ORGE,BACCANALI E VINO NEL MITO E NELL’ARTE

Se beviamo con temperanza e in piccoli sorsi il vino stilla nei nostri polmoni
come la più dolce rugiada del mattino

Socrate (470 a.C./469 a.C. – 399 a.C.)

Come molti altri prima di me, nacqui da una delle tante storie extraconiugali del padre degli Dei. Mia madre era Semele, figlia di Cadmo e Armonia e mio padre Zeus era il signore dell’Olimpo. Un po’ perché era usanza del tempo, un po’ per sfuggire all’ira di Era, moglie di Zeus, fui cresciuto su un’isoletta dalle ninfe. Un bel giorno, mentre ero a spasso tra i boschi notai una strana pianta da cui pendevano grappoli. Ebbi subito un’intuizione e di lì a poco, spremendo e bevendo, diedi vita ad una delle bevande più note della storia: il vino.

Il vizio, l’irrazionalità e la follia sono le mie più grandi qualità.

Chi sono io? Mi hanno chiamato con molti nomi, Megapenteo, Eleutero, Phale, Sannio o Toro, Capra e moltissimi altri ancora ma sono conosciuto dal mondo come Bacco o Dioniso.

Sono il Dio del vino, delle feste e della verità. Una stragrande varietà di culti a me sono stati dedicati e tra questi sarebbe impossibile non citare i baccanali, oggi ancora in auge.

Fulcro del mio culto è stata da sempre l’orgia, pratica risalente  alla Magna Grecia e fortemente radicata nei territori campani e lucani.

La possessione rituale è come un’ invasamento della mente, una follia che agita i corpi e spinge un furore incontrollato. È per questo che sono il Dio della follia.

baccanali

Con il sorgere e il tramontare delle lune infiniti sono stati i rituali nel mio nome organizzate dalle Menadi (o Baccanti) mie fedelissime seguaci.

Su di me sono state create stupefacenti  opere tra cui Le Baccanti, la grandiosa opera tragica di Euripide, o opere d’arte di grandi nomi come Caravaggio e Michelangelo.

Eccomi immortalato nella celebre scultura di quest’ultimo.

S094_Bacco_Michelangelo_Bargello_Firenze

Questa scultura marmorea di Michelangelo Buonarroti risale al 1496 e oggi è conservata nel Museo nazionale del Bargello a Firenze.

Venne commissionata dal cardinale Raffaele Riario durante il primo soggiorno romano dell’artista. Il cardinale era stato precedentemente vittima di una truffa, poiché gli venne venduta un’opera di Michelangelo ( all’insaputa di quest’ultimo), il Cupido dormiente, spacciata come antichissima opera rinvenuta da uno scavo archeologico. Il cardinale, però, rimase colpito dall’abilità di Michelangelo che all’epoca aveva poco più di 22 anni e gli commissionò questa meraviglia di marmo a me dedicata

La scultura mostra la mia ebbrezza mentre instabile reggo con la mano destra una coppa di vino e con la sinistra mi appoggio al mio satiro.

Sul capo porto una ghirlanda di pampini (foglie di vite) e di grappoli d’uva.

Sempre con la mano sinistra reggo una pelle di tigre, animale a me caro,  che indica la liberazione dell’anima dalla umana condizione terrena.

Oh tu, invisibile spirito del vino,
se proprio non hai alcun nome con cui ti si possa chiamare,
lascia pur che ti si chiami col nome del demonio!

William Shakespeare (1564 – 1623)

 

 

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