VAR: NUOVO PROTAGONISTA DEL CALCIO ITALIANO?

Il 2017 è un anno calcisticamente molto importante per la Serie A. La Federcalcio ha infatti approvato l’utilizzo del VAR (Video Assistant Referee – Assistenza Video per l’Arbitro), con cui il direttore di gara e i due guardalinee possono rianalizzare l’azione attraverso l’ausilio del video, per optare verso una risoluzione migliore in caso di forte dubbio. Il suo utilizzo è perciò piuttosto limitato, non viene utilizzato per la singola azione, lasciata alla decisione dell’arbitro, ma piuttosto verso quelle situazioni dubbie che possono davvero cambiare l’andamento di una partita, come un rigore, o il cosiddetto caso del gol fantasma.

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Tutto ciò è esplicitamente regolamentato, per consentire all’arbitro l’indipendenza rispetto alle macchine, e per consentire un vero e proprio aiuto nel gestire la gara. I casi in cui è ammesso l’utilizzo del VAR sono quattro: i sopracitati casi di rigore e gol da convalidare o non convalidare, l’espulsione diretta e lo scambio di identità (il caso in cui, nel caos del campo, il direttore di gara ammonisca o decreti l’espulsione di un giocatore al posto di un altro).

Come funziona esattamente? Vi è un arbitro addetto alla visione del VAR, e in caso di situazione plausibile di intervento VAR, entra in comunicazione, tramite l’auricolare, col direttore di gara in campo, che può osservare, con gli assistenti, a bordo campo, il video dell’azione in dubbio, per poi dare la propria decisione definitiva. Importante come il VAR non possa essere richiesto dalle panchine delle due squadre in campo, in virtù di una più possibile neutralità di quanto avvenga.

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L’utilizzo del VAR non è però esente da diverse polemiche dallo stesso mondo dello sport. Le opinioni sono infatti molteplici.

L’obiezione più rilevante riguarda l’ipotesi che il gioco possa subire dei rallentamenti ed essere fermato per troppo tempo. I fautori del VAR a ciò rispondono facendo notare come anche segnare un gol o un giocatore infortunato facciano perdere diverso tempo di gioco. Dalle statistiche, anche se siamo solo ad un quarto del campionato, appare invece come il tempo di gioco effettivo sia attualmente maggiore, ma potremo fare un vero calcolo solamente alla fine del campionato.

Nonostante le polemiche, il VAR appare ormai come una certezza, come un punto di non ritorno verso un sistema di aiuti che possa rendere le partite più esenti possibili non solo da presunti favoritismi, ma anche dalla fortuna del caso. Il direttore di gara può, ad esempio, essere in una posizione da cui la prospettiva mostra il gioco in maniera differente, modificando l’andamento della partita. Col VAR invece l’arbitro può puntare alla riduzione dell’errore umano, donando allo spettatore partite più reali e con meno tristi polemiche.

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