Babbo Natale e il folclore: ciò che non sappiamo sulle origini di Santa Claus

Ogni anno, nel periodo natalizio, siamo invasi da una vera e propria icona: Babbo Natale. Non è possibile camminare per le nostre città senza vederlo raffigurato decine e decine di volte: barba bianca, vestito di rosso, paffuto e amichevole. Da dove nasce e da dove arriva la sua leggenda?

Diverse tradizioni sono andate ad incrociarsi, sia dal folclore germanico, che da quello più tipicamente cristiano, associato al personaggio. Tutto ciò ha portato successivamente alla formazione della figura come la conosciamo oggi.

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Nelle culture tipicamente germaniche il periodo del solstizio d’Inverno era già celebrato nei racconti, con un personaggio, nell’estetica, non troppo differente dal nostro Babbo Natale: parliamo di Odino, culmine del pantheon della mitologia nordica, che si narra organizzasse una grandiosa battuta di caccia in quei giorni. I bambini dunque lasciavano, vicino al camino, gli stivali, colmi di oggetti volti a sfamare il cavallo della divinità, dal nome Sleipnir. Odino, per ringraziare la buona volontà dei ragazzi, avrebbe lasciato in cambio dei doni o dei dolci. Una sopravvivenza di tale tradizione è presente tutt’ora in diversi paesi, con il celebre gesto del latte e i biscotti lasciati per Babbo Natale. Tutto ciò è giunto nella modernità attraverso la colonizzazione delle Americhe, grazie a Nuova Amsterdam, diventata poi New York alla conquista inglese dell’area.

Non solo divinità, ma anche vere e proprie creature oscure fanno parte di questo corpus di leggende legate al periodo natalizio. Il protagonista di questi racconti è solitamente San Nicola, figura della cultura cristiana legata ad un antico vescovo della Lycia. Il personaggio, festeggiato il 5 Dicembre, ha legato indissolubilmente la sua figura al Natale, al punto che il nome Santa Claus deriva da Saint Nicholas, il nome anglofono del santo.

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Il più celebre scontro è quello tra San Nicola e Krampus, un demone del folclore. Secondo la tradizione, dei giovani, nei paesi di montagna, travestiti da demoni, con pellicce e altro, andavano nei villaggi vicini, terrorizzando e derubando le persone. Dopo diverso tempo si resero conto che accanto a loro vi era anche un vero demone, Krampus. Spaventati, chiamarono il vescovo Nicola, che sconfisse la malvagia creatura. Da quel giorno i ragazzi non derubarono più, bensì rievocarono la lotta distribuendo doni e punendo i bambini cattivi. Tutto ciò non è rimasto solo nella leggenda, ma ha un vero ruolo nelle tradizioni sopravvissute, soprattutto nell’area del Nord Est Italia, in Austria e in Germania. Infatti è usanza la rievocazione di tutto ciò, attraverso sfilate che attraversano i comuni, in cui San Nicola è accompagnato da stuoli di Krampus, interpretati da persone travestite con orribili maschere.

Altro racconto, piuttosto simile, riguarda la lotta di San Nicola con altre figure, la cui principale caratteristica era la discesa dalla canna fumaria delle case, allo scopo di aggredire e uccidere, nella notte, i bambini. Il santo riuscì a catturare la creatura, imprigionandola con dei chiodi benedetti, secondo alcune fonti addirittura i chiodi della crocifissione, costringendolo a portare doni ai bambini in segno di penitenza.

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L’evoluzione moderna di Babbo Natale passa per la fusione di queste tradizioni già presenti, con la figura dello Spirito del Natale di tradizione britannica, molto simile, nella raffigurazione, al nostro attuale Babbo Natale. Il passare del tempo contribuì nella creazione dell’icona, fino alla prima e vera raffigurazione moderna, grazie a Clement Clarke Moore, scrittore e linguista di New York, il quale nel 1823 scrisse la poesia A Visit from Saint Nicholas nella quale rappresentò il santo di origine anatolica come un elfo rotondetto, con barba bianca, vestiti rossi orlati di pelliccia, alla guida di una slitta trainata da renne e latore di un sacco pieno di giocattoli. Per il Natale del 1862 l’illustratore Thomas Nast raffigurò, sulla rivista statunitense “Harper’s Weekly”, Babbo Natale con giacca rossa, barba bianca e stivali.

Secondo una leggenda metropolitana molto conosciuta, il colore rosso di Babbo Natale deriva dalla Coca Cola, che, per la sua pubblicità, negli anni ’30 utilizzò il rosso al posto del classico verde, legato alla natura silvestre e sempreverde del personaggio. In realtà si tratta per l’appunto di una leggenda, poiché la prima società ad utilizzare Babbo Natale fu, negli anni ’10 del secolo scorso, la White Rock Beverages, ma non solo. Questo perché già sul finire dell’800 il personaggio appariva, in diverse pubblicazioni, vestito di rosso.

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