BARBONI PER SCELTA: LA STORIA DI ALESSANDRO MARCOLIN

Non sempre un “invisibile” è davvero un “invisibile”; non per forza in strada si finisce per disgrazia o per necessità.

C’è anche chi clochard lo è diventato per scelta e del dormire all’addiaccio ha fatto una filosofia di vita.

Vi starete chiedendo se quanto avete letto non sia per caso il frutto di una penna che vaneggia; ebbene no, non è uno scherzo, né un racconto di fantasia. 

È la storia di un brillante broker assicurativo, titolare di tanto di agenzia, dalla promettente carriera nell’impervio mondo della finanza, un professionista con una dichiarazione dei redditi annua da quasi 800 milioni delle vecchie lire, che un bel giorno ha realizzato che la sua vita – invidiabile agli occhi dei più – non aveva alcun senso e che desiderava, piuttosto, qualcosa di diverso: lasciare la sua casa, i suoi guadagni da sogno, i viaggi, le auto, la vita mondana, le comodità a cui era ormai assuefatto e l’ambiziosa carriera in ascesa, per intraprendere una scelta difficile e di certo molto poco canonica; vivere la strada, trovando la sua “non fissa” dimora al binario 7 della stazione di Lambrate.

La sua scelta di vita è nata da una crisi di coscienza, nel 2001, quando era a casa di amici per cena e in televisione trasmisero un servizio sui bambini della Somalia che morivano di stenti. Per Marcolin fu un colpo al cuore; era intollerabile pensare che i bambini del Terzo Mondo morissero di fame e che lui, invece, avesse così tanto; di lì a poco la svolta!

Decise in quella occasione che la sua professione non sarebbe stata più quella del broker assicurativo, ma quella del barbone…a tempo pieno!

Proprio così, Alessandro Marcolin il barbone lo fa un po’ per professione ed è un punto di riferimento per tutti gli altri, ai quali insegna a sopravvivere impartendo saggi insegnamenti e dispensando preziosi consigli.

La mattina fa colazione al bar della stazione, un primo pasto della giornata rigorosamente offertogli dai molti pendolari che lo conoscono ed hanno imparato a volergli bene; si lava nei bagni di Lambrate, va a pranzo e a cena alla mensa dei poveri e si veste con i vestiti che recupera alla Caritas e che sceglie con cura perché, tutto sommato, è un barbone un po’ chic e non gli piace l’idea che chi vive in strada debba necessariamente essere sciatto o sporco o, peggio ancora, perennemente ubriaco.

Ha una famiglia alle spalle, una moglie e due figlie (la più grande delle quali ha ereditato la sua società finanziaria) che hanno compreso ed accettato la decisione del loro congiunto di ritrovare se stesso rinunciando al futile (e per alcuni versi anche un po’ all’utile!).

E’ un “nobile” barbone Alessandro Marcolin, nell’aspetto e nel cuore e, sebbene conduca una vita apparentemente più grigia e notevolmente più difficoltosa di quella di un tempo, può sicuramente dirsi più felice e più sereno, perché quello che è oggi lo è diventato per scelta e, non c’è dubbio, dalla strada Alessandro può insegnare a molti un concetto essenziale: vivere la vita con dignità e da uomo libero; perché – come diceva Sandro Pertini – “Sii sempre, in ogni circostanza e di fronte a tutti, un uomo libero, e pur di esserlo sii pronto a pagare qualsiasi prezzo”.

 Copyright foto: http://www.dismappa.it/wp-content/uploads/2013/06/annalisa-venturini-piedi-clochard-installazione-verona.jpg

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...