai partner europei e dal presidente Claude Junker, più fondi per istallare un centro di coordinamento marittimo in Libia e il monitoraggio più assiduo delle ONG che si occupano dei soccorsi in mare. Il governo italiano ha, inoltre, chiesto e ottenuto un maggior coordinamento delle forze in campo che si occupano dei controlli per il rilascio dei visti nei paesi che si impegnano a contrastare l’immigrazione clandestina. Ciò per assicurare un giusto ricollocamento nei vai Paesi UE diversi dall’Italia per i richiedenti asilo.

L’Italia, però, e nella fattispecie Minniti, non si rassegna sulla questione “porti”. Il nostro ministro degli interni dichiara che bisognerà discutere con fermezza sulla revisione dell’operazione Triton durante una riunione con Frontex la settimana prossima. Il commissario europeo alla Migrazione, Dimitris Avramopoulos, ha per primo bocciato l’ipotesi di rivedere gli accordi di Triton. Come si legge dalle dichiarazioni di Avramopoulos sulla questione se cambiare o meno gli accordi di Triton la risposta è chiara e coincisa: “No. Il mandato della missione è ben definito. Si tratta di migliorare l’attuazione di quanto già concordato. Fanno già un lavoro molto buono“. È stata, quindi, bocciata nella sede di Tallinn la proposta Italiana di ricevere aiuto per il monitoraggio dei porti dell’Unione Europea, sembra così che la nostra nazione sia lasciata in balia degli eventi. Ma ciò potrà subire un’inversione di rotta durante la riunione Frontex che avrà luogo l’ undici Luglio.

Altro oggetto all’ordine del vertice di Tallinn è stata la questione delle ONG che regolano i soccorsi in mare delle navi piene di migranti. L’Italia ha proposto alcuni importanti paletti per queste navi. Nella fattispecie il divieto di accesso alle acque territoriali libiche; divieto di spegnere i trasponder e il divieto di segnalazione notturna con luci e razzi; divieto di trasbordare i naufraghi sul altri natanti; l’obbligo di fornire l’elenco con i nomi dell’equipaggio e, infine, l’ obbligo di rendere i noti i finanziamenti delle rispettive organizzazioni.

 

 

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