LO STAGNONE: TRA SALE, STORIA E MAGIA.

Nella Sicilia occidentale, nella zona tra Marsala e Trapani, sorge uno dei luoghi più magici d’Italia. Incorniciate da un cielo terso e con in sottofondo il Mar Mediterraneo, le saline sono un posto da visitare almeno una volta nella vita.

A far loro compagnia, posti lì dove il mare incontra la terra, i mulini a vento a sei pale trapezoidali con lo scheletro in legno, che da elementi architettonico-industriali sono diventati una risorsa turistica in grado di attrarre centinaia di visitatori. Al loro fianco, montagnette di sale, bianche e scintillanti, costeggiano l’intera area, per tingersi di colori che sfumano dal giallo al viola, passando per il rosso e il rosa all’imbrunire, e regalando una vista assolutamente mozzafiato. Tutt’intorno, fauna e flora crescono rigogliose e protette: tarabusi, fenicotteri, aironi si destreggiano tra calendule, limonium e gigli di mare.

Le saline che si delineano lungo la Riserva Naturale Isole dello Stagnone, risalgono al tempo dei Fenici, che già all’epoca – resisi conto delle condizioni climatiche e geomorfologiche favorevoli – impiantarono queste vasche atte alla produzione del sale: acque basse e calde e vento costante erano i giusti presupposti per estrarre questo prezioso elemento, indispensabile per la vita dell’uomo, farmaco naturale contro le affezioni tiroidee ed ingrediente fondamentale per la conservazione di alimenti deperibili.

Da allora, la storia economica delle saline ha vissuto degli alti e bassi in seguito ad eventi che hanno colpito quell’area geografica: cambio di dominazioni, guerre ed epidemie hanno attraversato le vie del sale, ma essendo questa zona produttiva e redditizia ha resistito nei secoli, proseguendo fino ai giorni nostri. Il sale continua ad essere estratto, nonostante le procedure siano ormai meccanizzate. La fatica, fortunatamente, è sempre minore ed i mulini caratteristici sono ormai in disuso, tranne uno. Restaurato e funzionante, permette ai più curiosi di godere del fascino dei tempi passati e di ammirare le modalità – vecchia maniera – di macinare il sale. Quest’ultimo, ha plasmato la storia e le vite di questo lembo di Sicilia che rappresenta un ambiente altamente sfruttato e molto produttivo, ma in sinergia col totale rispetto per la natura. Le scacchiere acquee irregolari e variopinte della Laguna dello Stagnone si affacciano su Mozia, ora San Pantaleo, isolotto costruito dai fenici e distrutto poi dai siracusani. La sua riscoperta, risalente al secolo scorso, si deve al nobile inglese Whitaker, uomo di raffinata cultura, che con la famiglia si era stabilito in Sicilia per avviare una prosperosa attività d’esportazione del vino Marsala:compró l’isola avviando degli scavi che ne consentirono successivamente il disseppellimento. Un tempo raggiungibile con un carretto, lo stesso che trasportava l’uva Grillo destinata alla lavorazione, oggi “Mothia” è collegata alla terraferma grazie ad un servizio garantito dai pescatori del luogo. Dopo la visita, diversi localini a bordo salina vi attendono per gustare un buon drink in compagnia di tanta bella gente e di tramonti spettacolari: vi sembrerà di essere in un luogo dove il tempo si è fermato, dove l’orizzonte si confonde con l’infinito, dove i profumi del mare incontrano quelli del Marsala, dove i colori così potenti, vividi e silenziosi cancellano i pensieri. In altre parole, vi faranno ricordare di essere sempre benvenuti al Sud.

Info Copyright:

https://www.ariniepugliese.com/mozia.asp

http://www.salinedellalaguna.it/

http://www.bbtrapanipaola.com/trapani-itinerari/

https://www.researchitaly.it/successi/mozia-un-isola-da-scoprire/

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Isole_dello_Stagnone

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