IN CINA VENDONO PURE L’ARIA: ECCO L’ESCAMOTAGE PER SOPRAVVIVERE ALLO SMOG

Di uno dei più grandi mali planetari del nostro secolo, lo smog, si iniziò a parlare nel 1905, quando per la prima volta comparse il noto slang inglese con cui oggi si è soliti indicare l’inquinamento atmosferico.

Fu subito dopo la rivoluzione industriale che in città come Londra  si incominciò a fare un largo uso di combustibile che  portò alla formazione delle prime nebbie chimiche.

Non più di un secolo dopo, un po’ a causa dell’aumento di fabbriche su tutto il pianeta e un po’ per l’utilizzo di combustibili altamente nocivi che accompagnano la vita di noi abitanti terrestri, la situazione sembra esserci sfuggita di mano.

Questo genere di inquinamento ha inciso non poco sul clima provocando l’ aumentare dell’effetto serra e alla formazione dei cosiddetti gas serra, come l’anidride carbonica e l’anidride solforosa.

Pur essendo un problema ormai planetario, essendo tutti responsabili di ciò, c’è un posto  in particolare che ha gravato sull’inquinamento atmosferico: la Cina.

Sarebbero centinaia le fabbriche e i cantieri della terra del Sol Levante che avrebbero violato le misure stabilite dal governo cinese per arginare l’inquinamento dell’aria.

Dall’inizio del 2017 è stata proclamata l’allerta di livello “rosso” per l’inquinamento dell’aria in 24 città della zona nord della Cina, il massimo grado di allarme che prevede la chiusura di scuole, uffici, fabbriche e cantieri.

Un grave rischio  per 460 milioni di persone che respirano polveri sottili decine di volte sopra la media stabilita.  Sono circa un milione i morti che ogni anno vengono registrati in Cina a causa dello smog. Indossare le mascherine per la gente del posto è diventata un’abitudine, così come indossare un qualsiasi capo di abbigliamento.

Noi europei siamo ormai abituati ad indicare il popolo del Sol Levante come un popolo produttivo ed estremamente pratico. Infatti, per far fronte a questa seria problematica dell’aria, un gruppo di abitanti di un villaggio nella prefettura cinese di Qingyuan, nel nord del Guangdong, ha escogitato qualcosa di davvero originale.

Sono state allestite delle bancarelle con sacchetti di aria fresca in vendita sia per i passanti del luogo, sia per i visitatori.

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Che siano i venditori più abili del globo non se ne avevano dubbi ma nessuno avrebbe immaginato che avessero incominciato a vendere persino l’aria. Un’idea originale e quanto meno preziosa per venire incontro a tutti coloro che fuggono dalla città martoriati dallo smog.

Sembrerebbe che i venditori di ”aria fresca” residenti della contea autonoma di Lianshan Zhuang e Yao abbiano deciso di capitalizzare l’aria delle montagne circostanziali a prezzi che variano dai 10 Yuan fino a salire a 30 Yuan per un sacchetto più grande.

No, fare fortuna vendendo aria non è più solo una crudele e pungente ironia. Che sia, piuttosto, l’inizio di un business redditizio?

 

@copyright foto:

http://shanghaiist.com/2016/03/20/guangdong_villagers_sell_bags_of_fresh_air.php

 

 

 

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