L’ITALIA TREMA ANCORA: IL TERREMOTO DI ISCHIA.

Il primo sisma importante che Ischia ricordi è quello del 1883. L’epicentro fu a Casamicciola e colpì anche i comuni limitrofi. Danni importanti. Case distrutte, un’isola in panne. Benedetto Croce in quell’occasione perse tra le macerie la sua famiglia.


Dopo 134 anni la storia si ripete. La scossa, di magnitudo 4.0, del 21 Agosto 2017, ha tirato giù diverse case, rendendone inagibili molte altre, e mietuto diverse vittime. I testimoni raccontano di aver sentito un forte boato e da lì il panico. Circa undicimila, tra turisti e residenti, si sono affrettati a lasciare l’isola in piena notte, pagando il prezzo pieno del biglietto del primo traghetto utile diretto a Pozzuoli.

Altri sfollati sono stati sistemati in alberghi vicini e sicuri. Le squadre di soccorso della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco sono state tempestive.

Molte strutture ricettive sono state costrette a chiudere i battenti ed a terminare la stagione estiva in anticipo, per verificare l’entità dei danni e garantire l’incolumità ai propri clienti: ospiti che dormivano a bordo piscina su lettini prendisole e a cui sono state offerte bevande e tisane per riscaldarsi, date le temperature in calo, tipiche delle notti di fine Agosto. Da ciò che si è appreso finora, pare che il terremoto sia di origine tettonica e non vulcanica e che la profondità sia stata piuttosto superficiale, ragion per cui molti edifici si sarebbero sgretolati. L’abusivismo, in molti sostengono abbia contribuito alla distruzione di molti di essi: materiali scadenti utilizzati in fase di costruzione o anche stabili eretti su terreni non idonei e non rispettando norme antisismiche vigenti. La verità è che i rari sismi che avvengono sotto i vulcani, come quello di Ischia, sono più difficili da capire rispetto ai terremoto tettonici, che sono decisamente più numerosi e molto più noti. “Un fattore comune a tutti è di essere molto più superficiali, al punto da superare molto difficilmente la profondità di cinque chilometri”, ha detto all’Ansa il sismologo Gianluca Valensise, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanolgia (Ingv). «Questo – ha proseguito – accade perché al di sotto di cinque chilometri la crosta diventa troppo calda per generare una rottura». Il fatto che i terremoti che avvengono sotto i vulcani siano superficiali spiega anche perché si sentano in maniera più decisa. Spesso, non è facile studiare questi fenomeni vulcanici, anche perché le stazioni di rilevamento possono essere lontane e di conseguenza questo richiede un’analisi più particolareggiata rispetto al caso dei terremoti tettonici. Effettivamente, i primi dati dell’Ingv non sono stati precisissimi: la prima rilevazione assegnava alla scossa una magnitudo 3.6, successivamente aggiustata su 4.0, ora forse arrivata addirittura a 4.3. E su questi dati traballanti si è scatenata la bufera. La gente vuole notizie certe! La direttrice dell’Osservatorio Vesuviano sostiene che le successive rielaborazioni sono state necessarie in seguito ad un mancato funzionamento, per qualche secondo, delle strumentazioni tecniche, andate in tilt a causa del blackout scatenato dal sisma; ha poi aggiunto che in un sito geologico così complesso e diversificato come Ischia è naturale rivedere i dati, che in un primo momento sono calcolati con un algoritmo automatico, che viene poi rivisitato e corretto quando intervengono nello specifico tecnici ed esperti. Le polemiche in merito non sono state poche: come può una stazione di rilevamento andare in tilt e non possedere un gruppo di continuità elettrica? Da chi è garantita la nostra sicurezza? Cosa si nasconde dietro queste anomalie dei dati diffusi? Ad oggi, restano da chiarire ancora molte dinamiche. La Procura di Napoli, inoltre, ha aperto un’inchiesta sul terremoto che ha colpito l’isola la sera del 21 agosto. Il fascicolo d’indagine è attualmente a carico di ignoti con le ipotesi di omicidio plurimo colposo – in relazione alla morte delle due donne – e di crollo colposo. Sigilli sono stati apposti alla palazzina crollata in località Maio, dalla quale sono stati estratti vivi i tre bambini. I Carabinieri, accompagnati dai pompieri e su richiesta della procura di Napoli, hanno sequestrato numerosi documenti presso l’ufficio tecnico del Comune di Casamicciola e concentrato la loro attenzione su quelli relativi alle strutture sbriciolatesi.

Davanti a questi eventi sembra che la nostra Italia sia sempre più impreparata e abbia delle criticità soprattutto riguardo all’inadeguatezza delle infrastrutture, anche quando si tratta di sismi di entità relativamente modeste. A disastro avvenuto la macchina di solidarietà è encomiabile ed esemplare: dimostra che siamo bravissimi a prestare aiuto ma incapaci di fare prevenzione, l’unica arma a nostra disposizione per contrastare il linguaggio incerto di questi catastrofici eventi naturali. Rispettare misure comuni, tutelare il paesaggio e l’ambiente, abolire la corruzione e prestare maggiore attenzione al rispetto delle norme antisismiche vigenti sono dei piccoli passi per evitare danni simili ed ingenti nel futuro. La Natura mal sopporta gli affronti e, periodicamente e inaspettatamente, ricorda all’uomo la sua piccolezza, invitandolo a non essere avido, ed a contenere la sua azione distruttrice: diamole ascolto.

Info Copyright:

http://www.ansa.it/sito/photogallery/primopiano/2017/08/22/terremoto-a-ischia-morte-due-donne-in-salvo-neonato-due-bimbi-sotto-le-macerie-vive-foto_1b0cb400-c5d3-40ec-a429-ecb8207c52f6.html
http://digilander.libero.it/eramoderna.46/calamita/casamicciola.htm

https://it.dreamstime.com/fotografia-stock-registrazione-dello-strumento-del-sismografo-image29314472

http://m.ilquaderno.it/terremoto-mortaruolo–quot;siamo-tutti-stretti-abbraccio-caloroso-ischia-quot;-122271.html

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