EUROPEI E MONDIALI: COSA CI RISERVA IL FUTURO DEL CALCIO?

Ogni quattro anni il mondo del calcio viene scosso dall’ormai storico torneo, volto a portare sul tetto di questo amatissimo sport la nazionale con la forza, il coraggio, e anche la fortuna, di prevalere sulle altre. Per noi europei, in particolare, l’attesa è smorzata dalla presenza del nostro torneo continentale, che si svolge esattamente a metà di due edizioni della Coppa del Mondo. Cosa ci aspetta nelle prossime edizioni?

Il 2018 segna il ritorno dei Mondiali di calcio in Europa, assenti fin dal 2006, nell’ormai famosa cornice tedesca, che ha incoronato i nostri Azzurri campioni. Parliamo dell’edizione che si svolgerà in Russia, in deciso cambiamento rispetto a Sudafrica e Brasile, con un clima che ha provocato diverse difficoltà ai giocatori abituati ad altre latitudini. Nonostante ciò, la coppa è rimasta saldamente nelle mani degli europei fin dal 2006, con il trittico Italia-Spagna-Germania, e con l’ultima vittoria extraeuropea che risale al Brasile nel 2002, nel mondiale asiatico di Corea del Sud e Giappone.

La Russia può dunque essere un deciso punto a favore per i giocatori del nostro continente, con un clima decisamente più casalingo. La struttura del torneo invece rimarrà la stessa, con 32 squadre partecipanti, così come avverrà anche nel 2022, prima dell’arrivo, nel 2026, della formula a 48 squadre.

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A proposito di 2022, la Coppa del Mondo tornerà in Asia: avremo infatti un mondiale in Qatar, con lo spostamento del torneo nei mesi di novembre e dicembre. Un evento a dir poco insolito, ma che non accade per la prima volta: nella storia del torneo siamo alla settima volta, anche se non capitava davvero da moltissime edizioni. Siamo dunque di fronte a dei tornei che saranno a dir poco interessanti, conducendoci al già citato 2026, con un numero di squadre da rendere la competizione succulenta per ogni appassionato di calcio.

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Mentre la FIFA prepara tutto ciò, la UEFA non sta di certo a guardare. L’edizione degli Europei di calcio del 2020 sarà infatti itinerante, per celebrare i sessant’anni della competizione. Non ci sarà un Paese ospitante, o una coppia di paesi, come da tradizione, ma ben 13 città europee faranno da cornice per la competizione, che abbraccerà dunque gran parte del continente. Il torneo sarà una vera e propria avventura, in grado di coinvolgere più tifosi possibile, non relegando i match in un singolo Paese ospitante. Una scelta a dir poco azzardata, ma che potrà rivelare la sua efficacia, proponendosi come un nuovo modo di organizzare questi eventi che riescono a coinvolgere anche chi di solito non tifa, unendo sotto la propria bandiera persone diverse, di mondi diversi.

Cos’altro dire, se non augurandovi di rivederci in Russia il prossimo giugno, nostri cari tovarish!

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