NATURAL BORN KILLERS – COPPIE CHE AMANO DA MORIRE

In una società liquida dove i rapporti sentimentali si stanno rivelando in tutta la loro complessa fragilità, ci sembra quasi fisiologico che la fascinazione per i Natural Born Killers, le coppie di assassini seriali, stia ritornando a sedurre da qualche anno anche il grande schermo.

Ben Weathly, ad esempio, in Killer in viaggio ci disegna la mappa delle frustrazioni esistenziali che porterà  una giovane coppia inglese, Tina e Chris, a rigettare fino all’omicidio qualsiasi modus vivendi lontano dal loro,  Ben Young  in Hounds of Love delle degenerazioni che segnano i coniugi White lungo la periferia di Peth o Wicked City, serie televisiva su due sanguinari amanti, precocemente sospesa dall’ABC.

Ma che caratteristiche hanno le coppie di serial killer rispetto agli assassini alla Death Proof, predatori solitari col pollice tirato in su per un autostop di morte nel mezzo del deserto?

L’approfondimento statistico è estrapolato dai dati del criminologo Ruben De Luca, fra i massimi esperti europei di omicidi seriali, e curatore della prefazione di In due si uccide meglio, libro culto di Pastore per tutti gli appassionati di raccapriccianti storie dietro apparenti vite perfette.

Fred e Rosemary West
Fred e Rosemary West

De Luca ,studiando oltre 2200 casi di omicidi seriali nazionali e internazionali, ha stimato che quelli commessi in coppia sono stati poco più del 9% (in Italia il valore scende al 5%), insomma circa una vittima su dieci ha quindi incontrato una coppia assassina: due individui che hanno prima condiviso le stesse fantasie omicide e che poi  decidono di attuare, innescando l’inizio di una folie a deux , la follia a due del disturbo psicotico condiviso.

Gli studi comparativi di  Jennifer Furio e le interviste dell’agente Roy Hazelwood a quindici donne coinvolte in stupri seriali col proprio partner , ci delineano delle caratteristiche comuni allarmanti: nel Team Killers, le donne di solito provengono da una estrazione sociale borghese o medio-alta, con una intelligenza a volte superiore alla media e magari già avviate professioniste. L’incontro con il dominante, l’uomo dalla personalità dominante della coppia, mina le fondamenta della  bassissima autostima delle donne che percepiscono i primi abusi psicofisici come interessamento amoroso fino a trarre sicurezza e piacere dal sadismo del proprio compagno, come Catherine Birnie, la diligente solitaria studiosa che però iniziò a provare eccitazione solo di fronte alla vista delle mani del marito legate strette attorno al collo di una delle sue vittime.

In generale, la donna conosce il partner fra i venti e venticinque anni, quando la loro psiche è profondamente confusa e vulnerabile ma è solo dopo l’unione sentimentale che  arrivano ad assumere frequentemente anche sostanze stupefacenti.

Anche se per la maggior parte dei casi queste donne insicure che assumono la funzione di “esche” per attirare le vittime di sesso femminile, sembrano votarsi all’assassinio per compiacere il marito, ce ne sono alcune che partecipano attivamente all’uccisione con una violenza quasi superiore a quella dell’altro, il caso della grassoccia Carol Bundy che, invece della comune gelosia segreta nei confronti delle vittime come le altre, provava piacere nel concedersi l’ultimo colpo di grazia sulle sequestrate.

L’uomo nella coppia di serial killer è per la maggior parte un sadico sessuale che, con grande abilità manipolatoria, riesce quasi a fiutare le donne più bisognose di attenzione o che si trovano a vivere un periodo di difficoltà e le seduce fino a soggiogarle e a renderle complici passive delle sue fantasie sessuali bondage.  Dopo, usa il rinforzo positivo (esprime gratitudine, le fa complimenti per quanto è stata brava), che alterna col rinforzo negativo (la ignora o la rifiuta dicendosi insoddisfatto), per obbligarla a ripetere l’esperienza. Con il passare del tempo, in questo modo il sesso violento diventa la normalità.

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Paul Bernardo e Karla Homolka

Considerando tutte le donne come prostitute di Babilonia, convince la propria ad isolarsi e a dipendere dalla sua persona, punendola costantemente per i suoi biblici peccati, tanto da convincerla a partecipare agli omicidi come una sorta di rito di purificazione.

Fred & Rosemary West , Judith & Alvin Neelley ,  Alton Coleman & Debra Brown, Ian Brady &  Myra Hinsley, Ray & Faye Copeland, David & Catherine Birnie, Gerald Gallego & Charlene Williams, Martha Beck & Raymond Fernandez, Suzan & James Carson, Paul Bernardo e Karla Homolka,  sono fra le coppie più famose di serial killer.

Dietro ogni singola unione si nasconde un universo di lividi,  oscenità e sangue.

Amori Bubbonici.

Mariagrazia Veccaro

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