L’ARTE DEL RECUPERO IN CUCINA: PIATTI POVERI…PER PALATI SOFISTICATI

Realizzati con pochi ingredienti, meglio se a km zero, poco elaborati e dal sapore semplice ed autentico, i piatti poveri sono una delle tendenze culinarie del momento.

È una vera e propria moda quella che promuove la classica “ricetta della nonna” rendendola una prelibatezza ricercata ed il più delle volte non proprio low cost, specie se degustata nei migliori e più ambiti ristoranti italiani, quelli che vantano una clientela di nicchia, esigente e sofisticata, pronta a spendere cifre di tutto rispetto per mangiare una pietanza dal gusto antico…perché, si sa, mangiare la pasta e fagioli o il pancotto preparato da uno chef stellato fa chic, anche se costa un po’!

Ma chi l’ha detto che un piatto cool debba mangiarsi per forza al ristorante e non sia invece più gratificante e divertente prepararselo con le proprie mani, a casa propria e a costi senza dubbio più contenuti?

MetisMagazine vi propone due ricette di pietanze d’una volta, affinché possiate cimentarvi voi stessi nella preparazione di piatti succulenti, genuini e a basso costo.

Che decidiate di degustarli da soli o in compagnia, siamo sicuri che vi replicherete ai fornelli e che vi sorprenderete delle vostre abilità gastronomiche.

Siete pronti? E allora tutti in cucina!

PANCOTTO PUGLIESE


Il pancotto è una ricetta della tradizione culinaria pugliese, che trova le sue radici nella cultura del recupero tipica di una civiltà parsimoniosa ed oculata quale quella contadina.

In questa semplice ricetta, che nulla ha da invidiare a piatti più elaborati e di difficile realizzazione, a farla da padrone è il pane raffermo, quello che vi avanza dal giorno prima e del quale non sapete cosa farne.

Bene, d’ora in avanti non buttatelo, ma riutilizzatelo per farne il pranzo del giorno dopo.

In realtà il pane cotto è una pietanza tipica di diverse regioni d’Italia, sebbene cambino in parte gli ingredienti e la modalità di preparazione. 

Il pancotto pugliese, o più veracemente noto come “pan cutt“, vuole che la cottura del pane avvenga nell’acqua in cui vengono stufate le verdure di accompagnamento, mentre gli odori dovrebbero soffriggersi a parte per essere successivamente colati sul pancotto.

Sembra che per il suo alto potere calorico e nutrizionale, il pancotto fosse anticamente ritenuto utile per favorire l’allattamento e particolarmente indicato nelle convalescenze dei malati, o ancora che venisse offerto ai viandanti che avessero necessità di rifocillarsi.

Lo stesso Garibaldi apprezzò il gusto   e le qualità di questa umile pietanza quando, dopo una riunione di cospiratori antiborbonici, fu costretto a rifugiarsi in un convento nella zona del leccese.

INGREDIENTI (per 4 persone): 

1 kg di verdure miste (patate, zucchine, verza o bietola, fagiolini)

1 cipolla rossa

4 pomodori San Marzano

1 costa di sedano 

1 manciata di olive verdi amarognole

1 peperoncino

Sale, pepe, semi di finocchio q.b.

Olio extravergine di oliva  

400 gr di pane raffermo

PREPARAZIONE:

Pulire tutte le verdure, tagliarle a tocchetti e riporle in una pentola alta (possibilmente in terracotta). 

Salare e ricoprire il tutto con circa un litro e mezzo d’acqua.

Portare a bollore e lasciar cuocere per circa un’ora e mezza.

Intanto soffriggere in padella la cipolla tritata insieme al peperoncino, alle olive e aggiungere all’ultimo qualche seme di finocchio selvatico. 

Versare il soffritto sulla zuppa a fine cottura.

Tagliare frattanto il pane a fette e immergerlo nella zuppa circa quindici minuti prima della fine della cottura.

Condire un filo d’olio crudo dopo aver fatto riposare la zuppa e servire.

Ma spostiamoci in Toscana. Anche in questa Regione è buona regola recuperare il pane raffermo per farne un piatto di punta della gastronomia regionale.

Vi dice niente il nome…

 “PAPPA AL POMODORO”?


Ottima pietanza calda per affrontare una rigida giornata invernale, ma gustosissima anche d’estate servita fredda e particolarmente apprezzata per le sue proprietà antiossidanti, la pappa al pomodoro è un fiore all’occhiello della cucina tradizionale regionale toscana ed è buona da leccarsi i baffi!

Pur essendo una ricetta antichissima, la sua notorietà risale agli inizi del XX secolo, quando venne citata ne “Il giornalino di Gian Burrasca” dello scrittore toscano Vamba; non si dimentichi peraltro che negli anni ‘60 questa goduriosissima zuppa rossa divenne la protagonista di una famosa canzone di Rita Pavone, canticchiata ancora oggi da grandi e piccini.

E lo stesso nome del piatto – “pappa” – rimanda al modo in cui i più piccini hanno l’abitudine di chiamare tutto ciò che mangiano.

Come per il pancotto pugliese, anche per la pappa col pomodoro MetisMagazine vuole condividere con i suoi lettori, oltre che le curiosità sulla pietanza, anche  la ricetta tradizionale di questo piatto unico nutriente e gustoso perché possano, con pochi ingredienti ed in poco tempo, armare un pranzetto di tutto rispetto.

INGREDIENTI (per 4 persone):

300 g o 8 fette di pane toscano insipido raffermo

600 g di pomodori rossi maturi

qualche mestolo di brodo vegetale

olio extra vergine di oliva q.b. (per condire la pappa una volta pronta)

qualche fogliolina di basilico o prezzemolo

sale e pepe q.b.

PROCEDIMENTO:

Preparare un brodo vegetale, con il dado, o anche solo lessando una cipolla, una zucchina o una carota.

Tostare le fette di pane in forno e strofinarle con lo spicchio d’aglio.

Lavare i pomodori e metterli a bollire per pochi minuti così che sia più semplice togliere la buccia, pelarli e poi passarli al setaccio, oppure tagliarli a cubetti con un coltello. 

Porre le fette di pane spezzettate in una grande casseruola antiaderente a fuoco basso, aggiungere i pomodori, il brodo, il sale e il pepe e lasciare cuocere con coperchio per circa 50 minuti. 

Mescolare spesso durante la cottura, aiutandosi con un cucchiaio di legno a sbriciolare il pane. 

Al momento di servire la pappa al pomodoro condire con un filo d’olio, una fogliolina di basilico o di prezzemolo e peperoncino a piacere. 

(Se si preferisce consumarla fredda, aspettare che la pappa sia completamente fredda, poi riporla in frigorifero per almeno un’ora).

Pochi passaggi ed il gioco è fatto! Non vi resta che degustare il vostro pancotto con verdure o questa buona pappa al pomodoro…e non dimenticatevi di farci sapere qual è la zuppa che vi è piaciuta di più!

Copyright foto: https://www.charminly.com/wp-content/uploads/2016/01/Pancotto-con-patate-e-erbe-selvatiche-foto-cibosociale-la-chiusa_opt.jpg

Copyright foto: http://www.hotelmorcavallo.com/images/ristorante/pancotto/pancotto-hotel-morcavallo-10.jpg

Copyright foto: http://mangiarebuono.it/wp-content/uploads/2014/07/pappa-al-pomodoro1.jpeg

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